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L’INTERVISTA

Bomber Claudio De Sousa: "Tivoli, la Lazio e… Higuain!"

Parola all’esperto attaccante della squadra di Pascucci ha iniziato la stagione 2021/2022 con 4 gol in 2 gare ufficiali

15 Settembre 2021

Claudio De Sousa

Claudio De Sousa

Dopo aver chiuso la sua avventura con la maglia dell’Ostiamare è stato ambito in sede di calciomercato e, ad aggiudicarselo, è stata la Tivoli. Un colpo offensivo sicuramente importante che svela in modo chiaro le ambizioni del Club che vuole tornare in D nel minor tempo possibile. Abbiamo parlato con Claudio De Sousa, attaccante classe 1985, per conoscere meglio tanti retroscena presenti e passati.

Buongiorno Claudio, hai avuto un impatto straordinario con la tua nuova squadra Tivoli realizzando 4 gol nelle prime 2 gare ufficiali: a cosa devi questo inizio così positivo? C’è qualcuno che vuoi ringraziare in particolar modo o un motivo speciale che ti ha portato ad essere così in forma da subito?

"L'impatto a Tivoli è stato bellissimo dal punto di vista dei risultati, sia di squadra che individuali. Vincere due partite di Coppa, tra cui il derby al quale in questo ambiente ci teniamo tantissimo, è stata una cosa molto positiva per partire con il piede giusto. Poi farlo con due doppiette per un attaccante è sempre qualcosa di bello. Sono contento e quindi ringrazio il mio amico Andrea Viola che in un primo momento mi mise in contatto con il direttore Enrico Pagliaroli che ringrazio. Poi ringrazio ovviamente la presidenza che ha voluto fortemente il mio arrivo qui a Tivoli, mi hanno corteggiato in maniera esemplare quindi ringrazio il Patron, la Presidentessa e tutti quelli che sono i vertici della Tivoli. Ancora non sto al 100% a livello fisico al di là dei risultati che poi ottieni sul campo, quella può essere anche una cosa che prescinde dalla forma. È la seconda partita che faccio praticamente in quest'anno, sono state tutte e due ufficiali perché non ho fatto amichevoli. Spero di trovare la forma fisica al più presto anche perché da domenica inizia il campionato e sarà subito una partita bella contro l'Indomita Pomezia".

A 36 anni hai girato tantissimo nel calcio professionistico: quali sono secondo te le reali differenze che hai trovato tra i dilettanti ed i Pro? Quanto è cambiato il calcio negli ultimi anni secondo te? Hai un consiglio da dare ai ragazzi più giovani?

"Il calcio è sempre lo stesso, cambia ovviamente la qualità, la velocità di gioco e la tecnica, per questo ci sono le categorie. Però se vai nelle squadre come quella di Tivoli quest'anno, dove ci sono giocatori importanti per la categoria, la differenza con una serie D non è poi così grande. La Tivoli ha vinto l'anno scorso il campionato, l'anno prima anche, voglio dire è una squadra che ha sempre vinto negli ultimi anni da quando è tornato il Patron al comando".

Nel tuo passato c’è anche la Lazio in Serie A: che ricordi hai di quegli anni e chi pensi ti abbia trasmesso di più tra staff, calciatori e dirigenti nell’ambiente biancoceleste?

"Della Lazio ho ricordi bellissimi, sono passati 17 anni. Andai alla Lazio dove c'era come allenatore Roberto Mancini al primo anno, all'epoca lui sicuramente era giovane, aveva appena smesso di giocare se non ricordo male, io ero giovanissimo e lì c'era una squadra fortissima, reduce dall'ultimo scudetto della Lazio. Grandi campioni, feci tutte tribune però mi allenavo con loro ed imparai tantissimo come primo approccio ad un calcio di certi livelli importanti, anche se venivo dalla Lodigiani e due anni e mezzo di serie C dove già il calcio dei grandi l'avevo assaporato. L'anno dopo fu quello della consacrazione, dove feci l'esordio in Serie A all'Olimpico col Milan, e poi un mese dopo feci la mia seconda apparizione dove feci gol e vincemmo la partita contro il Messina. A fine partita Di Canio mi portó sotto la curva, quello è stato l'episodio più importante della mia carriera. Ricordo con grande affetto quei momenti, quello è stato sicuramente un ricordo bellissimo. Ho avuto tanti compagni che mi hanno dato consigli all'epoca, feci anche due anni a Torino, uno in serie A e uno in serie B, dove giocavo con grandi campioni quindi potrei dirne tanti. Potrei dire Roberto Muzzi con il quale ho giocato quattro anni, lo stesso Pandev e lo stesso Di Canio ma anche tanti altri. Un allenatore della Lazio che ricordo con grande piacere è stato sicuramente Mimmo Caso, che è stato quello che mi ha fatto esordire in prima squadra. Lo avevo avuto anche nelle nazionali giovanili tempo prima e quindi a lui devo ovviamente il mio esordio ed il mio essere lanciato nel mondo della serie A".

Cosa pensi della tua nuova società Tivoli? Credi che questo possa essere l’anno giusto per la promozione in D? Quali sono per te le antagoniste più pericolose nel vostro girone?

"Tivoli è sicuramente una delle squadre più forti del nostro girone. È inutile che ci nascondiamo, il nostro obiettivo lo sappiamo qual è, però visto che comunque sono anche due anni che vincono di fila, riconfermarsi è sempre più difficile. Niente è scontato anzi, tutti quanti ci aspetteranno perché la squadra da battere siamo noi come abbiamo visto in queste due ultime partite quindi dobbiamo fare di tutto per raggiungere l'obiettivo a livello mentale più che altro, poi le qualità alla lunga usciranno fuori".

C’è un calciatore famoso a cui ti ispiri e che secondo te ti rappresenta al meglio? Nel calcio laziale invece chi sono i 3 calciatori più forti che hai avuto come compagni o che hai incontrato come avversari? Chi è invece il tecnico che ti ha dato di più dal punto di vista umano?

"Per il calciatore no, ma il direttore Enrico Pagliaroli ha detto che assomiglio a Higuain nelle movenze proprio qualche giorno fa quindi diciamo lui. Nel calcio laziale mi viene in mente Adriano D'Astolfo, abbiamo giocato insieme tanti anni fa nella Lodigiani quando eravamo giovanissimi, lui è sicuramente un giocatore molto molto forte, poi ha fatto una scelta particolare ad un certo punto della sua carriera, ovvero quella di restare ad Ostia. Avrebbe meritato sicuramente un'altra carriera. A livello di Allenatore invece dico Mimmo Caso, ne ho avuti talmente tanti che ne dico solo uno".

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