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l'intervista

Andrea Persi: "Possiamo ancora terminare la stagione regolarmente"

Il massimo dirigente della W3 Roma Team sul futuro del calcio dilettantistico: "Con cinque turni infrasettimanali le tempistiche ci sono, fare soltanto un girone sarebbe un errore"

16 Dicembre 2020

Andrea Persi

Il Presidente Persi (Foto ©Facebook)

Dopo la straordinaria cavalcata della scorsa stagione che ha condotto alla prima storica promozione in Eccellenza, la W3 Roma Team aveva tutte le intenzioni di ripetersi anche quest'anno seppur con il ruolo da matricola e in un girone pazzesco per valori ed il blasone delle compagini presenti. I ragazzi di mister Manelli, senza nessun timore, avevano imbroccato alla grande ottenendo un percorso netto (tra campionato e Coppa) prima dell'interruzione imposta dal Governo per ciò che riguarda il calcio dilettantistico. Uno stop che però non mina quelle che sono le certezze di una società giovane e con tanta voglia di stupire, anche se chiaramente non sarà semplice ripartire dopo un altro colpo del genere. Ad entrare in merito alla questione, analizzando a 360 gradi il momento, la futura ripresa ed anche le prossime elezioni per i vertici del Comitato regionale è il Presidente del club capitolino, Andrea Persi

Presidente, ci ritroviamo in un momento molto delicato per tutti noi. Come lo sta vivendo umanamente?
"E' un momento brutto per tutti, non viviamo la vita di tutti i giorni. La nostra azienda, nello specifico, oltre alla sicurezza si occupa di eventi e turismo, per ora stiamo lavorando soltanto sul primo settore e inevitabilmente ne stiamo risentendo anche noi degli effetti di questa pandemia".

Mentre sul fronte sportivo, cosa è cambiato?
"Anche in questo senso il momento non è dei migliori. I ragazzi non si possono allenare, il campionato è fermo, eravamo partiti molto bene con grandi aspettative, avevamo raccolto quattro vittorie su altrettante partite disputate. Siamo stati fermati in un momento in cui forse sarebbe stato meglio continuare ma non possiamo farci nulla. Comprendiamo le decisioni che sono state prese. Adesso sembra che uno spiraglio per metà gennaio ci sia e ci auguriamo che sia una ripartenza effettiva senza altri intoppi. Rifermarsi ancora vorrebbe dire non portare a termine nulla".

Sarebbe stato possibile continuare a giocare senza sospensione?
"Continuare in quel modo avrebbe avuto poco senso. Rinviare sei-sette gare per girone a settimana era come non giocare. Adesso l'unica possibilità è fare uno sforzo comune, noi come società ma anche gli allenatori e i giocatori, e possibilmente le Istituzioni come la Lega Nazionale Dilettanti, il Comitato regionale o il Governo. Con un contributo economico si potrebbero fare tamponi tutte le settimane piuttosto che regalare 800 euro di bonus sportivo per tutti gli istruttori e per tutti i giocatori che si hanno a rimborso. Sarebbe un grande risparmio per il Governo e una possibilità di ripartenza per tutti. Penso perciò che il protocollo che sta utilizzando la Lega per la Serie D possa essere allargato a tutte le prime squadre tra Eccellenza e Promozione. Poi è chiaro che nelle categorie inferiori sarebbe più complicato e a questo punto ci vorrebbe o un'auto tassazione dei giocatori o qualcos'altro da studiare. La soluzione per andare avanti credo sia questa, pensare di poter affrontare 25 partite in quattro mesi e mezzo con un positivo che ci blocca per 15 giorni è imponderabile. Sarebbe una ripartenza monca. Come conviene anche il Presidente Zarelli, bisognerebbe convenzionare qualche struttura, credo sia davvero l'unica via per portare a termine i nostri campionati".

Riguardo le tempistiche stilate dal Comitato, sono accettabili?
"E' chiaro che tutti vorremmo due mesi di preparazione. So che qualche squadra si sta allenando secondo i protocolli, qualcuna probabilmente no. Noi ci alleneremo secondo le normative previste da fine dicembre. Ma è l'unica strada che si potesse prendere per terminare la stagione regolarmente. Le tempistiche ci sono, con cinque turni infrasettimanali si può fare e se anche si dovesse arrivare ai primi di luglio non credo sia un problema. Fare soltanto un girone in partenza è sbagliato. Poi è chiaro, se non ci saranno le opportunità sarà un altro discorso".

Cosa ci si aspetterà dalla W3 una volta tornati in campo?
"Avevamo ambizioni importanti prima della sosta e continueremo ad averle anche dopo. Purtroppo diverse società stanno avendo problemi e non nego che li abbiamo un pò tutti, gli sponsor sono spariti e vedremo quando si ripartirà che aria tira. E' una situazione nuova per tutti e credo che ci debba essere prima di tutto buon senso da parte delle società, dei giocatori, degli allenatori facendo ognuno la propria parte, magari rinunciando a qualcosa per dare un piccolo aiuto ai club e permetterci di tenere duro. Nel nostro caso sarà anche un'opportunità per conoscere meglio la categoria, per fare bene e chissà, provare a sognare. La squadra è forte e pensiamo di poterci comportare positivamente".

Sul fronte mercato come vi muoverete?
"Dico sempre che finché il mercato è aperto ci si guarda intorno. Onestamente posso dire che siamo molto soddisfatti della rosa che abbiamo quindi sarà molto difficile inserire altri giocatori all'interno di un contesto che funziona già bene. Abbiamo una rosa di Over molto ampia, un roster di giovani valido e quindi diventa complicato pensare di andare ad inserire qualcuno. Ad oggi è difficile capire quale possa essere un intervento da fare. Poi mai dire mai, non si esclude la possibilità a priori, se ci saranno le condizioni valuteremo il da farsi nel rispetto dei nostri parametri finanziari. Al momento la cosa prioritaria è mantenere un gruppo che finora si è rivelato all'altezza".

In vista ci sono anche le elezioni per la presidenza del CR Lazio. Si è fatto un'idea?
"Innanzitutto vorrei ringraziare il Presidente Zarelli per quello che sta facendo. Lo sento attaccato da più parti ma alla fine è in una situazione che non auguro a nessuno di doverci stare, è complicatissimo decidere. Purtroppo viene additato da tutti come il responsabile di questo o di quello. E' assurdo pensare ad una persona che da 18 anni governa il calcio laziale e che viene attaccata in un quadro del genere, dove invece dovremmo essere tutti uniti e cercare di superare il momento. Gli attacchi arrivati in queste settimane mi sono sembrati sicuramente fuori luogo e molto poco obiettivi sulla realtà della situazione".

Cosa ne pensa della candidatura di Luigi Lardone?
"Non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente il Presidente dell'Ostiamare. Penso che possa essere un candidato preparato e un giorno dare il suo apporto al nostro sport. Una persona che è stata così tanti anni alla guida di una società sicuramente ha delle capacità molto importanti. Quello che credo è che in questo momento, chiunque non abbia mai rivestito ruoli all'interno della Federazione, soltanto per mettere mano e capire dove si trovi perderebbe dei mesi fondamentali. In questo momento la cosa migliore sarebbe trovare qualcuno che possa affiancarsi al Presidente Zarelli per un paio di anni così come lui stesso ha detto, in modo tale da poter capire dove e come agire e dare la sua disponibilità, il suo tempo per migliorare la situazione già da subito. Chiaramente andare a fare un intervento e un cambio radicale in un momento in cui il calcio è fermo e in un periodo difficile è molto azzardato. Sarebbe come affidare il timone di una nave in tempesta a chi al massimo ha fatto il terzo ufficiale. Personalmente in condizioni del genere mi fiderei più di un comandante. La situazione per ora è molto delicata e non mi affiderei a chi non conosce la macchina. Mi aspetterei invece che un Presidente con le capacità del Signor Lardone si mettesse a disposizione del Presidente Federale per affiancarlo ed aiutarlo. Questo si dovrebbe fare in generale, dare la disponibilità ad affiancare il Presidente e a dargli una mano perché il Comitato è di tutti. Soltanto così si possono trovare soluzioni utili. Soprattutto in questo momento le società devono stringersi attorno alla Federazione che le rappresenta. Sarebbe importante un accordo in questo senso, affiancando il Presidente, imparare, e solo un giorno prendere il suo posto". 

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