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Scuola calcio

Jem's, Casartelli: "Lavoriamo per il sorriso dei bambini"

L'istruttore dei 2009 biancorossi ci racconta come si vive all'interno del club e come la quarantena rappresenterà un'esperienza importante

01 Aprile 2020

Alessandro Casartelli

Alessandro Casartelli

Nuova tappa del nostro percorso alla scoperta dello staff della Jem's: oggi conosciamo Alessandro Casartelli, istruttore dei 2009, giunto in società proprio agli inizi. “Il rapporto con la società è iniziato grazie alla conoscenza reciproca con il presidente Gianluca Caruso e Luciano D’Avello”, ci racconta mister Casartelli, “Nel settembre 2018 le prime impressioni sono state esaltanti. Ho avuto la possibilità di fare il colloquio direttamente con Simone Perrotta, che per me che sono grande tifoso della Roma e dell’Italia, come nazionale di calcio, è stato un grande onore. Questo approccio iniziale è stato importantissimo per capire che il progetto che si stava avviando alla Jem's aveva un grande valore dal punto di vista della qualità e dell’approccio all’insegnamento”.

Alessandro Casartelli


Chiediamo al tecnico quale sia l'aspetto che più gli dà soddisfazione nell'insegnare calcio ai bambini qui, alla Jem's: “Le soddisfazioni più grandi sicuramente sono due. La prima è quella di far parte di un centro riconosciuto dalla federazione come società élite quale è il Jem's e poter apprendere costantemente tramite formazione in classe e sul campo da persone estremamente qualificate, del calibro di Simone Perrotta, Max Tonetto, Jimmy Maini e Maurizio Pertusi. Proprio grazie a Maurizio, responsabile tecnico della scuola calcio, ho avuto la possibilità di acquisire una metodologia di lavoro e insegnamento, uguale per tutti gli allenatori del Jems. La seconda è quella di vedere le ragazze e i ragazzi all’interno del centro sportivo entrare col sorriso e uscire con la voglia di ritornare prima possibile”. Sulla stagione con i suoi ragazzi, prima dello stop alle attività. “Con la metodologia di insegnamento a fasi della scuola calcio Jem's, abbiamo iniziato un percorso per la categoria bambini e bambine del 2008 basato su obiettivi tecnici mensili. Siamo partiti dalla guida e il dribbling, per passare poi alla ricezione e difesa e copertura palla, per arrivare a calciare e trasmettere con smarcamento, etc. La metodologia che utilizziamo crea un apprendimento costante e una crescita dei bambini come individui prima ancora che come atleti. Il divertimento deve essere una parte attiva del percorso di crescita degli/delle atlete, affinché diventino tali in futuro. È difficile dire che tipo di annata stavamo vivendo poiché con questo metodo di insegnamento si fanno piccoli passi ogni volta, quindi avremmo colto i frutti verso la metà della seconda fase dell’anno e del campionato. Per ora posso dire che mi ritengo soddisfatto del lavoro che stavamo svolgendo io e la mister Valentina Pezzetti insieme ai nostri bambini, e spero di riprendere al più presto il lavoro e la crescita interrotti bruscamente.

Una pizza tutti insieme


Un bel ricordo? è quello di aver vissuto due momenti diversi con gli stessi avversari, in cui ci siamo scontrati in round trip. Il primo all’andata abbiamo perso 2 a 0, mentre al ritorno abbiamo vinto 6 a 1 grazie ad un miglioramento nell’atteggiamento tecnico di tutto il gruppo. Un altro momento fuori dal campo che mi è rimasto nel cuore, per questa annata, è sicuramente il torneo natalizio organizzato dalla Jem's in cui è stato deciso di far giocare gli atleti della società delle diverse annate tra loro, il che ha permesso di far accrescere il loro senso di appartenenza alla società e anche per i genitori è stato sicuramente apprezzato l’impegno esclusivamente in casa, senza dover fare grandi spostamenti”. Ci troviamo in un periodo molto delicato: sono passate diverse settimane dallo stop. “In questo particolare momento il rapporto umano costruito in questi due anni tra allenatori e bambini e le loro famiglie è sicuramente ciò che più mi manca. La passione è il motore del mio approccio alla vita sportiva, il carburante, per chi come me vive di sport, è sicuramente il rapporto costante con le persone. Se cambierà la visione dei miei bambini dopo questa esperienza? Secondo me apprezzeranno ancora di più la ritualità dell’allenamento, il gioco, l’incontro con i compagni dopo questo lungo periodo di stop, anche se aver potuto riallacciare un rapporto intenso e costante con i propri genitori sarà stata sicuramente la parte più formativa dell’allenamento di quest’anno. Spesso i ritmi della vita moderna in situazioni di quieto vivere portano i nostri ragazzi a vivere lo sport come una valvola di sfogo tale da accendere l’attenzione dei propri genitori. Questa pandemia secondo me ha dato ancor di più concretezza al rapporto genitore-figlio. Tutti i giorni noi allenatori del Jem's riceviamo bellissimi video messaggi di giochi, challenge e semplici allenamenti casalinghi svolti dai nostri ragazzi con i loro genitori e questo sicuramente riempie i nostri cuori”.

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