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L'intervista

Massella: "Di Vaio e Rocchi idoli, Conte professionista unico"

Il bomber dell'Unipomezia, vincitore dell'ultimo sondaggio social, si racconta tra passato, presente e futuro

30 Ottobre 2020

Massella: "Di Vaio e Rocchi idoli, Conte professionista unico"

Massella (©Torrisi)

Christian Massella è stato eletto sui social come il miglior calciatore della quinta giornata di Eccellenza. Il bomber dell'Unipomezia, tripletta per lui contro il Villalba, si racconta nella nostra intervista tra campo e vita privata, con un accenno conclusivo sullo stop del campionato.



Buongiorno Christian, ancora una volta hai vinto il nostro sondaggio. Merito del tuo grande seguito sui social?

“Sì, essendo molto seguito, anche grazie a mia moglie, è sicuramente un vantaggio raccogliere preferenze e questo fa indubbiamente piacere”.



Come vivi questa tua fama?

“Con grande serenità, alla fine il mio stare sui social è un riflesso del lavoro che fa mia mia moglie Micol, ma rispetto a lei non pubblico tanti post. Essere entrambi molto seguiti ha comunque i suoi pro e contro, inevitabilmente possono arrivarti delle critiche ma anche apprezzamenti”.



Hai mai pensato di seguire Micol nello spettacolo?

“Sinceramente no, comunque ho un lavoro, anzi due, che mi piacciono e a cui mi dedico con passione. Non ho mai pensato di fare magari televisione o l'influencer come lei”.



A detta di molti, anzi praticamente tutti, a livello calcistico sei considerato un giocatore di categoria superiore. Hai anche assaggiato il professionismo, pensi che avresti potuto rimanere in quel mondo?

“Sì, ci sono arrivato giocando al Bari e poi ci sono ritornato con la Lupa Roma. Ma un po' per situazioni, un po' per scelte personali a un certo punto mi sono assestato nei Dilettanti. Ho pensato diverse volte di voler ritornare nei

Professionisti e di riprovarci, ma alla fine penso di aver trovato una mia dimensione”.



In passato c'è stato un mister che ti è rimasto particolarmente impresso e dal quale hai imparato quel qualcosa in più?

“Certo, a Bari ho conosciuto un grandissimo allenatore come Tavarilli e poi ho avuto l'onore di vedere all'opera Antonio Conte. Un perfezionista a 360 gradi, sapeva tutto anche di noi che stavamo in Primavera. Scendendo nei Dilettanti, invece, un tecnico che mi ha fatto maturare molto è stato Chiappara”.



Tra i giocatori avevi un modello da seguire?

“All'inizio della mia carriera sognavo di diventare un Totti della situazione, anche per il ruolo in cui giocavo, più da seconda punta. Ma anche Di Vaio e Rocchi mi facevano impazzire. Un giocatore al quale cercavo di rubare ogni singolo movimento è stato poi Alfonsi nel mio primo anno in D con l'Ostiamare. Era il prototipo del calciatore che volevo diventare. Quando poi ho modificato il ruolo in prima punta i vari Tajarol o Pippi mi hanno aiutato tantissimo”.



Ti sei posto un obiettivo per questa stagione?

“In verità, a livello personale non mi pongo obiettivi a lungo termine. Cerco sempre di dare il massimo di giorno in giorno, di mese in mese, di partita in partita. Sarebbe riduttivo dire di voler arrivare almeno in doppia cifra”.



Ma adesso non si può scendere in campo. Come giudichi questa nuova sospensione?

“Innanzitutto faccio i complimenti al Ministro Spadafora e all'AIC per gli aiuti economici che sono arrivati ai club e a noi calciatori dopo il precedente lockdown, ma detto questo non mi trovo assolutamente d'accordo con la decisione di sospendere nuovamente il campionato. Secondo me bisogna cambiare i protocolli. Perché la Serie D può giocare, essendoci inoltre spostamenti tra Regioni, mentre l'Eccellenza che è un campionato regionale deve fermarsi? E poi mi sento di dire che molti presidenti si stanno approfittando di questa situazione, preferendo magari lo stop per non pagare più i rimborsi invece di cercare di continuare. Credo che molte squadre non avrebbero dovuto proprio iscriversi se questo poi è il risultato. In tutto ciò, vorrei invece elogiare il nostro presidente che invece di sospendere gli stipendi continua ad investire”.

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