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Terracina, disposto il dissequestro. La società torna a Filippo Iannotta

La notifica del Tribunale è arrivata il 9 giugno. Confutato il sospetto di appartenenza ad ambienti di criminalità mafiosa, come confermato dalla DDA di Roma e dalla Questura di Latina

13 Giugno 2022

Il Mario Colavolpe

Il Mario Colavolpe

Il Terracina è ufficialmente tornato nelle mani di Filippo Iannotta. In data 9 giugno 2022 il Tribunale di Roma ha infatti notificato il dissequestro della società, con la confutazione del sospetto di appartenenza ad ambienti di criminalità mafiosa a carico del club e dello stesso Iannotta che ha trovato conferma nel parere positivo della DDA di Roma e della Questura di Latina.

"L’attività della Polisportiva e della squadra, senza fini di lucro, svolge un importante funzione sociale, permettendo agli adolescenti, ragazzi dai 13/14 anni, di coltivare le proprie passioni nella cultura dello sport sottraendoli alla piaga sociale della criminalità diffusa ed illegalità in genere, ove potrebbero ricadere se fosse abbandonata la attività sia agonistica sia dilettantistica - dichiara l'Avvocato Mario Antinucci -. A riprova della percezione sociale da parte del territorio di Terracina e dintorni di questi valori di cultura della legalità, dal 2006 fino al 2020 Luciano Iannotta con la sua Fondazione in collaborazione con la Terracina Calcio, ha organizzato numerose manifestazione di solidarietà con costante attenzione al sociale, dove gli incassi sono sempre stati devoluti per scopi benefici. L’esempio virtuso dei campioni del Terracina Calcio protagonisti del campionato Eccellenza Lazio definito dal CONI di preminente interesse nazionale ha dimostrato che pur in costanza di sequestro di prevenzione del Tribunale di Roma la squadra è rimasta in prima serie, senza subire retrocessioni nel campionato 2022, in un contesto umano e sociale caratterizzato da una violentissima gogna mediatica-giudiziaria che ha colpito e seguita a colpire illegalmente tutta la Famiglia Iannotta. Nel delineato contesto è difficile fare previsioni per la sorte della dissequestrata Polisportiva e dei campioni del Terracina Calcio e delle eventuali responsabilità del fallimento della stessa società, dovendo tuttavia constatare che l’interesse pubblico del calcio e la funzione sociale dello sport hanno dovuto cedere il passo ad un gravissimo sospetto di appartenenza al sodalizio criminale mafioso, risultato successivamente privo dei presupposti minimi".

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