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All in sulla Coppa: Boreale e Ferentino si giocano una stagione intera

Viola e amaranto sono pronti a riscrivere la storia aprendosi una porta secondaria per la Serie D

27 Gennaio 2026

Verso la finale

Verso la finale

Se qualcuno all'inizio avesse detto Boreale e Ferentino, beh, nessuno forse ci avrebbe creduto. Eppure, a contendersi l'ultimo atto della Coppa Italia 2025-26 ci sono proprio loro, le squadre di Palma e Di Loreto.

Una finale decisamente inedita, tra l'assoluta novità viola e il ritorno degli amaranto dopo 26 anni. Se di finali i capitolini non ne hanno mai disputate in categoria (vincendo comunque una Coppa Lazio nel 2002 proprio ad Anagni) arrivando prima di quest'anno al massimo ai quarti, i gigliati ne hanno giocate addirittura già due. La prima nella stagione '97-'98 contro l'Aprilia persa di misura al Flaminio, la seconda giocata due stagioni più tardi, al Tre Fontane, contro il Civita Castellana che valse il riscatto e il primo storico trionfo dei ciociari nella competizione. Quel giorno la decise Ciccarelli portando sul tetto del Lazio la squadra allora allenata da Marco Frioni. Il popolo amaranto torna dunque ad assaporare l'atmosfera di quegli anni dopo un riassetto societario che ha visto il Ferentino sempre protagonista in Eccellenza dal momento in cui ci è tornato, con l'unica annata difficoltosa (due stagioni fa) conclusa comunque con la salvezza targata Di Rocco. Sul fronte Boreale, non c'è mai stata una finale di Coppa in Eccellenza. Sotto la guida del presidente Leonardi, i viola hanno comunque raggiunto risultati straordinari. Su tutti l'approdo in Serie D al termine della stagione 2022-23 tramite ripescaggio dopo aver chiuso al secondo posto nel girone A. Il "miracolo" Granieri, tecnico artefice di quel traguardo, è stato il punto più alto della storia della società di via della Camilluccia che, dopo l'unica annata in Interregionale, è al suo secondo campionato consecutivo in Eccellenza. La vetrina della Coppa, adesso, è un'occasione da non perdere, per entrambe. In campionato, sia Boreale che Ferentino sono attardate rispetto alle prime posizioni. Soprattutto la squadra di Di Loreto che, nonostante un ultimo periodo in grande spolvero, ha perso terreno nella prima parte di stagione anche se la zona play off non è impossibile da raggiungere ed era proprio questo l'obiettivo di inizio stagione dopo l'ottimo quarto posto dello scorso anno. Play off ancor più vicini per la Boreale. Anche la squadra di Palma ha avuto un inizio diesel per poi trovare una buona continuità tanto da insidiare adesso le principali candidate per la post season, ovviamente Aranova a parte. Veniamo alle chiavi di lettura della partita di mercoledì. Abbiamo parlato di novità e amarcord, il nuovo e l'affermato. Un'altra dicotomia è quella tra il giovane e l'esperto, e guardando alle due semifinali in mente vengono subito i giocatori che le hanno decise. Da una parte il classe 2008 Celli, uno dei giovani d'oro della Boreale, dall'altra l'esperto Cardinali, bomber storico del calcio laziale. Difensore contro attaccante, Under da una parte e Over dall'altra. Di talenti in rampa di lancio i viola ne hanno davvero tanti e Palma avrà l'imbarazzo della scelta. Pare invece più esperto il Ferentino con i vari Cardoso, Cassini, Tajani, Lucchese o lo stesso Cardinali, scelte di formazione a parte che analizzeremo più tardi. Il discorso si può estendere anche ai due allenatori. Palma può considerarsi una novità in questa categoria avendo allenato praticamente sempre nei settori giovanili. Di Loreto è invece un tecnico molto affermato in Eccellenza, in generale nelle prime squadre vincendo più di un campionato, anche consecutivamente. Per ultima, ma non trascurabile, la geografia della finale. L'ultimo atto si giocherà al Roberto Del Bianco di Anagni, nel cuore della Ciociaria e ad un passo dalla vicina Ferentino. Fattore territoriale che potrebbe in un certo senso favorire gli amaranto? Una finale quasi casalinga per i gigliati che però, proprio per questo, potrebbero avvertire una maggiore responsabilità. Infine, ripercorriamo il percorso delle due finaliste. Tivoli, Sterparo, Anagni e Certosa hanno incrociato il proprio cammino con la compagine capitolina. Romulea, Terracina, Roma City e Monti Prenestini sono invece le squadre che hanno dovuto fare i conti con la formazione amaranto. Entrambe non hanno finora ancora perso nel doppio confronto tra andata e ritorno.

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