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l'intervista

Simone Pace "Avrei tenuto le retrocessioni, magari solo due"

Il presidente del Città di Anagni non è d'accordo con l'idea presenta dal Consiglio Federale per la ripartenza del campionato

16 Febbraio 2021

Simone Pace

Simone Pace, presidente dell'Anagni

Il riconoscimento dell'Eccellenza come interesse nazionale permetterà la ripresa di tale categoria: questa è la linea scelta dal consiglio direttivo lo scorso venerdì 5 febbraio. Una ripartenza vera e propria dunque che, anche se molto attesa da diverso tempo, ha lasciato tuttavia più di qualche perplessità per via del tema della mancanza di retrocessioni. Sono molte infatti le società che si sono schierate contro tale decisione, tra cui il Città di Anagni del presidente Simone Pace, il quale ha commentato così quanto deciso dal consiglio: "Noi come Città di Anagni con le dovute misure sanitarie e con lo stesso protocollo adottato dalla Serie D, quindi con le spese dei tamponi non a carico delle società, siamo assolutamente favorevoli alla ripartenza. Sulla formula della ripresa del campionato, proposta dalla stessa LND alla FIGC, siamo però contrari in quanto la mancanza di retrocessioni falserebbe la stagione e in questo modo non avrebbe alcun senso ricominciare. Non essendoci retrocessioni infatti non ci sarebbero stimoli per la maggior parte delle società che non puntano alla promozione in Serie D, per questo si rischierebbe che molte squadre non scendano neanche in campo o che schierino esclusivamente formazioni di Under. Una nostra proposta a riguardo era quella del solo girone di andata, ma con retrocessioni magari ridotte a due sole squadre che garantirebbero per lo meno una semi-regolarità della parte mancante. In questo periodo ci siamo fermati perché non ritenevano moralmente giusto, oltre che rischioso per i giocatori e per tutti i tesserati, proseguire con le partite. Tutt'oggi ripartire non è così semplice, bisogna riorganizzarsi e riprendere la forma necessaria. La voglia però di tornare a giocare non manca e come Città di Anagni cercheremo di concludere al meglio la stagione ben figurando nelle poche gare rimaste. Per il prossimo anno ci auguriamo di tornare ad una normalità che sia accettabile, la quale ci permetta di iniziare di nuovo a programmare le prossime stagioni. Questo stop dovuto dalla pandemia ha rappresentato un duro colpo per tutto il movimento del calcio dilettantistico, tanto a livello economico quanto a livello sociale, per questo contiamo tanto sugli aiuto che possano arrivare dalla Lega, dalla Federazione e dallo Stato"

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