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L'intervista

Civitavecchia, si presenta Sarracino "L'esplosività è il mio forte"

06 Agosto 2022

Giovanni Sarracino

Giovanni Sarracino, nuovo portiere della Vecchia (Foto ©Alessio De Luca)

Civitavecchia, ovvero, approdo sicuro per un talento del Sud: Giovanni Sarracino. L’ultimo colpo del sensazionale mercato nero azzurro è, un guardiano dei pali.Non inganni l’età, il calciatore campano ha solo 18 primavere alle spalle ma le esperienze con Foggia e Casertana amplificano sostanzialmente e concretamente l’appeal di un ragazzo, chiamato a fare la differenza, nonostante la freschezza degli anni che, la sua carta d’identità, porta in dote. “Ho deciso -apre con franchezza il nuovo portiere del Civitavecchia- di provare a vincere un campionato in una categoria importante, indossando la maglia di un club affascinante, colmo di storia e grande tradizione sotto ogni aspetto. La Lega Pro è un campionato di altissimo livello ma ho bisogno di fare esperienza, migliorare e mettermi serenamente in discussione: Civitavecchia è una sfida già determinante per la mia carriera”.Solido nei ragionamenti, pulito nei concetti: Sarracino è sorprendentemente molto maturo considerando che siamo dinanzi ad un 2004: del resto si sa, la gente del Sud cresce prima..“Da noi a Napoli -prosegue l’estremo difensore nero azzurro- tutto è arte, fantasia e creatività. Io personalmente sono un tipo parecchio consapevole delle mie possibilità. Fuori dal campo sono un ragazzo pacato ma dentro il terreno di gioco sono scatenato: la famosa kazimma napoletana non la celo. Se ho un carattere riflessivo fuori dal così detto recinto di gioco il merito è, concettualmente, dei miei genitori: loro si, persone di elevato spessore umano”.Tra i pali dunque, un Vesuvio silente, in procinto sempre di eruttare però..“Fondamentalmente è appunto l’esplosività il mio punto di forza. Nella mia area di rigore cerco di essere dominante in tutto anche attraverso la voce, naturalmente. Mi piace partecipare attivamente coi miei compagni, dalla porta, ad ogni fase di gioco che riguarda la squadra”.Personalità e temperamento: napoletano come detto ma proteso con la testa ad un idolo partorito da una terra comunque caliente nell’anima: la Spagna.“Sono cresciuto pensando sempre ad Iker Casillas. L’ex Real Madrid e Porto è un vincente nato e lo ha dimostrato nel corso di tutta la sua brillantissima carriera dove, soprattutto con la Nazionale, ha ottenuto successi che hanno segnato letteralmente un’epoca. Casillas, nonostante la statura, non eccelsa per un portiere moderno, ha intrapreso un percorso unico nel suo genere: cerco di seguire nel mio piccolo la sua indelebile traccia”.Che poi è un grande solco fatto di..“Sacrifici -continua il calciatore nativo di Giugliano in Campania- sudore e perseveranza. Nel meridione abbiamo fame, ci piace sempre far parlare i fatti tramite il lavoro e la costanza nel portarli avanti, nella maniera più adeguata possibile”.Civitavecchia che, ha messo dunque le mani su una persona di spessore dal punto di vista umano innanzitutto..“In realtà sono io che sento di complimentarmi coi civitavecchiesi. Il calore che ho trovato nel momento in cui sono arrivato in città mi ha fortemente colpito. Il club è organizzato sotto ogni punto di vista, c’è entusiasmo, la squadra è forte, dirigenza, staff e tecnico trasudano competenza. I compagni sono stati sin da subito disponibili e affettuosi nei miei riguardi. Adesso sta già a me far capire chi realmente sono e, francamente, non vedo l’ora di farlo”.

 

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