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Abolire l'Elite? Ecco i club che hanno votato NO

Sono state 29 le realtà del nostro calcio che hanno ritenuto inutile cancellare il massimo campionato regionale

14 Febbraio 2017

Tor di Quinto e Savio sono pro Elite ©Lori

Tor di Quinto e Savio sono pro Elite ©Lori

Tor di Quinto e Savio sono pro Elite ©Lori

Delle 48 società del calcio giovanile laziale che abbiamo contattato all'interno del nostro sondaggio, sono state 29 quelle che hanno ritenuto inutile cancellare il massimo campionato regionale. Ecco le dichiarazioni dei dirigenti:


Paolo Fiorentini (Presidente Savio) Io sono dell’idea che se una società arriva a conquistare l’Elite allora se la deve conservare. E’ giusto riconoscere il merito ad un club che si impegna ogni giorno per raggiungere questo obiettivo. Poi parliamoci  chiaro, i problemi sono altri. Basti pensare al costo dei cartellini...


Giampiero Guarracino (ds Tor di Quinto) Contrario all’abolizione. Ci sono club che ci hanno messo anni per arrivare a certi traguardi e ora per colpa di qualcuno che è arrivato alle mani dovrebbe essere cancellata? La competizione ci sarebbe comunque, come la voglia di vincere e la ricerca del calciatore più forte.


Pietro Scrocca (Presidente Villalba) Più che una panacea, potrebbe essere un palliativo. Con questo sistema il risultato è esasperato e purtroppo manda in secondo piano la crescita dei ragazzi. Ma ci vuole altro, che parta dalla famiglia e dall’educazione che si impartisce ai ragazzi che crescono nelle Scuola Calcio.


Massimo Armeni (Presidente PC Tor Sapienza) Ma abolendo l’Elite eliminiamo il problema? La Federazione deve intervenire applicando dei limiti. Ci sono società che attirano giocatori con il convitto, altre fanno false promesse. Poi ci sono i genitori, con aspettative troppo alte. Ovvio ci sia esasperazione.


Mauro Magi (ds Civitavecchia) Io sono contrario. Bisogna rivedere alcuni meccanisimi dei campionati Elite, ma non credo che la sua abolizione possa portare dei vantaggi. Potremmo cominciare a bloccare le liste per ogni categoria: questo sarebbe un primo passo per cercare di migliorare le cose.


Alberto Rapone (Presidente Urbetevere) Non serve a nulla abolire le categorie Elite. Lo spirito di vincere rimarrebbe, che sia Elite o Regionali. Ripeto, non vedo vantaggi particolari. I giocatori crescono quando il livello delle squadre che si affrontano è alto. L’Elite dà equilibrio ai compionati e permette di formare calciatori.


Attilio Ortenzi (dg Accademia Calcio Roma) Ci sono tante cose da cambiare nel nostro settore giovanile. A mio parere però abolire l’Elite è sbagliato, non servirebbe a molto. Bisogna iniziare dalle cose basilari, partendo dalle liste bloccate. Questo è fondamentale: massimo 24 tesserati per annata.


Simone Santoni (ds Città di Ciampino) Il discorso è molto semplice, a noi interessa soltanto la crescita del ragazzo. Il risultato sportivo passa in secondo piano: retrocedere, perdere una categoria, non è la fine del mondo se i ragazzi fanno progressi. Basta organizzarsi e ripartire, sempre con la massima serietà.


Angelo Pichierri (ds Reset Academy) Sinceramente stiamo parlando di aria fritta, è una questione che non esiste. Sento parlare alcuni dirigenti e mi sembra di ascoltare la favola della volpe e l’uva, per fare un esempio. Non ci poniamo il problema, qualunque cosa decida il Comitato regionale, a noi sta bene.


Paolo Pellegrini (Presidente La Selcetta) Sono favorevole alle categorie Elite. Sto nel mondo del calcio da tanti anni, ho visto diverse dinamiche e sono in linea con la suddivisione fatta dal nostro Comitato Regionale. Abbiamo preso una categoria Elite da poco e a noi va bene questo sistema, la violenza non dipende da questo.


Piero Gonini (Vigor Perconti) Abolire l’Elite metterebbe in difficoltà le squadre più piccole, le quali perderebbero alcune partite con risultati eclatanti. Il tutto andrebbe ad inficiare sul morale dei giocatori. Il raggiungimento dell’Elite deve essere una motivazione: per i club e per i calciatori.


Piero Peri (ds Unipomezia) Siamo d’accordo con la presenza delle categorie Elite. Sono uno stimolo per migliorarsi, per crescere e lavorare al meglio. La sana competizione tra ragazzi fa bene, nello sport come nella vita, e sta alla società di appartenenza insegnare i giusti valori da rispettare in campo e fuori.


Stefano Vaccari (Presidente Atletico Vescovio) Ovviamente siamo favorevoli alle categorie Elite, c’è il meglio e bisogna puntarci. Non vedo perché bisognerebbe equiparare tutti quanti. E’ giusto che ci sia differenza: nei Provinciali ci sono molte dinamiche che falsano il campionato e l’esasperazione è ovunque.


Massimo Screti (ds Polisportiva Carso) Le categorie Elite ci sono sempre state, quindi non vedo perché abolirle. Misurarsi nel massimo livello regionale si tratta di un premio per i ragazzi che cresciamo nella scuola calcio: è giusto che ci sia sana competizione e differenza nelle Giovanili come nei Dilettanti.


Alessio Di Bisceglia (Presidente Tor Tre Teste) Onestamente mi chiedo cosa cambierebbe togliendo l’Elite. La risposta è: ‘nulla’. Il fatto è che certe persone non dovrebbero stare nel mondo del calcio giovanile: il problema non riguarda la categoria in cui giocano i ragazzi, ma gli adulti che dovrebbero educarli.


Alessio De Santis (Presidente Atletico Torrenova)  Non c’è più serenità quando i giovani entrano in campo, in tutte le categorie. Va rivisto soprattutto questo aspetto. Quindi mi chiedo: a cosa serve eliminare l’Elite? Non risolverebbe certo il problema dell’esasperazione in campo e della violenza dentro e fuori.


Vincenzo Ialongo (Presidente Itri) Bisogna cambiare le regole, non l’Elite. Inseriamo le radiazioni, allontaniamo i dirigenti violenti dal settore giovanile. Vigilare e inasprire le sanzioni: questo è il mio pensiero. Modificare il regolamento dei campionati non è la soluzione al problema della violenza.


Massimo Chierchia (ds SFF Atletico) L’Elite deve spronare le società a far meglio. Quando noi eravamo nei Regionali, il nostro obiettivo era migliorare: siamo stati orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo. Certo, con l’eliminazione dell’Elite, i nostri giovani rimarrebbero più volentieri sul territorio...


Lorenzo Minciotti (Presidente Montefiascone) Non sono favorevole. Per un semplice motivo: il raggiungimento dell’Elite per noi è stato un traguardo importante, sudato. Per di più siamo affiliati all’Empoli da tanto tempo e l’Elite ci permette di presentare giocatori più preparati per un determinato livello.


Michele Maragliulo (ds Spes Artiglio) Lunga vita all’Elite. Le società ci mettono anni per arrivare a raggiungere questo traguardo: non capisco perchè dovrebbe essere eliminato. Personalmente sono per la meritocrazia: va avanti chi merita. Chi vuole eliminare l’Elite evidentemente è un mollaccione...


Massimo Moresi (ds Polisportiva De Rossi) Cosa cambierebbe? Eliminare l’Elite significherebbe che le big calcistiche invaderebbero i Regionali. Di conseguenza, le piccole società scenderebbero per forza di cose nei Provinciali. A cosa servirebbe tutto questo? Non mi sembra un cambiamento utile.


Roberto Lelli (dsc Circolo Canottieri Roma) Noi siamo una società nuova, questo è il nostro primo anno di settore giovanile e posso dire che arrivare in Elite sarebbe un gran bel traguardo. Credo sia normale ambire a campionati così importanti, le problematiche sono da ricercare in altre sfere.


Gianni Beccafico (Tevere Roma) Alcuni addetti ai lavori dovrebbero fare una scuola calcio di comportamento, questa sarebbe la prima cosa da risolvere. Non è certo l’Elite il problema, queste cose accadono anche nei campionati Regionali e Provinciali: serve più educazione dentro e fuori dal campo.


Gianluca Nicolo (dg Dilettanti Falasche) Non sono favorevole all’abolizione delle categorie Elite. Il sistema secondo me va bene così com’è, ed è meglio avere un campionato giovanile di massimo livello affi nché ci sia qualità, per stimolare i ragazzi e favorirne la crescita. Sono altri i veri problemi da risolvere.


Simone Munaretto (Presidente Fiumicino) Sono favorevole all’Elite, perché non rappresenta il vero problema. Senza stimoli i ragazzi si stufano. C’è pressione, ma i veri difetti sono altri, come la preparazione e la retribuzione degli arbitri oppure la questione delle strutture. Questi sono temi che vanno affrontati subito.


Francesco Staccone (dg Ceprano) Siamo senz’altro contro l’abolizione dell’Elite, perché ogni ragazzo va fatto giocare nelle categorie che merita. Se una società lavora e fatica per conquistarla, è giusto che ci militi. Piuttosto eliminerei i playout, e poi servono giusti criteri di divisione dei gironi.


Aurelio Pennese (da Anagni) L’Elite è uno specchietto per le allodole: tutti aspirano a raggiungerla per salire di livello, ma in realtà serve una valutazione a 360 gradi dei vari campionati. Comunque è uno stimolo, siamo favorevoli, ma sarebbe opportuno ampliare le possibilità di accesso a più società.


Gianni Marcoaldi (ds DLF Civitavecchia) Sono favorevole all’attuale suddivisione, quindi alle categorie Elite. E’ vero c’è esasperazione, ma non penso sia dovuta al tipo di categoria, perché c’è persino nella scuola calcio. E’ compito degli addetti ai lavori sdrammatizzare e stemperare gli animi.


Francesco Florio (ds Dabliu New Team) Ritengo che quello dell’Elite sia un falso problema. Sono a favore: se il sistema è così è perché va bene alla maggior parte delle società. Bisogna punire adeguatamente i casi di violenza, che però succedono non per esigenza del risultato, quanto per assenza di cultura sportiva.

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