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L’INTERVISTA

A tutto Manuel Vittorini: "Cimini, Scorsini, Ledesma e il mio sogno"

Il prolifico bomber della Polisportiva Favl Cimini si confessa a due giorni dal big match contro la W3 Maccarese

01 Aprile 2022

Manuel Vittorini pronto per il rush finale (Ph. Torrisi)

Manuel Vittorini pronto per il rush finale (Ph. Torrisi)

Da anni ormai è una macchina da gol ed in vista di un finale da stagione tutto da vivere abbiamo voluto sentire le sensazioni di Manuel Vittorini, attaccante e capitano della Polisportiva Favl Cimini.

Buongiorno Manuel, ieri avete vinto una sfida difficile in casa dell’Atletico Vescovio e state continuando a lottare per la vittoria del campionato: ci credete ancora? Avete dei rimpianti o pensi che avete dato il massimo a disposizione?

"Ieri abbiamo vinto una partita importante e davvero fondamentale sia in vista della super sfida di domenica contro la W3 Maccarese sia per il nostro morale perché venivamo da 3 partite senza vittorie e non era mai capitato in questa stagione. Siamo riusciti ad avere la meglio sull’Atletico Vescovio che era comunque reduce da un successo 4-1. Per quel che riguarda il campionato credo che sia ancora tutto aperto nei primi 3 posti perché ci sono ancora 12 punti a disposizione, il campionato insegna che non ti regala niente davvero nessuno: noi ieri abbiamo faticato contro la penultima formazione della classifica, ci hanno dato filo da torcere fino alla fine e hanno provato a pareggiare in ogni modo. Le nostre uniche due sconfitte infatti non sono arrivate negli scontri diretti ma contro Campus Eur e Boreale, l’unica sconfitta del Pomezia arriva contro l’Ottavia che lotta anch’essa per la salvezza. Abbiamo fatto tanto, abbiamo disputato un campionato importante ma arrivarci vicino conta solo a bocce, proveremo in tutti i modi a vincere questo campionato. Eravamo partite in 6-7 squadre che puntavano alla vittoria, ora siamo rimaste in 3: vinca il migliore!".

Ha fatto sicuramente scalpore l’esonero del mister Scorsini con il successivo arrivo di Ledesma in panchina: come avete vissuto voi squadra questo cambio al timone? Pensi che fosse giusto provare strade diverse? Quali sono le differenze che noti tra Scorsini e Ledesma? E l’addio del dg Laurini vi ha colpito?

"Sull’esonero del mister credo che siano argomenti prettamente societari, mi limito a fare il calciatore. A livello personale posso dire che mi dispiace perché al di là del rapporto con lo Scorsini mister, c’era e c’è un rapporto umano con la persona Scorsini. Mi sono sempre tenuto in contatto con lui dopo Civitavecchia, anche lo scorso anno da avversari ci sentivamo. Ledesma? La squadra è sempre stata concentrata, c’è ovviamente gioia ed euforia per essere allenati da un ex calciatore così importante come Cristian Ledesma. Ha fatto tanti anni Serie A alla Lazio ma anche Scorsini ha trascorsi importanti in C da calciatore. Noi calciatori non possiamo lasciarci coinvolgere o condizionare da questi fattori, queste sono scelte societarie e andare avanti per raggiungere il nostro obiettivo. Sono due allenatore totalmente differenti Ledesma e Scorsini, vedremo con il tempo. Il nuovo mister si è dimostrato subito molto preparato e molto umile, dialoga con tutti e le prime impressioni sono ottime. Sul DG Laurini posso ribadire il mio dispiacere umano, non posso commentare la scelta che resta nell’ambito societario".

In carriera hai incontrato diverse persone sulla tua strada: ci sono degli allenatori, dei calciatori o dei direttori che ti hanno insegnato qualcosa dal punto di vista calcistico ed umano e che continui a sentire anche extra calcio? Se si, di chi si tratta e chi vuoi menzionare?

"Il bello del calcio è che ti porta sempre nuove conoscenze e nuove amicizie che ti porti avanti con il tempo. Ogni allenatore ti regala qualcosa e ti migliora in un aspetto, ogni tecnico che ho avuto ha contribuito sicuramente a rendermi quello che sono oggi. L’età avanza ma credo ci sia sempre da migliorare. Un allenatore che voglio citare è sicuramente Ottavio Insogna, mi ha insegnato molto ed ho avuto il piacere di averlo a Bracciano e Guidonia, mi sento ancora spesso con lui. Menziono anche Marco Scorsini perché è vero che ho sempre fatto gol ma se ho iniziato a fare la prima punta, seppur atipica, lo devo a lui con numeri davvero importanti in Eccellenza. Parlando di giovanili mi piacerebbe parlare anche di Paolo Testa, avendo fatto le giovanili a Tor di Quinto: ero un giocatore con la testa tra le nuvole e lui sicuramente ha contribuito in modo determinante alla mia crescita. Sono sicuro che lo farà anche Ledesma anche perché già lo sta facendo e sono convinto che ogni calciatore debba ringraziare sempre ogni allenatore per aver contribuito a migliorare qualcosa a livello caratteriale o tecnico".

Quale è secondo te il segreto per essere un attaccante prolifico? Quali sono le caratteristiche ideali che deve avere una punta secondo te? Chi è il tuo attaccante di riferimento nel professionismo?

"Nei primi anni non ero un finalizzatore fantastico, credo che esperienza e maturazione possano fare la differenza. Per un attaccante la fiducia in se stesso sicuramente è fondamentale, ci vuole quella sicurezza, quella spensieratezza e quella serenità che ti permettono di segnare con continuità. Nel calcio d’oggi serve una punta dinamica, c’è molta più fisicità e più atletismo. Il mio idolo è sempre stato Cristiano Ronaldo dai tempi dello Sporting Lisbona. Ad oggi come attaccanti cito Benzema e Lewandowski che considero i migliori al mondo, come caratteristiche però potrei dire più Haaland per attacco alla profondità, forza fisica e velocità. Loro due però secondo me sono i top a livello europeo".

Quale è il sogno nel cassetto di Manuel Vittorini nella vita e nel calcio?

"Mi sento un ragazzo molto fortunato, sono sincero. Il mio sogno l’ho coronato da tre anni perché ho conosciuto una ragazza che sarà la mia futura moglie con cui ho avuto un bambino e penso di aver fatto tredici. Mi supporta davvero in tutto, mi reputo davvero fortunatissimo. Da 8 mesi è arrivata una gioia indescrivibile che è mio figlio, non chiedo davvero nulla di più. Ho una famiglia fantastica con dei fratelli speciali ed una compagna unica. Nel calcio non si smette mai di sognare, il professionismo e la Serie A li ho accantonati da tempo. L’Eccellenza è la mia Serie A ed il mio sogno è riuscire a vincere qualcosa perché di gol ne sto facendo tanti ma ho vinto poco o nulla, tralasciando una Coppa Italia con il Montalto che ricordo con piacere. Vorrei vincere un campionato prima o poi, questo è il mio sogno nel calcio".

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