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l'intervista

Leonardo Casavecchia "Eccellenza e D potevano usare lo stesso protocollo"

Il difensore della Boreale fa il punto della situazione e si concentra sull'utilizzo delle risorse

02 Marzo 2021

Leonardo Casavecchia

Leonardo Casavecchia ha fatto i "conti" al calcio (Foto ©Cippitelli)Foto

Un'attesa che diventa di giorno in giorno sempre più logorante, un futuro che non sa quale strada dovrà prendere e tante, tantissime incertezze a dipingere un quadro che desta molte preoccupazioni e malumori intorno all'Eccellenza. Da un lato c'è chi dallo stop ne ha tratto sicuramente beneficio e il tempo necessario magari per provare a riorganizzarsi, ma chi sta pagando il prezzo maggiore sono sicuramente loro, i calciatori. Negli ultimi dodici mesi si è giocato col contagocce e molti di essi ne hanno risentito sia a livello fisico che economico, per chi del calcio a questi livelli ne ha fatto uno stile di vita. Tanti hanno preferito fare le valigie ed andarsi a giocare le proprie carte in Serie D dando una rotta completamente diversa al mercato di riparazione. E la domanda che in molti si pongono è proprio quella per cui ci siano ancora sostanziali differenze tra il campionato di Eccellenza e la quarta serie nazionale Tra questi, vi è l'esperto difensore della Boreale, Leonardo Casavecchia, che ha ben chiara la situazione e le possibili soluzioni che si sarebbero potute adottare già da tempo per scongiurare il rischio di un ennesimo stop definitivo. Spazio alle parole del classe 1991. 


Una soluzione alternativa "Secondo il mio punto di vista - esordisce Casavecchia -, il protocollo di cui si parla uguale a quello della D si poteva applicare dall'inizio, è assurdo che ad oggi ancora non sia stato attuato. L'Eccellenza è una categoria che si avvicina moltissimo alla Serie D, sia perché ci sono le fasi nazionali, sia per il lato economico. In questo senso, non vorrei ridimensionare la Promozione e le categorie inferiori, ma è innegabile che i soldi che gravitano attorno all'Eccellenza siano maggiori, ci sono altri interessi ed anche i costi sono diversi. Perciò, secondo me bisognava ripartire insieme, quando hanno deciso di non fermare la D non dovevano fermare neanche noi attuando come detto lo stesso identico protocollo. Non capisco perché abbiano voluto aspettare tutto questo tempo, non ha senso. Si potevano invece gestire meglio le risorse erogate dallo Stato per sport e salute, magari aiutando le società a svolgere i tamponi settimanalmente".


I calciatori i più colpiti dallo stop "Personalmente - prosegue il difensore - ero sempre stato abituato ad allenarmi quasi ogni giorno e stare praticamente sempre in campo. Quest'anno già facevo fatica ad allenarmi un giorno in meno, ora che il tutto è ridotto all'osso e con le restrizioni che ci sono è davvero molto complicato. Sì, comunque ci allenicchiamo, ma più di tanto come detto non si può fare e questa attesa sta diventando insopportabile. Mi auguro che si prenda al più presto una decisione e che questa sia consona ad un campionato come quello di Eccellenza, nel senso che possa permetterci di terminarlo con criterio e non tanto perché si deve finire e basta. Qui mi rifaccio al discorso del format senza retrocessioni che rischia di falsare tutto completamente. Purtroppo, una formula del genere favorirebbe soltanto alcune dinamiche e personaggi che sappiamo non fare il bene di questo sport. Un format che potrebbe avere anche senso se tutti lo accogliessero con responsabilità e professionalità, ma purtroppo non sarà così e ne sono convinto, perché alcuni presidenti non aspettavano altro che una situazione del genere - 'tutti quelli che non accettano l'idea di riniziare sono i soliti che già avevano cominciato ad ottobre con i ritardi sui rimborsi e a bucare sistematicamente gli stipendi' - (ha dichiarato Casavecchia anche sui social ndr). Per questo ho forti dubbi sulla buona riuscita del campionato. Per come la vedo io, sarebbe stato meglio proseguire come la Serie D senza interrompere nulla e portare a termine la stagione normalmente, con andata e ritorno e con play off, play out e retrocessioni, senza stravolgere tutto". 
 

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