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L'intervista

Rossini: "Lo stop mi ha privato di qualcosa che ha sempre fatto parte di me"

Il centrocampista parla a ruota libera: "Ad oggi penso ci siano tutti gli elementi necessari per ripartire. Spero che il Comitato prenda la decisione finale con grande ponderatezza"

04 Febbraio 2021

Rossini

Rossini (Foto ©Terracina)

Gli ultimi mesi di inattività sono serviti al Terracina per risistemare in primis i quadri societari per poi mettere mano anche al mercato di riparazione con la riapertura della liste. L'insediamento al vertice del club del giovane Filippo Iannotta, l'arrivo di Gaetano Fiore come nuovo direttore sportivo seguito da quello di Pio Musilli come responsabile del settore giovanile biancoceleste, sono chiari segnali di come la società voglia rilanciarsi a 360 gradi dopo le note vicende giudiziarie. Lo stop dei campionati ha consentito dunque alle Tigri di rimettersi in sesto ed ora non resta che attendere le decisioni ufficiali da parte della Lega sulla ripartenza dell'Eccellenza e dei campionati giovanili. Restando in chiave prima squadra, sarà ancora uno dei punti cardine della compagine di mister Gerli l'esperto centrocampista Stefano Rossini. L'ex Insieme Ausonia dice la sua a partire dal proprio stato d'animo in relazione allo stop. "Sicuramente non è un buon momento, come per tutti. Siamo stati travolti da questa situazione che era completamente inaspettata e del tutto eccezionale. Ognuno di noi, sia grandi che giovani, è stato sempre abituato a scandire le sue giornate programmando gli allenamenti in funzione della partita domenicale. Quando viene a mancare questo è normale che ti senti spiazzato a prescindere da come puoi riempire le tue giornate. Ti senti privato di qualcosa che ha fatto parte della tua vita per molto tempo". Tutto il mondo dilettantistico attende ora la data del 5 febbraio per capire se la stagione possa realmente proseguire e in che modo: "Personalmente sono abbastanza positivo - prosegue Rossini - Comunque nel programma che ha presentato il Comitato ci sono tutti i presupposti per poter ricominciare come ad esempio i tamponi 24/48 ore prima della partita o il fatto di voler disputare l'intera stagione che reputo sia giusto. Penso quindi che ci siano tutti gli elementi necessari per ripartire se la Lega avallerà queste proposte. Spero che la decisione finale venga presa con assoluta ponderatezza nel senso che poi non si debba rivelare una scelta avventata come quella presa in estate quando c'era più di qualche dubbio sul normale completamento della stagione, ed anche in questo caso se si dovesse ripartire serviranno tutte le certezze del caso e non solo a livello sanitario, ma anche a livello organizzativo. Bisognerà valutare chi dovrà farsi carico delle spese per i tamponi, se il Governo con il decreto Ristori voglia devolvere una parte dei fondi alle società, se tutti i club avranno l'assetto organizzativo-economico necessario per far fronte al nuovo protocollo. Se dovessero sussistere tutte queste condizioni e soprattutto se l'opinione sarà favorevole per tutte le società, che al momento non sono però certo che sussista, allora è giusto procedere. L'unico altro dubbio che ho è che non dobbiamo dimenticarci il fatto di essere esposti ogni settimana al rischio di stare fermi 15/20 giorni in caso di un tampone positivo. Molti di noi lavorano ed hanno una famiglia, quindi non dobbiamo dimenticarci che siamo dilettanti". Infine, il centrocampista conclude con un augurio per il futuro: "Mi auguro di poter tornare a fare quello che amo, giocare a calcio. Fino a quando ci sarà quella fiammella che arde dentro continuerò a farlo a prescindere dalle categorie. Speriamo di tornare quanto prima ad una vita normale che è tanto che manca".

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