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L'intervista

Catalucci: "Difficile prendere qualsiasi decisione, ripartire per me non è necessario

Parola al Presidente dello Sporting Ariccia che espone la sua visione in merito alla potenziale ripresa del campionato

19 Febbraio 2021

Barberi e Catalucci

Barberi e Catalucci (Foto ©Sporting Ariccia)

Il presidente dello Sporting Ariccia, Paolo Catalucci, ha espresso tutte le sue perplessità riguardo le modalità proposte per la ripartenza: "Siamo in attesa delle decisioni finali, ma non posso sicuramente essere soddisfatto di quanto si è fatto finora, a maggior ragione dopo il consiglio direttivo. Credo che questa stagione non debba essere portata a termine per ragioni varie, soprattutto legate all’aspetto economico e sanitario. La stragrande maggioranza delle società vivono già un momento complicatissimo dovendo far fronte ad ingenti uscite che non vengono riequilibrate da alcuna entrata. Se per tornare in campo dovremo operare come richiesto, quindi in sostanza come la Serie D, siamo messi davvero male. Come fa un club di Eccellenza, dopo tutto quello che ha passato, a spendere circa dieci euro per tampone ogni settimana? La nostra rosa è composta da una trentina di giocatori, ciò significherebbe che gireremmo su una media di 1200/1500 euro al mese solo per i tamponi, non è fattibile". Il numero 1 del club castellano ha poi parlato riguardo il format che vedrebbe il blocco delle retrocessioni: "Innanzitutto credo che la decisione non debba essere demandata alle società. Premesso ciò, ritengo davvero assurde le modalità di ripresa proposte. Molte squadre giocherebbero con la consapevolezza di essere comunque salve, una partita in spiaggia avrebbe lo stesso tasso agonistico. In questo modo decade completamente l’attività sportiva, andremmo a snaturare il significato stesso del calcio, del giocare a pallone. È ovvio poi che in una tale situazione è difficilissimo prendere delle decisioni, anche all’interno dello Sporting Ariccia ci sono pensieri contrastanti. A mio avviso non è necessario ripartire se queste sono le condizioni, se bisogna portare a termine la stagione tanto per mettere la parola fine a questo campionato vorrà dire che lo faremo, ma non avrebbe comunque alcun senso". Paolo Catalucci ha infine concluso: "Tali modalità sarebbero adatte per il settore giovanile, per il quale l’attenzione dovrebbe vertere sul far ripartire i ragazzi in campo, indifferentemente da retrocessioni e promozioni. Una soluzione per l’Eccellenza? Congelare questa stagione e permettere di riprendere la prossima in maniera seria, con protocolli efficaci ma fattibili".

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