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L'INTERVISTA

Quarto Municipio, D'Auria: "Contento di questo inizio. Squalifica? Sono amareggiato"

Il presidente del club romano: "Allestita una rosa di valore tecnico e umano. I tre turni di stop? Ingiustificati, da sempre mi batto per il rispetto delle terne"

23 Settembre 2022

Antonio D'Auria

Antonio D'Auria, allenatore IV Municipio (Foto ©IV Municipio)

“Domenica per noi inizia un nuovo campionato”. Parole di Tonino D'Auria, presidente del Quarto Municipio, soddisfatto comunque di come la squadra ha affrontato questi primi tre turni di Eccellenza. Un calendario non certo benevolo per i ragazzi allenati da Daniele Lo Monaco, che hanno dovuto affrontare in questo avvio Civitavecchia, Campus Eur ed Unipomezia, tre delle principali candidate alla promozione in Serie D: “Ma quanto visto in campo non può che lasciarmi soddisfatto – prosegue il numero uno del club – A Civitavecchia non abbiamo demeritato, così come in casa dell'Unipomezia. Poi è chiaro, parliamo di formazioni con elementi di primissimo livello, assemblate con un budget ben superiore del nostro e che ti puniscono alla prima disattenzione. Contro il Campus invece – vittoria per 4-1, ndr – tecnico e rosa hanno messo in campo tutto e anche di più, conquistando un successo che aumenta la nostra consapevolezza di potercela giocare con tutti. Se andremo in campo sempre con questa determinazione e senza paura potremo toglierci belle soddisfazioni”. Un gruppo giovan, allestito grazie al lavoro del presidente, del dg Coccimiglio e del ds De Liso, costruito con una filosofia ben chiara e consegnato a Lo Monaco: “Prima dell'aspetto tecnico a mio modo di vedere sono i valori umani a fare la differenza – prosegue D'Auria – Questa per noi è la terza stagione nel massimo campionato regionale, vogliamo conquistare la salvezza il prima possibile e siamo convinti che solo creando un gruppo coeso, una famiglia, si possano raggiungere determinati”. Anche perché D'Auria è da sempre molto attento alla sostenibilità economica della società: “Non abbiamo un budget paragonabile alle grandi favorite per la vittoria del girone ed è per questo che quando scegliamo un calciatore, oltre all'aspetto tecnico, diamo grande importanza anche alle doti umane e comportamentali. Siamo convinti che solo puntando su uomini con i giusti valori si possa in parte colmare il gap con le altre, dovuto alle diverse possibilità economiche”. Senza trascurare la cultura del lavoro: “Daniele e i ragazzi stanno affrontando la stagione nel migliore dei modi, abbiamo inserito tanti elementi nuovi e ci serve ancora un po' di tempo, ma la strada intrapresa è quella giusta – ribadisce il presidente – L'idea è quella di metterci al sicuro il prima possibile e poi divertirci. Per farlo dovremo scendere in campo ogni settimana con la convinzione di giocarcela contro qualsiasi avversario, come in questo avvio. Ora però concentriamoci su domenica, ragioniamo passo dopo passo”. Unico neo in questa piccola parte di stagione la squalifica di tre giornate comminata al presidente dal Giudice Sportivo dopo il match contro l'Unipomezia: “È stata una doccia gelata, non me lo aspettavo – chiarisce D'Auria – C'è stato un battibecco con mister Scudieri nei minuti finali, ma al triplice fischio, dopo avergli stretto la mano, era già tutto finito. Non ci sono stati strascichi dopo la fine del match e nessuno ha alzato i toni. È stato un fulmine a ciel sereno, anche perché chi mi conosce sa che sono sempre rispettoso nei confronti di arbitri e avversari”. Tant'è che neanche il rapportino di fine gara lasciava presagire i tre turni di stop: “L'arbitro aveva segnalato un'ammonizione con diffida, ci poteva stare. Perdere non piace a nessuno, soprattutto dopo aver fallito un paio di occasioni che avrebbero potuto cambiare l'inerzia del match, ma non mi sono mai rivolto al direttore di gara, tantomeno all'assistente come è stato descritto nel comunicato ufficiale. Ho avuto un'esclamazione di dissenso, ma solo per via di un paio di situazioni di gioco favorevoli non sfruttate a dovere, tutto qui”. D'Auria tiene anche a sottolineare il buon operato dell'arbitro di domenica scorsa: “Ha tenuto in mano il match, ogni tanto qualcosa si può sbagliare, ma è stata una buona direzione, non avrei avuto motivi di creare polemiche tali da giustificare un simile provvedimento. Purtroppo quanto pubblicato sul comunicato non corrisponde alla realtà, noi siamo i primi a metterci nei panni dell'arbitro e a portare rispetto alla terna. In questi anni non ci sono mai stati episodi eclatanti di violenza, né fisica né verbale, che ci hanno riguardato. Ecco perché ci sono rimasto particolarmente male: da sempre il nostro club è attento a questo tipo di comportamenti, poi una protesta condizionata dall'agonismo ci può stare, ma non siamo mai andati oltre. Non fa parte della nostra società e mai lo farà”. Oltre al danno, dunque, la beffa: “Sì, perché mi sforzo sempre di essere d'esempio per tutti i nostri tesserati e mai mi sarei aspettato questo stop. Servirebbe più dialogo con i direttori di gara, alcuni di loro forse sono troppo chiusi nel proprio ruolo e poco inclini al confronto. Poi succede che per un battibecco di campo interpretato male uno si prende una squalifica ingiustificata, che lo ritrae come poco rispettoso e maleducato. Sono situazioni spiacevoli, soprattutto per chi come me cerca di portare avanti i reali valori dello sport. Con una parola in più, probabilmente, alcune di queste spiacevoli situazioni si potrebbero evitare”.

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