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l'intervista

Roberto Delgado "Sono amareggiato, il nostro campionato non viene rispettato"

L'attaccante dell'Unipomezia torna sul consiglio direttivo del 5 febbraio, dal quale poi non è sorta nessuna novità

02 Marzo 2021

Delgado in azione

Delgado in azione con la maglia dell'Unipomezia (Foto ©Torrisi)

L'atmosfera pesante e di grande dubbiosità su come dovrà terminare la stagione 2020-21 sta destabilizzando un po' tutti. Dalle società, agli addetti ai lavori, ai giocatori, che in primis si sentono danneggiati da questo clima di incertezza e dall'ennesimo stop che il calcio dilettantistico ha dovuto affrontare dopo i lunghissimi sette mesi di stop della passata stagione. Quest'anno si era ripartiti con le migliori intenzioni da parte di tutti, con le strutture rimesse a nuovo e tutto regolamentato per cercare di salvaguardare la salute di dirigenti, tesserati e famiglie. Ma il campionato di Eccellenza 2020-21 è durato soltanto fino alla quinta giornata per poi essere sospeso nuovamente fino a tempo indeterminato, considerato che ancora oggi non sappiamo se ci saranno effettivamente le tempistiche e tutte le garanzie per farlo ricominciare o se anche su questa stagione verrà messa sopra la parola fine. Quest'ultima ipotesi è quella che la maggioranza delle persone si augura non avvenga, il ciò vorrebbe dire rimandare tutto almeno a settembre perdendo di fatto l'intera annata calcistica. E' quello che più di tutto non si augurano gli stessi calciatori, stanchi di restare nel limbo ad aspettare indicazioni certe su come doversi comportare e su come programmare il proprio futuro. A maggior ragione se gioca in una società che non ha mai smesso di lavorare e che ha sempre creduto nella ripresa del campionato come l'Unipomezia, rispettando al dettaglio tutte le restrizioni imposte dal Governo in chiave sicurezza sanitaria. A parlare a proposito è l'esterno offensivo Roberto Delgado


Troppi aspetti ancora da chiarire "Sono decisamente amareggiato per il quadro che è venuto a crearsi - sostiene lo spagnolo -. Purtroppo l'Eccellenza è una categoria che ad oggi non viene considerata e di cui nessuno ha il minimo rispetto. In quella famosa riunione del 5 febbraio era stato detto che si sarebbe ripartiti, ma poi nessuno si è preso cura di chiarire come e soprattutto quando. Non abbiamo ancora delle date e i tempi si stanno allungando. Non capisco perché è stata data tutta questa disparità di trattamento rispetto all Serie D. Secondo me bastava semplicemente applicare lo stesso protocollo ma dall'inizio, senza farci fermare ed ora aspettare che questa categoria venga riconosciuta d'interesse nazionale. Non vedo tutta questa differenza tra Eccellenza e Serie D anche perché sono due categorie strettamente legate, non scordiamoci che l'Eccellenza dà 36 squadre alla D ed altre ne scenderanno in Eccellenza. Quindi perché far continuare loro e noi no?".


Il lato economico e l'aspetto sportivo "Va poi anche ricordato - prosegue l'ex Lazio - che tantissimi ragazzi con questo sport, anche a questi livelli, ci vivono e ne fanno un lavoro vero e proprio. Perciò non trovo giusto non permetterci di svolgerlo. Vogliamo chiarezza prima di tutto, siamo stanchi di aspettare. Sono poi totalmente contrario anche sulla formula del blocco delle retrocessioni nel caso in cui si dovesse ripartire. Stando fermi da ormai quattro mesi il campionato in parte è già stato falsato, in più se nessuno retrocederà assisteremo a partite con squadre che manderanno in campo la Juniores o addirittura che non si presenteranno proprio. Questo non è assolutamente giusto soprattutto nei confronti delle società serie che hanno investito e che vogliono ripartire con le migliori intenzioni. Secondo me il campionato dovrebbe concludersi normalmente con un girone d'andata e uno di ritorno, ed anche se si dovesse slittare a luglio lo farei. In ogni caso, la cosa che mi interessa di più in questo momento è tornare realmente in campo, spero perciò che ci dicano quanto prima cosa dobbiamo fare anche perché insieme a tutti i miei compagni vogliamo onorare fino in fondo gli impegni presi con la società e vincere il campionato". 

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