Cerca

L'intervista

Gamboni: "Se non si dovesse ripartire temo che il danno sarà enorme per tutti"

L'attaccante del Pomezia dice la sua: "Stare fermi per un anno e mezzo non fa bene a nessuno, a un ventenne come ad un trentaseienne come me. La strada per tornare a giocare la vedo lunga"

03 Febbraio 2021

Gamboni

Gamboni (Foto ©GazReg)

E' ormai appurato che la maggior parte dei calciatori, in tutta Italia, preme per far sì che la stagione venga ripresa e portata a termine. E' sicuramente tra questi Tommaso Gamboni, uno tra gli esterni più forti che il calcio dilettantistico regionale abbia mai conosciuto e che, a 36 anni compiuti, ha deciso di tornare in quella che considera come una seconda casa a tutti gli effetti, il Pomezia. La sua stagione, come quella della squadra di patron Bizzaglia non è stata però fin qui fortunatissima anzi, tutto il popolo rossoblù è ancora scosso per la scomparsa prematura del direttore generale Pietro Peri, purtroppo colpito anche lui da questo virus maledetto. Un dolore immenso che mette ancor di più la strada in salita e ripartire in casa pometina non sarà perciò assolutamente semplice anche a livello di stimoli, seppur la società mantenga sempre ambizioni altissime e vorrà al più presto ritornare in quella Serie D che l'ha vista soltanto di passaggio nella stagione 2019-20. Lo stesso Gamboni spiega il perché si potrebbe provare a salvare un'annata ancora una volta complicatissima da gestire, iniziando la propria analisi esprimendo uno stato d'animo certamente non dei migliori e che si trascina ormai da diversi mesi. "Sto vivendo questo periodo decisamente male - esordisce il classe '84 -. Il calcio per molti di noi è vita, ci manca troppo l'allenamento vero e proprio e le partite della domenica". Umore che non sembra migliorare anche guardando all'ipotetica ripartenza del calcio dilettantistico, dell'Eccellenza in questo caso, per la quale bisognerà attendere ancora risposte più definite nei prossimi giorni e più esattamente dal 5 febbraio. "Spero di sbagliarmi, ma vedendo come stanno andando le cose in Italia non sono propriamente fiducioso per questa eventuale ripartenza. Sostanzialmente mi trovo in linea con il piano di proposto dal Comitato regionale Lazio, con i vari punti e con il format, anche se penso che non sarà semplice far rispettare l'intero programma a tutte le società". E poi c'è sempre il timore che la stagione 2020-21, come quella precedente, venga interrotta definitivamente con abbondante anticipo, stavolta ancora maggiore considerando che i campionati sono fermi ormai da novembre. In questo caso Gamboni afferma: "Se la stagione non dovesse riprendere penso che provocherebbe un danno importante a più livelli. Stare fermi per un anno e mezzo non fa bene a nessun giocatore, né a un ventenne, né tantomeno a un trentaseienne come me... Per quanto riguarda invece le società, stanno facendo di tutto per far sì che il campionato ricominci perché altrimenti le difficoltà economiche da sostenere saranno poi ancora maggiori, come ad esempio nelle iscrizioni relative al prossimo anno. Personalmente mi auguro di tornare presto alla normalità, anche se la strada la vedo ancora molto lunga". Sembra inoltre che i calciatori, come già accaduto in altre parti in tutta Italia, vogliano raccogliere delle firme anche qui nel Lazio per per testimoniare non soltanto a parole la loro volontà di tornare a giocare. Gamboni conferma questa ipotesi: "Credo di sì. Ovviamente chiediamo di ripartire ma di farlo in totale sicurezza, perciò vedremo in questi giorni come muoverci a riguardo". Ora la palla passa ancora una volta alle Istituzioni preposte per tali decisioni. Intanto, il mondo dilettantistico spera di non dover fronteggiare un altro lunghissimo stop. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE