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C'era una volta: l'Urbetevere di Barba, tra storia e destino

Ottavo capitolo della nostra rubrica, dedicato ai '02 di via della Pisana, due volte campioni regionali e capaci di fare la storia sotto la guida del tecnico romano

31 Marzo 2020

L'esultanza dell'Urbetevere dopo aver vinto il titolo regionale Giovanissimi Elite nel 2017 ©Lori

L'esultanza dell'Urbetevere dopo aver vinto il titolo regionale Giovanissimi Elite nel 2017 ©Lori

La classe 2002 dell’Urbetevere e il suo condottiero, Pasquale Barba, sono semplicemente la storia del club gialloblù. L’epopea di questi ragazzi e del loro tecnico, letteralmente dei tiranni nel biennio sportivo 2015/16 (Giovanissimi Fascia B Elite) - 2016/17 (Giovanissimi Elite) in cui sono stati in grado di vincere praticamente qualunque cosa, è stata una di quelle difficili da dimenticare, una di quelle all’insegna degli appuntamenti con il destino. Una squadra capace di laurearsi campione regionale per due anni di fila e di portare in via della Pisana due titoli dal sapore speciale, il primo in assoluto ed il primo in una delle tre principali categorie del settore giovanile, fermata poi solo dalla sorte nella caccia allo Scudetto. Un gruppo di scalmanati, talentuosi, con un carattere, una tempra e un’unità d’intenti davvero straordinari, che si è adattata e migliorata di giornata in giornata, di stagione in stagione. Un allenatore che ha saputo ripartire da una grande delusione per intraprendere un percorso fatto di grandezza e trionfi. Una società che si è scrollata di dosso l’etichetta di eterna perdente irrompendo con con veemenza nell’Olimpo del calcio laziale.


L'esultanza dell'Urbetevere dopo aver vinto il titolo regionale Giovanissimi Elite nel 2017 ©Lori


Tutto comincia nel settembre 2015, con il Torneo Serilli vinto tra le mura amiche in faccia a tante squadre professioniste, con quell’1-0 in finale a firma Costantini contro la Roma. Gialloblù inseriti poi nel girone B, un calderone infernale dove finiscono ben 7 formazioni d’alto profilo nella categoria: oltre all’Urbe ci sono infatti Lazio, Frosinone, Lodigiani, Polisportiva Carso, Tor Tre Teste e Vigor Perconti. Neanche a dirlo viene fuori un’annata scoppiettante, con sorpassi e controsorpassi ad ogni giornata, mentre nel gruppo A la Roma domina in lungo e in largo. I successi d’autorità al Candiani ed al Vigor Center fanno prendere consapevolezza all’Urbe, che però il capolavoro lo sforna nella gara di ritorno contro la Lazio, affossata dal rigore di Niccolò Marras a vendicare la batosta subita all’andata (ma quel che succederà alla fine…). L’incredibile primato nel girone, tuttavia, arriva nel modo più dolce, all’ultima giornata grazie al successo di Ciampino (quanto sarà dolce il polo aeroportuale per l’Urbe in questi due anni) ai danni proprio degli aquilotti, secondi, con il Frosinone terzo; dall’altra parte invece il podio è Roma, Savio, Tor di Quinto. Play off: il primo turno premia Savio e Lazio, poi in semifinale i biancocelesti vincono il derby a Trigoria mentre i blues capitolano per mano dei gialloblù, reti di Damiano Marras e Gazzara. Il destino chiama, Barba risponde. Ciampino, campo Fuso, finalissima da brividi con la Lazio. Botta e risposta Russo - Niccolò Marras nel primo tempo, non bastano i supplementari: ai rigori Giudice è eroico, prima segna, poi para il penalty decisivo a Broso. Barba fa la storia: conquista la prima coppa, spezza contro i pronostici il predominio delle professioniste in categoria e sfata il tabù finali. Non contenta, l’Urbe vince pure il Trofeo Internazionale Roma Est ed Memorial Costa, sotto età, a giugno due volte ai danni della Tor Tre Teste: emblematica della forza di questo gruppo fu la semifinale contro la Lupa Roma, vinta ai rigori dopo aver rimontato da 4-0 a 4-4, solo nel secondo tempo.


L'esultanza dell'Urbetevere dopo aver vinto il titolo regionale Giovanissimi Fascia B Elite nel 2016 ©Lori


Passa l’estate, cambia un po’ la squadra, ma non la musica. Dinoia, Niccolò Marras, Milani e Bayslach passano al professionismo, i nuovi sono Arcella e Zambrini. Per il resto sempre Giudice, Battistelli, Saccuti, Scomazzon, Bruschi, Friano, Cuomo, Gaspari, Gazzara, Damiano Marras, Lanari a fare da protagonisti. Al Memorial Bini la corsa gialloblù si ferma in semifinale (contro l’Accademia Calcio Roma che vincerà il torneo e sfiorerà poi i play off in campionato), ma contemporaneamente arriva il successo nella fase regionale della Nike Premier Cup, tanto per non perder l’abitudine. La stagione è di nuovo d’alto profilo, l’Urbe battaglia con la Lodigiani e la sorpresa PolisportivaCarso per l’egemonia del gruppo B: i reds partono fortissimo, ma i ragazzi di Barba ne frenano la corsa stando sempre lassù, i pontini invece da metà anno in poi infilano un numero enorme di vittorie di fila, tanto da chiudere clamorosamente primi. Urbe seconda (nel frattempo a Natale vittoria nella fase nazionale della Nike Premier Cup) e Lodi terza; nell’A in fila Savio, Tor di Quinto e Ostiamare. Stavolta all’Urbe tocca il primo turno delle finali, contro i lidensi: decisivo il rigore di Marras, mentre nell’altro match passa il TdQ, buttato poi fuori dal Carso nella semifinale. Il penultimo atto in casa del Savio è forse tra i match più esaltanti per i gialloblù: primo tempo stellare dei blues avanti con Perutti, poi esce tutto il carisma e la personalità dell’Urbe che ribalta con Lanari e Marras all’extra time. Altra finale, nuovo appuntamento con il destino. Indovinate dove? Ciampino, stavolta campo Superga, contro il Carso: decide il terzo rigore di Marras ai play off. Barba (squalificato per l’ultimo atto) ed i suoi mitici 2002 aggiungono alla loro bacheca il secondo titolo regionale di fila, iscrivendo ufficialmente il club di via della Pisana tra le grandi del nostro calcio. Fasi nazionali, si parte con la spedizione Tricolore. Nel triangolare preliminare esordio con goleada tennistica con i marchigiani della Veregrense, poi Arcella stende a domicilio gli umbri della Nuova Fulginium ed anche i friulani del Cjarlins Muzane nel primo match delle Final Six in Emilia Romagna. Ai pugliesi della Fabrizio Miccoli ci pensa Gazzara, ma il sogno capitolino svanisce nella finalissima di Forlì contro i toscani del San Michele Cattolica Virtus: i ragazzi di Barba escono dallo stadio a testa altissima, con un’impressionante dimostrazione di carattere e cuore sotto ad un nubifragio.


Pasquale Barba ©Del Gobbo


La sconfitta ha fatto male, ma non ha scalfito lo spessore delle imprese dell’Urbetevere ’02. È mancata la ciliegina sulla torta, sì, ma questa squadra ha dato sempre il massimo ed ha fatto la storia del suo club. Per forza mentale, maturità, gioco espresso si tratta forse del più forte gruppo di via della Pisana. Una favola fatta di una lunga serie di successi, che parte da lontano ed è passata attraverso la dedizione e la competenza di un tecnico che ha saputo imparare dai propri errori e plasmare una squadra invincibile; scaturita dalla serietà e dalla programmazione della società capitolina, nelle persone dei presidenti Rapone e Cicchetti; che si è nutrita del lavoro maniacale, capillare e quantomai efficace del direttore Stazi nell’allestimento di compagini di altissimo profilo. Una storia fatti di appuntamenti con il destino. Perché Pasquale Barba - dopo esser succeduto a Roberto Baronio nel centrare due coppe consecutive con lo stesso collettivo saltando di categoria - ha regalato alla sua società non due prime volte, come sopra citato, bensì tre. Nel giugno scorso, infatti, è riuscito a firmare il primo Scudetto gialloblù, con l’Under 15 classe 2004 (dopo il aver vinto un altro titolo regionale, ovviamente). Una storia di trionfi contro il destino, che per tanti anni si è preso gioco dell’Urbetevere, soprattutto nelle finali regionali, ma che ha iniziato a restituire al club gialloblù quanto gli deve. 

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