Cerca

l'evento

Monte Savoia, è qui la festa! Una vittoria a 360 gradi

Non solo la Serie D: al Don Pino Puglisi è stato celebrato il riscatto di un quartiere. Il presidente Monananni: "Grazie al calcio i ragazzi di Montespaccato si sono riavvicinati alle istituzioni". Nicola Zingaretti: "Siete la dimostrazione che è possibile battere la criminalità organizzata". Don Ciotti: "La mafia ha paura dello sport, perché non lo può sconfiggere"

22 Giugno 2020

I ragazzi del Monte Savoia con Massimiliano Monnanni (©Nicola Cavallotti)

I ragazzi del Monte Savoia con Massimiliano Monnanni (©Nicola Cavallotti)

I ragazzi del Monte Savoia con Massimiliano Monnanni (©Nicola Cavallotti)

I festeggiamenti di una vittoria sportiva sono tutti eventi eccezionali. Dal successo in Champions League, fino al campionato di Terza Categoria, a livello emozionale, umano, non cambia nulla. Sacrificio, determinazione, impegno, passione: i sentimenti e i valori che accompagnano un’impresa sono sempre gli stessi, così come le emozioni che suscitano. Basta parlare con qualsiasi tifoso, con i dirigenti o i calciatori protagonisti in prima persona per rendersi conto come, al di là dell’eco mediatica che un evento può suscitare, le sensazioni sono sempre quelle. Ma stavolta no, non è così. Perché la promozione in Serie D del Montespaccato Savoia rappresenta molto di più della conquista di un campionato. Vale più di una categoria che da queste parti è stata assaporata quaranta anni fa. Al Don Pino Puglisi – e mai intitolazione fu più azzeccata - è stato celebrato un riscatto sociale. Quello di un quartiere che si sentiva abbandonato dalle istituzioni, dallo Stato, quello di una periferia dimenticata, lasciata sola e di conseguenza costretta a piegarsi alle logiche della criminalità organizzata, vista come il male minore, e convivendoci in silenzio. Oggi a Montespaccato quel silenzio non c’è più, oggi la “Borgata” urla, non di paura ma di gioia. Grida la sua libertà ritrovata grazie all’Asilo Savoia e ai ragazzi di Talento e Tenacia, che qui hanno portato sogni e nuove prospettive, trasmettendo per le strade il senso di legalità e delle istituzioni, che quando sono così presenti non c’è mafia che tenga. Non ce ne vogliano gli altri tifosi, gli altri calciatori e dirigenti che brinderanno, ma questa è una festa diversa. Speciale.


Il presidente Monnanni prende la parola (©Cavallotti)

La vittoria della legalità È Gianpiero Cioffredi a fare gli onori di casa. I ringraziamenti sono molti, così come le autorità intervenute e le sue parole lasciano subito comprendere che questa è una mattinata dal sapore particolare: “Oggi non festeggiamo solo la conquista della Serie D, oggi festeggiamo la vittoria dello Stato e della collaborazione tra le forze dello Stato - esordisce il Presidente dell’Osservatorio per la legalità e la sicurezza della Regione Lazio - Questa è la dimostrazione che cambiare le cose è possibile e grazie a voi ragazzi, ma anche alla parrocchia, le scuole, il centro anziani e tutte le associazioni del quartiere, siamo riusciti a creare uno spazio che non è solo calcio, ma un supporto per tutti i cittadini che ne hanno bisogno”. Dopo ll rapido intervento del Prefetto Bruno Frattasi, che ha ribadito l’importanza di riconsegnare i beni confiscati alla cittadinanza come un successo di insestimabile valore, è stato il momento del Presidente dell’Asilo Savoia Massimiliano Monnanni: “Forse nessuno, o pochi, ci hanno creduto quando siamo arrivati per annunciare che l’impianto non avrebbe chiuso - ha sottolineato con lo sguardo rivolto alla tribuna - C’era molta diffidenza, giustificata da anni di assenza delle istituzioni, ma grazie alle attività sportive e culturali il Don Pino Puglisi è tornato a riempirsi di cittadini e ragazzi, spinti dall’esempio dei giovani di Talento e Tenacia. Dietro a questo lavoro c’è un percorso di formazione professionale e umana, hanno dimostrato di aver interiorizzato grandi valori e ora sono il traino dei più giovani”. Poi, dopo aver ricordato come il centro, grazie ad un accordo con il Ministero dell’Istruzione, sarà dal prossimo anno scolastico a disposizione degli istituti del quartiere per attività sportive e fisiche, ha concluso lasciando trasparire tutta la sua emozione e rivolgendo un messaggio ai tanti presenti: “Ricordatevi che quando si raggiunge un successo senza rispettare le regole e senza rispettare il prossimo, quel successo è effimero. Se si ottiene una vittoria ai danni degli altri prima o poi si trasformerà in una sconfitta. Il calcio supera ogni tipo di barriera e grazie al calcio i ragazzi di Montespaccato si sono riavvicinati alle istituzioni. Ora le istituzioni hanno il dovere di difendere questo spazio da chi illude i nostri giovani con false promesse e trasforma questo gioco in un luogo di disagio e illegalità”.


Il presidente della Regionale Lazio, Nicola Zingaretti (©Cavallotti)

La forza dello sport Le parole di capitan Sismondi e di Edoardo Loche, che la fascia la indossa nella Juniores e ha trionfato nella sua categoria - entrambi hanno sottolineato come questo club sia una vera e propria famiglia - hanno fatto da staffetta a uno dei primi sostenitori, e fautori, di questo progetto. Nicola Zingaretti ha ringraziato tutte le persone che si sono adoperate per rendere possibile questo traguardo per poi rivolgersi alla squadra: “Siete la dimostrazione di quanto vale la pena combattere battaglie come questa - ha dichiarato il governatore della Regione Lazio - Avete dimostrato che è possibile, grazie allo sport e alla legalità, far funzionare le cose anche nelle zone periferiche. L’Asilo Savoia e i suoi meravigliosi ragazzi hanno scritto questa meravigliosa storia italiana: se chiudete gli occhi e pensate per un attimo a cosa sarebbe accaduto se non fossero intervenute le istituzioni, vi troverete di fronte l’immagine di un centro sportivo abbandonato a se stesso, con l’erba alta e i cancelli divelti. Invece è diventato un luogo di aggregazione, un punto di riferimento per tutti i cittadini che qui possono trovare un sostegno. Grazie alla vostra vittoria avete fatto compiere al quartiere un salto nel futuro incredibile”. La chiusura di Don Ciotti, da anni in prima linea nella lotta alle mafie, è da brividi: “Lo sport non è un mondo a parte, ma una realtà educativa dalle ricadute sociali incredibili. Lo sport deve aiutare nella vita, ma se smette di proporre e costruire e subisce le realtà che lo circondano, perde la sua funzione. Quindi continuate così, la mafia ha paura della cultura e dello sport: perché sa che sono avversari che non potrà mai sconfiggere”.


Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE