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L'intervista

Massella: "Noi calciatori dobbiamo sapere quale sarà il destino della stagione"

L'attaccante dell'Unipomezia dice la sua senza peli sulla lingua: "Mi chiedo come sia possibile che nessuno parli della nostra categoria. L'Eccellenza è stata abbandonata a se stessa"

21 Gennaio 2021

Massella

Massella (Foto ©Torrisi)

L'Unipomezia ha iniziato la stagione 2020-21 con il chiaro intento di recitare un ruolo di assoluta protagonista e la squadra di Solimina è partita con il giusto piglio, conquistando la vetta del gruppo B dopo appena quattro giornate. La società ancora una volta ha investito molto consegnando nelle mani del tecnico una Ferrari, che però rischia di rimanere ai box dato l'alone di incertezza che aleggia sempre più consistente sulla ripresa del campionato di Eccellenza. A fare il punto in casa rossoblù, lanciando un messaggio ben chiaro, è l'attaccante Christian Massella: "Spero che al più presto sapremo con precisione ciò che dobbiamo fare, anche perché i presidenti hanno investito, noi stiamo fermi da diversi mesi ed anche l'anno scorso è capitata questa situazione. Non sappiamo come comportarci. La cosa strana, e che non purtroppo non passa inosservata, è che alcuni presidenti ci stanno marciando sopra. Non è possibile che nessun presidente sia uscito allo scoperto chiedendo cosa dobbiamo fare. Perché non domandano se riprende o non riprende il campionato? Questo mi fa pensare... Ovviamente non è il caso del nostro, che finora non ci ha fatto mai mancare nulla e ci sta facendo capire che da parte sua c'è massima disponibilità e voglia di ricominciare. Ma altri presidenti non stanno pagando i rimborsi e molti giocatori sono stati svincolati. Purtroppo la ripresa del campionato, ad oggi, è complicata. Poi mi auguro che il Comitato riesca a compiere un miracolo e cambiando i protocolli ci permetta di riprendere il campionato. Penso che il protocollo debba essere allineato a quello della Serie D, è impensabile riprendere senza un nuovo iter per poi doverci rifermare. Non possiamo rischiare un nuovo stop. Secondo me come hanno aiutato la D si dovrebbe aiutare anche l'Eccellenza, un campionato che è rimasto fermo da ottobre ed è come se non esistesse più, non se ne parla proprio. In questa situazione ci sono presidenti, come il nostro, che vogliono ricominciare ed altri che invece non intendono minimamente farlo perché evidentemente gli fa comodo. E per quanto riguarda noi calciatori è fondamentale sapere quale sarà il destino della stagione e dobbiamo saperlo in tempi brevi, perché nel caso in cui l'Eccellenza non riparta possiamo svincolarci entro il 26 febbraio, poi saremo costretti a rimanere fermi. Per chi ha qualche anno in più stare ai box per tutto questo tempo diventerebbe sicuramente un grande problema, senza poi dimenticare l'aspetto economico non percependo per un anno intero lo stipendio. Lo scorso anno l'AIC ha fatto tantissimo per tutelare noi giocatori e questo vorrei sottolinearlo, ma in Eccellenza se non cambiano i protocolli purtroppo non vedo speranza. E il problema è che di questa categoria come detto non ne parla nessuno, è stata abbandonata a se stessa. Da parte mia vorrei continuare quanto iniziato, sarebbe una grande sconfitta non poterlo pare. Anche in questi giorni ci siamo sempre allenati secondo le disposizioni, creando un gruppo solido e che difficilmente mi era capitato di vivere in passato. Sarebbe un peccato non riprendere il campionato, abbiamo tutte le carte in regola per vincerlo. Perciò, mi auguro che al più presto le cose cambino. Inoltre in Eccellenza non dobbiamo neanche spostarci tra Regioni e quindi sarebbe anche più semplice gestire questo campionato, ma come già sottolineato serve lo stesso protocollo della Serie D". 

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