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T&T, 2ª Tavola Rotonda: parla il vincitore Alessandro Restante

L'intervista integrale al centrocampista 2003 del Sant'Angelo che ha trionfato nel secondo incontro di Talento & Tenacia

10 Febbraio 2021

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Alessandro Restante è il secondo giocatore ad essere incoronato vincitore di Talento & Tenacia. Dopo Alessio Buffolino, difensore dell'Aranova, questa volta si cambia sia zona di campo che scenario geografico, visto che il 2003 che si è imposto nella tavola rotonda è un centrocampista e gioca con il Sant'Angelo Romano, società al suo primo anno nel massimo campionato regionale. Una bella soddisfazione, quindi, sia per lui, vista la sua poca esperienza sul campo, che per la società, che dimostra non soltanto di avere fiuto nel trovare elementi adatti alla rosa e al gioco di Lucani, ma anche giovani capaci di guardare al di là del campo di calcio. Un intento che Alessandro ha dimostrato a più riprese, anche nel colloquio poi personale a margine del risultato. Sa che riuscire ad indossare qualche maglia importante sarà complicato, ma la voglia e la determinazione che lo contraddistinguono durante partite ed allenamenti le traduce nella vita di tutti i giorni.

La tavola rotonda Soddisfatto e quasi incredulo, Alessandro commenta così l'incontro con altri ragazzi del mondo dell'Eccellenza laziale "E' stata per me una bella esperienza, una cosa nuova, anche perché è il primo anno in cui posso partecipare. Ero il più giovane dei ragazzi che erano presenti alla tavola rotonda e per di più la mia classe d'età non fa parte di quelle dei giovani di lega, quindi c'è ancora più soddisfazione. E' stato interessante perché mi sono confrontato con ragazzi che, seppur di poco, sono più grandi di me e poi penso anche che questo sia un bel trampolino di lancio per noi giovani, perché ci consente non soltanto di dimostrare quanto valiamo sul campo, ma soprattutto fuori. Lo trovo un progetto davvero interessante, perché ti consente di guardare anche più avanti rispetto al calcio, alla tua formazione, ad esempio. Io al momento frequento il liceo scientifico e mi piacerebbe molto poter essere indipendente nelle future scelte che riguarderanno l'università. Reputo poi questa esperienza molto importante, perché consente di dare una presentazione della persona e non solamente del calciatore. Io gioco a calcio da sempre, sin da quando ero bambino, e l'obiettivo è sempre stato quello di provare ad entrare nel mondo del professionismo. Se non dovessi riuscirci sto già preparando un'altra strada, che è quella legata all'università e alla facoltà di Economia. Sono un ragazzo molto organizzato e riesco a conciliare bene lo studio con l'attività sportiva. Fino ad oggi ho saltato solamente un allenamento per concentrarmi sui libri, quindi penso che anche in futuro riuscirò a ripetermi".

Gerrard e Gattuso Restante si fa sentire in mezzo al campo e, nonostante la giovane età, ha già avuto modo di esprimersi in due occasioni con il team di Lucani. "Ho esordito nella prima gara stagionale giocando in Coppa Italia, poi il mister mi ha scelto per la terza giornata. Lo stop ha poi complicati tutti i piani, sia miei che di squadra, visto che pian piano mi stavo inserendo all'interno dei meccanismi di gioco ed il mister mi stava dando fiducia. E' un peccato l'essersi dovuti fermare di nuovo ed è un qualcosa che mi lascia tanto amaro in bocca, visto che per due volte lo stop è arrivato in un buon momento. Nella prima occasione avevamo ottenuto quattro vittorie consecutive, in questa seconda invece stavamo tirando fuori tutte le nostre qualità, una cosa non semplice visto il gruppo molto rinnovato in estate. La nostra compattezza iniziava a farsi vedere e non era affatto scontato, visto che ci trovavamo per la prima volta a giocare in un campionato complicato come quello di Eccellenza. Come tipo di giocatore possono essere paragonato ad un Gattuso, con un po' più di tecnica, mentre da sempre ammiro Steven Gerrard. In squadra ho poi un riferimento importante come Mori, che mi ha fatto crescere molto con i suoi consigli".

La ripartenza Anche se di solide certezze non se ne avranno da qui a lungo termine (la pandemia non si esaurirà comunque nel breve periodo, ndr) il ritorno in campo è sempre un qualcosa di cui si continua a discutere, con tutti i distinguo del caso (e su questi si può discutere ancora di più) con l'Eccellenza che ha però ottime possibilità di ripartire, venendo dichiarata di interesse nazionale e quindi equiparata alla Serie D, con la quale ci sarà uno scambio a fine stagione. Nella testa di Alessandro Restante il tema è, ovviamente, ben presente, anche se riesce a placare l'istinto puro del centrocampista ruba-palloni e ad indossare gli abiti del ragioniere "La voglia di tornare in campo è ovviamente  tanta, perché non giochiamo da parecchio tempo, ma dobbiamo anche considerare la situazione in cui ci troviamo. Se deve esserci una ripresa spero che questa sia definitiva e che soprattutto si vengano a creare le condizioni per poter giocare senza dover saltare da una settimana all'altra, da una giornata all'altra. E questo può essere determinato solamente da un controllo fatto con i tamponi da parte delle società. Non è un compito affatto semplice, perché comporta anche delle spese aggiuntive a quelle già presenti, però è l'unica soluzione che si può attuare se vogliamo tornare in campo. Io mi auguro che quantomeno in Eccellenza si possa riprendere a giocare e che successivamente si trovino anche delle soluzioni per le altre categorie. Bisogna però andare piano, cercando di fare un passo alla volta per poter dare a tutti la possibilità di tornare a fare quello che più ci piace in totale sicurezza". 

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