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L'intervista

Andrea Pintori: "Allenamenti a febbraio e campionato entro e non oltre marzo"

Il capitano dell'Arce dice la sua: "Bisogna provare a giocare in due mesi e mezzo arrivando a metà giugno, anche se poi ci sono molti nodi da sciogliere in chiave promozione e retrocessioni"

20 Gennaio 2021

Pintori

Pintori (Foto ©Arce)

All'età di quasi 41 anni, Andrea Pintori è ancora uno dei giocatori più decisivi del campionato di Eccellenza. L'attaccante e capitano dell'Arce ha palesato uno stato di forma straordinario anche alle soglie dell'attuale stagione, dimostrandosi ancora il valore aggiunto della compagine di patron Marrocco. Ma quale futuro attendersi con lo stop che è stato prolungato? Queste le parole del classe 1980: "Sicuramente le sensazioni non sono positive, comunque siamo legati all'aumento dei contagi, alle restrizioni del Governo che può esporre un proprio protocollo. Tutto dipenderà da questa pandemia che purtroppo non ci fa ben sperare per ripartire. E' normale che se la data va oltre marzo il campionato penso si possa ritenere concluso, non saprei come potrebbero trovare altre soluzioni. Per ripartire la stagione, gli allenamenti dovrebbero riprendere entro e non oltre febbraio mentre il campionato dovrebbe ricominciare entro e non oltre marzo, in modo da riuscire a fare in due mesi e mezzo arrivando a metà giugno, come si dice, anche un girone unico, anche se poi ci sono molti nodi da sciogliere in chiave promozioni e retrocessioni. Insomma, è una bella gatta da pelare e onestamente è anche per questo che non vedo una luce in fondo al tunnel. Questa pandemia ha messo in ginocchio tutti i settori, tante famiglie e nel caso dello sport sta facendo perdere la passione in molti ragazzi e bambini. Da una parte però sono anche fiducioso, nel senso che quando torneremo saremo più carichi e più pronti di prima. Di questo ne sono sicuro e spero che sia il più presto possibile". Una soluzione per ripartire potrebbe essere cambiare i protocolli: "Non spetta a me dire se cambiarli o meno, ci sono persone più competenti e spero che facciano il loro lavoro per il bene di tutto lo sport e in questo caso del calcio dilettantistico. Ma come ho detto non sono molto positivo perché il tempo sta passando. Noi come squadra abbiamo sospeso tutti gli allenamenti, la società ha ritenuto opportuno chiudere il centro sportivo. Individualmente non ci siamo mai allenati o almeno ognuno si è allenato per conto proprio, come ho fatto e sto facendo anche io. Per fortuna non ho mai staccato da quel che concerne gli allenamenti perché grazie a Dio ho intrapreso una strada nuova un anno fa, che spero sia l'inizio di una carriera, con un progetto sulla formazione di tecnica individuale dei ragazzi, dall'età di 7 anni a salire. Mi piace molto quello che faccio, per tanti anni questa è stata la nostra strada, la nostra tecnica. Purtroppo da diverso tempo questa strada non c'è più e quindi ho pensato di portare con determinati allenamenti, per quello che riguarda l'uno contro uno, la strada sul campo, con l'obiettivo di formare i giocatori sotto questo profilo. Mi sono specializzato nell'essere maestro di tecnica facendo degli studi, devo ancora crescere tanto ma questo avverrà soltanto con gli allenamenti con i ragazzi". Nel caso il campionato riprenda, cosa ci si dovrà aspettare? "Le bombole di ossigeno sicuramente (ride ndr). In due mesi fare 13 partite non sarà facile, a livello fisico devi dare tutto con ogni partita che diventerà una finale. Mi auguro di riprendere perché la voglia è tanta e saremo pronti anche a disputare un tour de force. Vincerà e si salverà chi ne avrà di più e anche chi cercherà di sfruttare al meglio le caratteristiche individuali di qualche giocatore".

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