L'INTERVISTA

Atletico Lodigiani verso il ritiro, Morichetti: "Non possiamo proseguire, ci sentiamo prese in giro"

Dopo la mancata presentazione a Sora, il capitano racconta la situazione delle biancorosse

Va verso il ritiro dal campionato di Eccellenza femminile, l'Atletico Lodigiani, che la scorsa domenica non si è presentata nel match in trasferta al Tomei di Sora. Il giudice sportivo dopo domani decreterà il ko a tavolino e il -1 in classifica, ma a spiegare nel dettaglio il tutto, è il capitano della formazione biancorossa Desirèe Morichetti, portavoce della situazione venutasi a creare con il club di casa al Francesca Gianni: "I presupposti ad inizio stagione erano ben altri. Me così come tante mie compagne, hanno scelto questo club, seguendo i tecnici ex Monterotondo e Valmontone Raffaella e Matteo Rosa perchè legate alla loro figura umana e professionale, ma la situazione mese dopo mese è diventata insostenibile, sia dal punto di vista strettamente umano che economico. Non è possibile proseguire il campionato con queste condizioni. Con i tecnici la società aveva concordato questioni che sono rimaste perennemente in sospeso e non mantenute, siamo arrivate fino alla partita del 6 gennaio in Coppa Italia. Poi lo staff composto da 2 tecnici e dirigente si sono giustamente dimessi, mentre la società è sempre stata assente. Ciò che lascia perplessi è la presa in giro. Parliamo di sedute di allenamento e partite sin qui effettuate senza alcun supporto, Kit arrivati solamente dopo una dura presa di posizione da parte nostra. Di fatto all'Atletico Lodigiani il settore femminile non interessa, preferendo pagare una multa salata per il ko a tavolino e per il prossimo ritiro della squadra dal campionato, che risolvere la questione in maniera seria. Ci sentiamo prese in giro, i presupposti per proseguire non ci sono. Piuttosto a livello personale, preferisco stare ferma calcisticamente fino a giugno, che continuare in questo modo".

Infine Desirèe Morichetti lancia una riflessione sia sulla differenza tra calcio maschile e femminile, sia di come viene vissuto il calcio femminile dilettantistico da quello dei professionisti: "Negli ultimi anni stiamo iniziando a dar voce alle donne nello sport, soprattutto negli sport considerati prettamente maschili. Quello che in passato era un taboo, in una condizione di quasi totale invisibilità, oggi siamo arrivate a palcoscenici di livello mondiale. Almeno è quello che pensavamo. Forse, probabilmente per una questione mediatica, ad alti livelli questo sport al femminile viene valorizzato, cosa che non avviene a livello dilettantistico. L'Atletico Lodigiani sotto quest'aspetto è rimasto al medioevo, dove i pregiudizi sono rimasti intatti e impassibili all'evolversi. Quello che dispiace di più è averci messo la faccia ed il coraggio di affrontare fino ad oggi un sistema ristretto e affidato solo all'amato calcio maschile. Nessuno sa chi siamo se non chi come noi ogni domenica indossa una maglia. Cerchiamo di fermarci un attimo a pensare che il 25 novembre serve a ricordare che la violenza non è solo quella fisica (che è la punta dell'iceberg), ma si manifesta anche come violenza psicologica umiliazioni, isolamento e controllo, tutto ciò che stiamo vivendo, purtroppo, quest’anno".

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.