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l'intervista

Ottavia, il punto di Talarico: "Condivisione e crescita dei ragazzi"

Le dichiarazioni del responsabile della scuola calcio della società di via delle Canossiane, che spiega l'organizzazione e gli obiettivi dell'attività di base azzurra

06 Ottobre 2017

Ottavia, il responsabile Stefano Talarico ©GazReg

Ottavia, il responsabile Stefano Talarico ©GazReg

Ottavia, il responsabile Stefano Talarico ©GazReg

La grande crescita che l'Ottavia sta attraversando negli ultimi anni passa principalmente dal lavoro sulla Scuola Calcio, parola di Stefano Talarico. “Quest'anno è la continuazione del boom della passata stagione – esordisce il responsabile dell'attività di base - Dai 2005 ai 2012 contiamo almeno 200 iscritti ed abbiamo ancora diversi bambini in prova. Ci sono state riposte ottime: era difficile pensare ad un risultato del genere per Ottobre”. Il dirigente azzurro espone poi la precisa pianificazione di via delle Canossiane: “Il lavoro è così strutturato: io sono il direttore organizzativo ed al mio fianco opera Gianfranco Guadagnoli, istruttore Uefa B, in qualità di responsabile tecnico sul campo, diciamo che è il mio 'braccio armato' – spiega Talarico - Poi quest'anno avvieremo un nuovo progetto con il maestro ritmico Fulvio Casadei, altro istruttore qualificato Uefa B: il tutto consiste in allenamenti basati sulla coordinazione con l'ausilio della musica”. A seguire il responsabie Talarico sottolinea un fattore molto importante nella realtà azzurra: “Essendo una Scuola Calcio d'Elite, quest'anno, per tutti i gruppi, abbiamo allenatori qualificati Uefa B e C oppure professori laureati IUSM. I bambini sono in buone mani: è una cosa che abbiamo voluto fortemente per garantire il massimo della qualità”. Infine una battuta riguardo un altro aspetto cruciale nell'attività di base: “Abbiamo iniziato proprio ieri le riunioni con i genitori, lunedì ci sarà il colloquio con lo psicologo. Questi confronti servono ad illustrare gli obiettivi, a presentare i tecnici: con le famiglie vogliamo un rapporto stretto ma soprattutto condivisione, perché i genitori devono esser convinti del lavoro che svolgiamo – chiude Stefano Talarico – Per tutti i collettivi, tranne i 2005 che sono la pre agonistica, abbiamo allestito gruppi omogenei, senza prima o seconda squadra. Non è una cosa facile, è un'idea che dobbiamo portare sempre avanti: è un lavoro certosino che parte dalla base. Non contano i risultati, ma i miglioramenti e la crescita dei ragazzi”.

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