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Il Gaeta non decolla, secondo ko di fila. Di Rocco: "Mi sarei aspettato una reazione"

I biancorossi cadono al Riciniello contro l'Itri e rimangono fermi a quota 3 in classifica dopo tre giornate

04 Ottobre 2021

Marco Di Rocco

Marco Di Rocco, allenatore del Gaeta da questa stagione

Un Gaeta poco brillante e cinico cade al Riciniello, rimediando il 2° ko consecutivo ed intascando qualche malumore di troppo ravvisato sugli spalti negli istanti finali della gara. Nulla è compromesso – siamo agli inizi -, ma certamente ci si sarebbe aspettati un’altra reazione dopo la sconfitta in casa dell’Arce. E soprattutto resta misterioso il calo della ripresa, dopo un primo tempo chiuso con un predominio pressoché totale. "Ci dispiace per il pubblico – ha esordito il tecnico, Marco Di Rocco - "E’ mancata la finalizzazione: nel primo tempo abbiamo prodotto tanto ma senza riuscire a concretizzare. Lì avremmo dovuto lasciare il segno ed indurli a cambiare tattica, visto che sono venuti molto accorti. Ci saremmo aspettati una squadra un po’ più aggressiva, invece ci siamo trovati un muro. Con il passare dei minuti però siamo diventati meno pericolosi, abbiamo perso energia ed abbiamo subito il gol. Ci dispiace, complimenti comunque all’Itri per la sua prestazione gagliarda e per aver massimizzato quanto prodotto". Poi sull’approccio nella ripresa. "Dovevamo partire più carichi, ma non siamo riusciti a dare quel qualcosa in più. La partita singola è figlia di episodi. Dobbiamo prenderla come una lezione, a partire da me, per capire cosa non sono riuscito a fare per mettere la squadra nelle condizioni migliori di portare a casa i 3 punti. Dobbiamo riflettere un po’ tutti. E’ chiaro però che è l’inizio del percorso e ho spesso avuto difficoltà ad inserirmi in un nuovo contesto. Ma è un duro colpo, non posso negarlo”. Nel finale ci si sarebbe aspettati l’inserimento di Mariniello, che più volte ha tolto le castagne dal fuoco, ma Di Rocco lo ha lasciato seduto in panchina, alimentando le proteste dei tifosi. “Mario è venuto da settimane in cui si è allenato poco ed in quel momento secondo me andare ad alzare la palla era una soluzione disperata. La squadra ha dimostrato di entrare palla a terra e non è che uno contro dieci piazzati davanti la porta avrebbe potuto risolvere la partita. Magari poteva succedere, come più volte accaduto nella sua carriera, ma avrebbe cambiato l’idea di gioco della squadra".

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