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l'intervista

Sabrina Fioravanti ed il Ladispoli che verrà: via Scorsini, pronto un restyling del gruppo

La presidentessa tirrenica commenta il secondo posto ottenuto in questa stagione alle spalle del Real Monterotondo Scalo, ma non solo

03 Giugno 2021

Sabrina Fioravanti

Sabrina Fioravanti, presidentessa del Ladispoli (Foto ©De Luca)

Secondi ma soprattutto seconda, la presidentessa del Ladispoli Sabrina Fioravanti mostra una certa frustrazione per l’andamento comunque, carte alla mano, positivo della sua creatura a tinte e cuori rossoblu. Ambiziosa, spontanea, diretta ma essenzialmente poi incline a rimettere anche i dettagli più piccoli in discussione, la Fioravanti apprezza l’impegno profuso nell’arco di questa tormentata stagione dai ragazzi: è certo però che vuole migliorare. "Volevo vincerlo -tuona- questo campionato. Le attenuanti tecniche le lascio a chi ne sa più di me. Ho investito soldi su questa squadra come se fossimo in Serie D e non in Eccellenza. Mi tengo il secondo posto ma reputo di non aver allestito una squadra inferiore a chi ha vinto il girone A".
Forse una frecciata a Scorsini che comunque ha fatto registrare numeri importanti in positivo: 20 punti e miglior difesa assoluta con sole 5 reti subite. "Ringrazio il mister -prosegue- è una brava persona che lavora in maniera professionale. La sua idea di calcio ho capito che non corrisponde del tutto alla mia. Ci può stare no? Del resto sono io il presidente: io mando avanti la baracca come si dice e se delle situazioni non mi stanno bene cerco di correggerle". Tradotto: è finita l’era Marco Scorsini a Ladispoli. "Confermo. Lui ha fatto l’ultima partita sulla panchina del Ladispoli a Cerveteri: lo saluto e lo ringrazio: adesso guardo altrove e soprattutto avanti".  Il toto allenatore è dunque iniziato. “Sì ma adesso mi sto facendo anche tante risate poiché accostano alla panchina del Ladispoli profili che neanche conosco. Il tecnico che sceglierò dovrà anche farmi divertire. Non amo il calcio spregiudicato ma se devo vincere una partita e a pochi minuti dalla fine tolgo un difensore quanto meno metto un centrocampista". E poi c’è il capitolo calciatori. "Li terrei tutti sono come dei figli ma alla fine cambierò molto perché un ciclo è finito e devo impostarne un’altro". Con attenzione rivolta sempre ai giovani. "Naturalmente. Abbiamo dei ragazzi di assoluta qualità e del posto come ad esempio D’Aguanno. Punto a tutelare e a valorizzare il patrimonio territoriale. Un nostro ragazzo è appena andato al Cittadella, un’altro a breve sarà della Lazio". Per concludere la ricetta per vincere. "Creare un bel gruppo, gestirlo con intelligenza, mostrare un’alta fiducia in se stessi che significa scendere in campo senza preoccuparsi eccessivamente degli avversari. Siamo il Ladispoli e possiamo permetterci anche di camminare un po’ a petto in fuori fermo restando che l’umiltà è la base ed il collante, per ogni successo".

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