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l'intervista

Vilella: “Mercato in piena emergenza? Incredibile”

Il presidente della Romulea: "Qualcuno sta pensando a come cambierà l'iter che porterà i giocatori ad avere l'idoneità sportiva?"

03 Aprile 2020

Nicola Vilella, presidente della Romulea

Nicola Vilella, presidente della Romulea

Nicola Vilella scende in campo. Dopo le parole di Fabrizio Stazi (clicca qui per leggere l'intervista), il presidente della Romulea ha voluto dire la sua circa gli “strani” movimenti che alcuni dirigenti starebbero compiendo nel mercato di settore giovanile nonostante l'emergenza Coronavirus.

Nicola Vilella, presidente della Romulea


Presidente, lei è d’accordo con Stazi quando si dice disgustato da alcuni dirigenti: perché?

“Io condivido pienamente le sue parole, anzi. Voglio prendere le distanze da tutti quegli addetti ai lavori che non ritengono che la priorità in questo momento sia quella di preservare la salute pubblica. In questo senso mi fa un po' strano sapere che si stanno facendo dei movimenti in entrata nel calcio dilettante laziale. E' davvero molto fastidioso”.


Ha trovato un riscontro diretto di questa situazione?

“Ieri mi hanno avvisato che un paio di club stanno contattando alcuni dei miei giocatori con l'obiettivo di farli spostare per la prossima stagione. Settimana scorsa mi è stato proposto un tecnico che avrebbe portato alcuni calciatori in entrata. Io sono assolutamente contrario a logiche di questo genere in tempi normali figuriamoci ora che siamo in emergenza e che le famiglie stanno vivendo disagi economici e sociali tremendi. E poi in base a che cosa chiudiamo trattative? Non si sa nemmeno quando si ricomincerà!”.


Romulea e Urbetevere hanno scelto la stessa linea, confermando il kit dello scorso anno. 

“Assolutamente. Noi dopo due stagioni avevamo previsto un cambio di kit, ma questa emergenza ci spinge ad andare incontro alle famiglie e anche noi abbiamo optato per non cambiare il materiale sia per l'agonistica che per la scuola calcio. Mi sembra il minimo. Anzi, se posso vorrei aggiungere un cosa”.


Prego.

“La settimana scorsa ho avuto un call conference con l'Inter e tutti i centri collegati come il nostro. Alcuni a Milano, altri a Bergamo o provincia. Ebbene posso dire che dalle loro parole capisco che forse qui nel Lazio abbiamo una visione poco chiara di quello che sta succedendo. Noi siamo quasi scocciati a non uscire di casa, nel Nord Italia invece c'è grande paura di farlo. I dirigenti parlavano di ambulanze passare di continuo, casi di persone vicine a loro decedute a causa del virus. Molti hanno già comunicato che rinunceranno alla prima squadra per mancanza di fondi”.


Secondo il suo giudizio, quindi, qualcuno ha perso di vista quali sono le priorità in questo momento.

“Ma certo, qui ci preoccupiamo di fare mercato di settore giovanile o scuola calcio. La call conference con l'Inter è stata davvero importante. Ho ascoltato con piacere le parole del responsabile Samaden, la società nerazzurra sta facendo tanto per aiutare in questo periodo di emergenza e sono orgoglioso di essere partner di un club che mette davanti prima la persona dei propri interessi”.

Vilella alla cerimonia di premiazione delle benemerenze


Si sente spesso la frase “non vedo l'ora che tutto torni come prima”. Ma secondo lei davvero tutto tornerà come prima?

“In generale penso proprio di no. Andremo incontro ad un lungo periodo di misure restrittive, cambieranno sicuramente le nostre abitudini anche nell'andare al ristorante per la distanza di sicurezza. Nel calcio stesso discorso, qualcosa succederà. Club che vivono di sponsor e che non possono contare dunque sulla quota di settore giovanile, avranno delle difficoltà ad iscriversi. Probabilmente andremo incontro ad una riduzione degli organici e non solo...”.


Si spieghi meglio.

"Credo che a questo punto cambierà anche l'iter per l'idoneità sportiva. Nel prossimo futuro un medico dovrà assumersi la responsabilità di dire che un ragazzo non è affetto da coronavirus. Nessuno ci pensa in questo momento, parliamo ancora di prendere giocatori, sostituirli, fare nuovi gruppi di scuola calcio. Incredibile”.


Lei come sta passando questo momento?

“Resto in casa, mi sto dedicando ad alcuni progetti che avevo in cantiere e cerco soprattutto di essere presente per il mio staff. Per il prossimo anno non faremo nessuna rivoluzione, ma è nostra consuetudine. Cercheremo di confermare quanti più ragazzi possibili e dare continuità e valore al lavoro di formazione che è stato proposto nei mesi scorsi".

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