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L’INTERVISTA

Il Cobra Jr Tovalieri: "Passato, gioie e... gol"

Parola all’uomo decisivo della formazione di Sgarra che nella sfida contro il Città di Anagni ha siglato il gol vittoria

20 Ottobre 2020

Il Cobra Jr Tovalieri: "Passato, gioie e... gol"

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Aver visto dal vivo il gol siglato in casa contro il Gaeta è stato sicuramente emozionante così come farsi raccontare la sua storia tra ricordi, aneddoti ed esperienze passate: Simone Tovalieri si racconta ai nostri microfoni con il suo Falaschelavinio partito benissimo in questo inizio di stagione.


Buonasera Simone, ti aspettavi un inizio di stagione cosi positivo dal punto di vista personale e collettivo? Quale è il vostro segreto secondo te?

"Sicuramente è stato un ottimo inizio, sapevamo di poter far bene ma penso che neanche il più ottimista avrebbe immaginato di fare 10 punti nelle prime 4 giornate anche perché avevamo un calendario molto difficile. Stiamo andando bene e vogliamo continuare così, peccato per la sconfitta a tavolino contro il Gaeta che ci avrebbe permesso di stare in testa ma va bene così per ora. Il nostro segreto principale è sicuramente il gruppo: siamo tutti bravi ragazzi, ci sono tanti giovani bravi che vogliono mettersi in mostra e stanno esprimendo tutte le loro qualità. In più la società è sempre presente e questo aiuta molto. Aggiungo che il nostro vero valore aggiunto sia il mister che sta facendo un ottimo lavoro: lui riesce a tirare fuori il meglio da ogni giocatore e non è una cosa facile. Per quanto riguarda me è stato un ottimo inizio considerando che ho fatto due gol giocando solo una volta da titolare e subentrando le altre volte per spezzoni. Purtroppo per impegni lavorativi non riesco ad essere sempre al 100% e quindi parlando con il mister stiamo gestendo molto bene questa cosa. Diciamo che se ogni volta che entro segno e vinciamo va bene così fino alla fine della stagione (ride, ndr)".


Abbiamo ancora negli occhi la perla realizzata contro il Gaeta, ti sei ripetuto domenica: vuoi dedicare queste gioie a qualcuno in particolare?

"Il gol contro il Gaeta penso sia uno dei più belli della mia carriera considerando anche le condizioni del campo che era quasi impraticabile. Peccato che ai fini della classifica sia stato un gol praticamente inutile visto quello che è successo dopo ma rimane comunque il gesto e personalmente è stato un gol che mi ha dato uno slancio positivo. La rete contro l’Anagni la voglio dedicare al mister ed a tutta la società che ha avuto fiducia in me sin dal primo giorno nonostante i miei impegni extra-calcistici hanno deciso di puntare ugualmente su di me".


Tu sei un figlio d’arte: quanto è difficile essere considerato “il figlio di” nel calcio di oggi? Ti ci sei abituato? Cosa hai imparato da tuo padre?

"Ormai ci sono abituato, ci sono cresciuto con questa cosa di essere il figlio del Cobra. Onestamente non mi ha mai pesato perché tutto quello che ho fatto l’ho sempre fatto per quello che è Simone. Da mio padre ho imparato molte cose anche se a livello calcistico siamo un po’ diversi per caratteristiche. Sicuramente confrontarsi con un padre che ha giocato per 20 anni ad alti livelli è stato importante in alcune fasi della mia crescita".


Quali sono le immagini della tua carriera fin qui che restano nei ricordi più belli? Chi ti ha insegnato di più come allenatore?

"Ne metto 3: sicuramente tra i ricordi più belli metto l’anno della Primavera con la Roma dove sono stato il capocannoniere della squadra, ricordo indimenticabile la finale di Coppa Italia al Marassi contro il Genoa davanti a 25 mila persone, veramente una bella sensazione. Peccato non essere riusciti a vincere quella Coppa. Un’altra emozione è stato il primo gol in Serie C mi sono emozionato molto ed è stato fantastico. Per ultima metto la stagione di due anni fa dove abbiamo il salto di categoria dalla 1ª Categoria alla Promozione con il W3: venivo da un periodo dove mi ero stufato di giocare e per scommessa ho accettato di rimettermi in gioco e quell’anno ho fatto 33 gol stagionali in un anno ricco di emozioni. L’allenatore che mi ha insegnato di più è difficile da dire: sicuramente Alberto De Rossi in quei due anni di Primavera mi ha fatto crescere molto poi mi sono trovato bene anche se siamo stati poco tempo insieme con il mister Stefano Ferretti ai tempi del Grifone Monteverde, ci faceva andare al campo con il sorriso e devo dire che anche quest’anno mi sto divertendo molto e il mister Sgarra è veramente una brava persona, mi sarebbe piaciuto averlo incontrato qualche anno fa".


Quale è il tuo sogno nel cassetto nel mondo del calcio? Hai un obiettivo? Come vedi la prosecuzione del mondo dei dilettanti?

"Ormai vado per i 30, è vero che il calcio è strano e non si può mai sapere cosa possa accadere ma adesso lavoro e con il calcio punto a divertirmi il più possibile magari togliendomi altre soddisfazioni. Il calcio dilettantistico secondo me può continuare sempre con le dovute precauzioni ma la cosa più importante è la salute di ognuno di noi quindi se la cosa dovesse peggiorare e non ci dovessero essere le condizioni per continuare a malincuore direi che sarebbe giusto fermare tutto perché come ho detto prima la salute viene prima di ogni cosa. Speriamo di uscire il prima possibile da questo brutto incubo in cui siamo dentro da quasi un anno".

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