Cerca

Focus

Il pragmatismo di Castagnari: la Vecchia "risorge" dalle sue difficoltà

I nerazzurri hanno eliminato in Coppa Italia Ladispoli e Cimini, nonostante le tante assenze che hanno afflitto il loro percorso

14 Settembre 2021

Massimo Castagnari

Massimo Castagnari, allenatore del Civitavecchia

Ci siamo, ormai. La Coppa Italia è stata giocata e, il Civitavecchia, ha fatto, quando doveva, il suo. Massimo Castagnari, da attempato vecchio lupo di mare qual è, ha utilizzato il precampionato per far scorgere ai propri giocatori i loro limiti: strategia utilizzata in passato. Al momento del sangue, quello della preda da azzannare, il Civitavecchia si è riconosciuto perfettamente in ciò che prima era (7 goal subiti in 3 amichevoli ndr) ed ha smesso, ben presto, di sentirsi, volutamente debole. La svolta? Come al solito figlia delle salutari ristrettezze; prima una, poi due, infine tre grandi emergenze. Senza Pippi infortunato con Ladispoli e Cimini, senza Ruggiero espulso (si avete letto bene) con i gialloneri e senza Francabandiera in parte con i tirrenice e poi con la squadra di Scaricamazza la Vecchia ha trovato il meglio di se stessa. Nell’emergenza più grottesca e “infame” possibile, il timoniere nerazzurro ha disegnato un centrocampo dalla qualità pazzesca (Proietti più La Rosa) e lanciato, decisamente a sorpresa, come terminale offensivo, il possente ma molto tecnico mediano Luciani: ai suoi lati due “tuttocampisti” di pura corsa Panico e, in ultima battuta Franceschi. La difesa è diventata improvvisamente d’acciaio, la zona nevralgica del terreno di gioco, come detto, creativa ai massimi livelli possibili, l’attacco un mix di versatilità, idee e velocità. La risorsa tra i pali, “Scaccia” pensieri, un innesto last minute dovuto per evitare di scendere in campo, al cospetto di una big, con un diciassettenne o addirittura un sedicenne nel ruolo, forse, emotivamente ancora più delicato tra tutti quelli possibili. In queste due partite di Coppa, vinte, contro due club che l’anno scorso hanno chiuso al secondo e terzo posto nel campionato di Eccellenza, il Civitavecchia si è chiuso letteralmente in se stesso ed al netto di lusinghe piovute insolitamente dal cielo di luglio, si è fatta trascinare dal suo allenatore in un bagno di umiltà salvifico. Castagnari, che ha fatto della sua forza il pragmatismo, ha pesato in prima battuta limiti e debolezze, non le ha nascoste per il bene in primis dei suoi ragazzi, mostrando con evidenza quasi scientifica che, nel calcio si può essere belli solo ci sono i presupposti soprattutto tecnici per farlo ma non è detto che ciò poi alla fine funzioni: troppe variabili. Castagnari ha esteso così ai suoi pargoli, in un tempo relativamente brevissimo, le sue decennali certezze e lo ha fatto dopo aver attraversato un precampionato criptico, folle, per molti, non per lui. La squadra, di per sé forte, si è fatta soltanto cullare dal suo nuovo papa(à) ed ha raccolto umilmente frutti, attraverso inevitabili sacrifici. A Romacon l’Atletico Vescovio, peggior debutto sulla carta non poteva capitare ai nerazzurri che ora hanno tutto da perdere poiché nell’immaginario anche più profondo sanno, i calciatori della Vecchia, di partire favoritissimi e di dover assolutamente vincere.
Castagnari vorrebbe che non sia così ma per blasone, storia e caratura diversamente non si può pensare in funzione di questa prima trasferta romana dove, oltre alla rabbia e alla forza, servirà anche l’astuzia e il genio strategico magari di quel “folle” che indossa la 10 e da quest’anno la fascia da capitano: se lui è in giornata il Civitavecchia sballa sempre, valicando anche i propri confini mentali perché il genio, di Ruggiero, può far diventare i tirrenici la vera squadra da battere.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni