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L'intervista

Cimini, inizia lo Scorsini bis "Orgoglioso di tornare a Vignanello"

L'ex Ladispoli si è presentato dopo il ritorno in giallonero: idee chiare su presente e futuro

22 Giugno 2021

Patrizi, Scorsini e Capretti

Marco Scorsini, al centro, tra il dt Patrizi (a sinistra) e il ds Capretti

Torna a Vignanello dopo essere giunto alle spalle di una corazzata che è approdata in D e che solo in una circostanza non è andata a rete (a Ladispoli ndr) su 14 gare vissute ad altissimi livelli. Stiamo parlando di Marco Scorsini che è giunto col Ladispoli non più suo, alle spalle di un Real Monterotondo Scalo fantascientifico e, ha lasciato, l’ambita panchina rossoblu nelle mani esperte di un Aldobrando Franceschini che, e sono parole della presidentessa Fioravanti, dovrà vincerlo il campionato di Eccellenza che verrà. Per farlo, il Ladispoli però, dovrà fare i conti innanzitutto col suo ormai ex tecnico che, a Vignanello, torna non più per costruire ma per portare la Cimini nel massimo campionato dilettantistico nazionale. "Sono innanzitutto orgoglioso -narra Scorsini- di rituffarmi in una nuova avventura calcistica a Vignanello: ritrovare un ambiente, delle persone ed una squadra che apprezza molto ciò che ho fatto non solo in terra viterbese, gente insomma che crede nel sottoscritto e che mi ha lusingato con una proposta veramente intrigante" Un chiaro messaggio a se stesso certo ma anche nei confronti di chi, pur riconoscendo il suo valore, storce diciamo la bocca, dinanzi a numeri che sono inequivocabili: Scorsini è per rendimento negli ultimi anni, uno dei migliori tre allenatori del Lazio in Eccellenza."Ero anche pronto -racconta il noto tecnico- per un’avventura fuori dal Lazio in serie D ma francamente, mi piacerebbe arrivare nella così detta quarta serie, attraverso un’annata vincente alla Cimini: credo che i tempi siano maturi affinché ciò realmente avvenga e di questo, la prima ad esserne convinta è la proprietà giallonera". Per farlo serviranno i gol, tanti, del solito Manuel Vittorini lusingato dai soliti top club durante l’estate: uno su tutti il Civitavecchia, quel Civitavecchia che Scorsini salvò anni fa miracolosamente e che poche settimane fa ha battuto, contro ogni pronostico e senza assilli di classifica, proprio Scorsini, meglio, il suo, allora, Ladispoli."Manuel -analizza Scorsini- è una stella che alimenta le fantasie di chi non beneficia della sua luce ma lui è un pezzo fondamentale del nostro scacchiere offensivo: chi fantastica su di lui continuerà, ahimè, ha farlo almeno per quanto riguarda il sottoscritto poi se, il ragazzo punta in piedi e decide di andare altrove, a quel punto se la vedrà col presidente e la dirigenza ma lui, per me, resta il fulcro attorno a cui ruota il progetto, verosimilmente vincente, della Cimini". Cristallino e dunque laconico, Scorsini blinda il suo gioiello e guarda al futuro fiducioso e  consapevole ormai che, nel calcio non sono solo i risultati a contare."Solitamente un tecnico dipende da quelli -riflette l’ex mister del Ladispoli- ma i tempi sono cambiati e bisogna che, pure un tipo vecchio stampo come me se ne renda definitivamente conto. Oggi un tecnico, per poter svolgere bene il proprio lavoro deve imparare in fretta che la parola progetto, tanto sbandierata, al momento di un accordo iniziale, non sempre è veritiera. Ci si stufa facilmente di noi allenatori o meglio di noi pochi allenatori che guardiamo esclusivamente al campo, trascurando magari il resto, del resto siamo tutti diversi e nessuno è perfetto"

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