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T&T, 6ª Tavola Rotonda: parla il vincitore Flavio Moi

L'intervista integrale all'attaccante classe 2002 della W3 Roma Team che ha trionfato nel sesto incontro di Talento & Tenacia

11 Marzo 2021

T&T Moi

Flavio Moi (Foto ©Facebook)

Flavio Moi vince la sesta tavola rotonda della V edizione del Premio Talento&Tenacia, regalandosi la possibilità di proseguire nella manifestazione dedicata agli Under di Eccellenza. L’attaccante classe 2002 della W3 Roma Team ha colpito la giuria per la sua umiltà: testa sulle spalle, forte delle proprie idee e allo stesso tempo sicuro di quello che vuole. Un ragazzo che ha saputo già dar prova di molta tenacia, avendo superato seppur giovanissimo tanti brutti infortuni, che però non hanno scalfito la sua passione, rinforzando al contrario il suo carattere e la sua personalità.

Impressioni "Sono veramente contento di aver vinto e di aver trovato, nell’ambito della tavola rotonda, persone perbene, riferendomi sia ai ragazzi che alla commissione, e che avevano desiderio di confrontarsi in maniera approfondita - esordisce parlando del dibattito in video conferenza - Sono stato colpito dalla maturità degli altri ragazzi che hanno partecipato, penso abbiano dato risposte adeguate sia in ambito politico che calcistico; allo stesso modo mi hanno interessato molto anche le domande che ci sono state poste, che hanno toccato argomenti profondi come l’impatto del Covid, che da mesi ci sta facendo soffrire, ci sta tenendo lontani dallo sport che amiamo ed è una situazione che va affrontata con la massima cautela". L’Asilo Savoia, che organizza il Premio insieme a Gazzetta Regionale, si prefigge come obiettivo proprio questo: far maturare ed includere questi ragazzi. "Ho giocato a Montespaccato e conosco il programma Talento&Tenacia: credo sia una grossa opportunità per noi ragazzi, perché ci permette di esprimere tutto il nostro potenziale e le nostre idee al di fuori del campo. Ci mette in risalto anche al di là di quello che si vede durante i campionati, quindi a livello umano, e sicuramente mette in risalto chi partecipa rispetto agli altri ragazzi. È visibilità e questo premio ci dà delle grande opportunità". Un confronto stimolante, su tematiche di rilievo: "Mi ha dato un po’ di conforto sentire altri ragazzi che stanno vivendo in un certo modo questo momento - racconta - Mi ha fatto capire che non sono l’unico che sta vivendo questo tipo di ‘disperazione’ o sconforto, visto che non possiamo calcare i campi da calcio e disputare fino in fondo un campionato che avevamo iniziato molto bene e che volevamo giocarci fino in fondo".

Mentalità D’obbligo una domanda sullo stop ai campionati causa Covid: "Ritengo quest’interruzione sia fonte di grande dispiacere e tristezza, per tantissime persone, che siano adulti, ragazzi o bambini. Tuttavia, allo stesso tempo, non credo sia opportuno farsi prendere troppo dall’entusiasmo o dalla fretta nel voler ripartire a tutti i costi, perché altrimenti già sappiamo quali saranno le conseguenze, penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro - spiega Moi - La voglia di ricominciare i campionati, certo, è altissima e tutti siamo convinti che si possa ripartire con le giuste precauzioni: aspettiamo una risposta positiva dalle Istituzioni, sperando che si riprenda nel migliore dei modi e senza alcun tipo di rischio. Giocare ci fa bene, praticare sport è fondamentale per il benessere della società". Dalle difficoltà, d’altronde, si esce più forti. E Flavio questo lo sa benissimo, come racconta la sua storia: "Ho passato, purtroppo, davvero tanti momenti difficili dal momento che ho avuto parecchi infortuni nella mia giovane carriera. Ho riportato due fratture ai polsi quando ero più piccolo, prima a quello destro e la seconda a quello sinistro distanti l’una sei mesi dall’altra: la prima mi ha distrutto emotivamente perché non ero abituato agli infortuni e anche vedere un osso rotto mi ha messo tanta paura e non sapevo se avrei potuto continuare a giocare a calcio. Fortunatamente mi sono ripreso, mettendomi in testa dal primo giorno che dovevo fare di tutto per tornare in campo il prima possibile e alla fine ce l’ho fatta - ricorda il 2002 - Poi andando avanti negli anni, quando ero all’Ostiamare ho avuto altri due brutti infortuni: uno alla schiena essendomi rotto due vertebre, poi un altro al ginocchio, essendomi spaccato la rotula, cosa che ha comportato un’operazione ovviamente, con 24 punti e due pezzi di ferro dentro il ginocchio". Esperienze che formano il carattere: "Senza dubbio. Il primo infortunio è quello che mi ha segnato di più perché avevo 14 anni, non sapevo cosa mi aspettava ed avevo molta paura. Gli ultimi, invece, li ho vissuti con più consapevolezza di ciò che stava accadendo, quasi con più ‘saggezza’, quindi sono riuscito ad affrontarli con più facilità e maturità. La mia forza è quella di essere sempre andato avanti e di questo, personalmente, sono molto orgoglioso".

Non solo calcio In campo, la stagione stava dando soddisfazione a Flavio: "L’annata è iniziata in maniera veramente buona: abbiamo vinto in Coppa ed in campionato stiamo messi bene in classifica. Ho degli ottimi compagni, sono in squadra con giocatori forti ed esperti, che hanno fatto una signora carriera, e questo mi permetterà di crescere molto. Non ho avuto molto spazio nelle gare che abbiamo giocato, ma nonostante questo sto continuando a migliorare e sono sicuro che avrò le mie chance". Ma che tipo di giocatore è Moi? Quali le sue caratteristiche principali? "Correre, correre e correre. Sono un attaccante veloce, punto molto sulla corsa che credo sia la mia prerogativa principale, insieme alla grinta. In campo non tolgo mai il piede e do sempre il massimo; negli ultimi anni poi ho affinato molto anche la tecnica". Fuori campo, invece, c’è già un traguardo da raggiungere: "Sono al quinto anno di liceo, studio finanza e marketing e quest’anno mi diplomerò - conclude - Cercherò di sfondare con il calcio, se non ci dovessi riuscire invece, a fine carriera scolastica mi piacerebbe intraprendere quella militare: è un percorso che mi attira, dove mi potrei mettere alla prova a livello sia mentale che fisico".

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