Cerca

L’INTERVISTA

Bomber Michele Gallaccio: "Segno, combatto e ho due sogni…"

Il prolifico ed esperto attaccante del Certosa rivela alcuni aneddoti sul suo passato, presente e futuro analizzando la situazione in Eccellenza ma non solo

15 Ottobre 2021

Michele Gallaccio in azione (Ph. Carlo Cappuccitti)

Michele Gallaccio in azione (Foto ©Cappuccitti)

A 35 anni continua a gonfiare la rete come se fosse un giovane ragazzo in rampa di lancio ed ha ancora voglia di combattere in mezzo al campo: Michele Gallaccio, attaccante classe 1986 che quest’anno milita con il Certosa, parla a 360 gradi del mondo del calcio affrontando anche altre tematiche interessanti.

Buongiorno bomber, hai iniziato la nuova stagione così come hai sempre fatto segnando: come giudichi questo inizio di stagione del Certosa e quali pensi siano i vostri obiettivi per quest’anno? Cosa pensi della squadra attuale? Come ti senti tu in questo momento?

"All'inizio di questa stagione eravamo consapevoli che avremmo affrontato nelle prime cinque partite quattro squadre di vertice, costruite per la vittoria o comunque per stare nei piani alti. Dopo quattro partite ritrovarsi con 4 punti io mi riterrei soddisfatto, ovviamente c'è tanto da lavorare perché siamo una squadra con tanti giovani e costruita per vincere il campionato di Promozione. L'Eccellenza attualmente è un campionato diverso, soprattutto il girone A, come tutti sappiamo. In questo momento diciamo che ‘combatto la vecchiaia’ come si suol dire, ci sono un po' di acciacchi qua e là però insomma ci difendiamo, cerchiamo di curare ogni minimo particolare per essere al top la domenica".

Come pensi che sia cambiato il calcio dilettante negli ultimi anni? Dopo due anni in cui si è giocato molto poco com’è stato riprendere a giocare? L’apporto del pubblico quanto è importante anche per il calcio regionale?

"Negli ultimi anni il calcio dilettantistico è cambiato per diversi motivi. Principalmente a livello economico, prima diversi calciatori, parlando dall'Eccellenza in giù, facevano campare famiglie con il pallone, adesso c'è stato un grande ridimensionamento e quindi il livello penso che si sia abbassato perché c'è tanta gente che è andata a lavorare. Dopo due anni che non si è giocato non è stato semplice riprendere perché comunque puoi allenarti da solo quanto vuoi ma il campo poi è un'altra cosa. Anche per i giovani che hanno perso due anni è stato per me molto penalizzante. Il pubblico anche per noi è importantissimo perché comunque quando giochi la domenica, Eccellenza o Promozione che sia, è la nostra Serie A quindi l'apporto del pubblico è fondamentale, ti trasmette quella piccola carica in più che fa bene a tutti".

Quali sono i consigli che vuoi dare ai tuoi colleghi più giovani dell’agonistica e della scuola calcio che si stanno approcciando ora al mondo del calcio? Quali pensi siano i valori fondamentali su cui bisogna puntare per arrivare lontani?

"Un consiglio che do ai più giovani è quello di andare al campo, portare una borsa piena di allegria, di divertimento, di gioia perché il calcio è questo. Soprattutto ai genitori consiglio di lasciare liberi i ragazzi di esprimersi senza troppe pressioni. Tante volte i genitori fanno molto, anzi tutto. Per quanto riguarda i valori, la lealtà, anche in mezzo al campo, il rispetto di tutti, degli avversari, di tutte le persone che ci circondano e che sono all'interno dei campi sportivi. Per arrivare lontani c'è bisogno di grande sacrificio, voglia di arrivare, determinazione ma questo non solo nel calcio ma in tutti gli ambiti".

Quali sono a tuo avviso le 3 squadre favorite nel vostro girone d’Eccellenza? In Serie D credi che quale laziale possa ambire al salto nel professionismo?

"Le tre squadre favorite nel nostro girone senza dubbio il Pomezia, il W3 e il Ladispoli sono le prime tre che mi vengono in mente. Per quanto riguarda la serie D ce ne sono diverse per me che possono fare bene, non capisco come la Cynthialbalonga sia partita così male perché per me era una delle favorite però ce ne sono tante che meritano il professionismo com'è successo al Monterosi".

Quale è il sogno nel cassetto nella vita e nel mondo del calcio di Michele Gallaccio?

"Questa domanda mi mette in difficoltà, ti dirò, far crescere bene mia figlia, viaggiare il mondo anche con lei, questa è una cosa che farei molto volentieri e sarebbe un sogno. Per quanto riguarda il mondo del calcio un sogno nel cassetto prima di smettere, che siamo vicini, sarebbe vincere un altro campionato. È un piccolo sogno che ho e spero che si possa realizzare presto, anche perché sto quasi per smettere".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni