Cerca

l'intervista

Alessandro Marrocco "Saranno gare senza senso, potrei giocare anche io..."

Il presidente dell'Arce è da sempre contrario alla ripresa del campionato e sul nuovo format non è affatto d'accordo

18 Febbraio 2021

Alessandro Marrocco

Alessandro Marrocco, presidente dell'Arce

Il presidente dell’Arce Alessandro Marrocco entra subito a gamba tesa lanciando una provocazione: "Visto il format con cui l’Eccellenza dovrà tornare in campo, con la possibilità di decidere in sostanza se giocare seriamente o meno, non escludo di fare anche io una mezz’ora a partita. Ho passato le visite mediche, quindi gioco, tanto il valore del campionato lascia il tempo che trova". Il numero 1 del club ha poi proseguito spiegando le ragioni che lo hanno portato a non voler riprendere il campionato: "Premetto che ero già contrario alla ripresa, ma ovviamente non decidiamo noi per cui bisogna adeguarsi alle decisioni. Certo è che una volta deciso di giocare lo si dovrebbe fare seriamente e regolarmente. Cosa significa che ogni società può scegliere? Quali sono i principi alla base di tutto ciò? Saremo costretti ad assistere a partire senza senso, con i club che andranno in giro alla ricerca di giocatori che abbiano voglia di mettersi in discussione, oppure convocando 2002 e 2003. Tutto ciò non fa altro che confermare il motivo della ripresa, ovvero quello economico e, soprattutto, dipendente dalla Serie D. In Serie D non possono essere bloccate le retrocessioni, quindi serve sistemare in qualche modo la situazione, ed ecco allora tutte queste pressioni sul campionato di Eccellenza. Hanno preso davvero un abbaglio allucinante, tutto è stato gestito male, da settembre in poi. Credo ci siano davvero altissime probabilità che la FIGC blocchi questa decisione, anche perché molti club hanno già fatto sapere di volere garanzie sulle spese per i tamponi. Non chiacchiere, fatti". Marrocco ha infine concluso: "Ci tengo a ricordare che siamo dilettanti, che il nostro calcio è pura passione, condivisione. Personalmente la domenica vado al campo per incontrare gli amici e divertirmi, per staccare la spina, per me non è un lavoro. Non capisco quindi questo obbligo di andare avanti a tutti i costi, non abbiamo mica diritti tv o contratti milionari da rispettare. Resto del parere che in tutto questo caos non si ripartirà a breve per vari motivi a partire dalla problematica del governo e del nuovo DPCM. Se si dovesse decidere in via definitiva di tornare a giocare, scenderemo di nuovo in campo non prima della fine di marzo".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE