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l'intervista

Parioli, Silvia Lenzini: "Siamo una piacevole sorpresa, la strada però è ancora lunga"

Parola alla vice presidente del club di Roma nord, sicuramente tra le rivelazioni più belle di questo inizio di stagione

13 Ottobre 2021

Silvia Maria Lenzini

Silvia Maria Lenzini (a destra)

Vicepresidente, venticinque anni, donna. Silvia Maria Lenzini ormai è in prima linea al Parioli: club che stupisce nel girone A del campionato di Eccellenza. "A Fiumicino -racconta la Lenzini- vittoria significativa al cospetto di una compagine prestigiosa. Durante il match, i fili della tensione erano palpabili: i ragazzi sono stati eccezionali soprattutto dal punto di vista caratteriale". Nove punti in tre partite: il Parioli è oltre le  pendici di un Everest che, a quanto pare, non è più tutto da scalare. "Non mi illudo -prosegue la giovane vice preside- l’Eccellenza presenta insidie e difficoltà ovunque poiché caratterizzata da formazioni avvezze alla categoria. Al momento noi siamo una piacevole novità ma la strada è lunghissima e piena di pericoli. Sono però una romantica e mi piace pensare che porteremo al termine in maniera positiva il nostro percorso in questa competizione attraverso la grinta, la passione, il coraggio, l’audacia e soprattutto la forza del gruppo che, ad oggi, sta facendo la differenza". Una storia, un’amore per il calcio, davvero d’altri tempi, quello nato e coltivato nel tempo da Silvia Maria. "Papà (mister Lenzini ndr) ci ha trasmesso i valori autentici e genuini del calcio. Ricordo che mi svegliavo la mattina e sul tavolo della sala c’erano diversi fogli con formazioni e schemi create da mio padre. La mia famiglia lo ha seguito ovunque e così, nel tempo, ho deciso di scendere anche io in prima linea, con un ruolo delicato, pieno di responsabilità ma che io reputo sia, per quanto mi riguarda, un grande privilegio". Uno sport non più per soli uomini il calcio: Silvia Maria Lenzini ne è fermamente convinta. "Il ruolo della donna ormai è importante in ogni settore, dal lavoro allo sport. Le donne non devono adattarsi negli ambiti che sino a poco tempo fa erano prettamente maschili: semmai portare entusiasmo, competenza e passione. Lo sport poi è universale e come nella vita va vissuto intensamente con la parola amore che sento di utilizzare senza remore poiché se le cose le vivi e le fai con propositi benevoli e giusti alla fine riescono". E il Parioli, al momento, ne è la più fedele dimostrazione..

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