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Scuola calcio

Carso, Mauro Rubba: "Sono preoccupato per i bambini"

Il responsabile delle fasce basse della scuola calcio pontina nonché istruttore dei 2007 analizza il momento attuale

15 Aprile 2020

Mauro Rubba

Mauro Rubba

Mauro Rubba

L'emergenza che stiamo vivendo sottopone ciascuno di noi a dei rischi e non solo sotto l'aspetto della salute fisica. Dobbiamo prestare attenzione a noi stessi ma anche e soprattutto ai soggetti più delicati della nostra società, i bambini. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Mauro Rubba, istruttore dei 2007 e responsabile delle fasce basse della scuola calcio della Polisportiva Carso. “Viviamo un'attualità difficile per chiunque, io stesso, come uomo di campo e insegnante a scuola, ho tanta nostalgia dei miei ragazzi, di stare a contatto con loro. Ma c'è chi sta peggio di noi adulti e sono proprio loro, i bambini. Dobbiamo capire che per un bambino di sei anni, per esempio, il non potersi relazionare con un suo coetaneo per diversi mesi rappresenta un danno, si viene a creare una mancanza importante che nessuno può restituirgli. In questo periodo i piccoli tenderanno certamente a giocare di più con i propri genitori che, tuttavia, non possono sostituirsi alla figura del bambino coetaneo. Un consiglio per le famiglie? Attenzione a come gestite l'argomento Coronavirus. Sono del parere che hai bambini vada detto tutto, non gli va nascosto il problema. Ma bisogna porglielo con una chiave di lettura adatta, positiva: non bisogna demonizzare questo periodo e creare paura, bensì identificare l'emergenza come un avversario da sconfiggere. Io, con mio figlio, per esempio, uso la metafora della partita di calcio. Al momento stiamo perdendo, ma con altri due goal riusciremo a vincere noi la partita, che è ancora lunga”. La Polisportiva Carso è sempre vicina poi con il cuore ai suoi tesserati. “Certo, abbiamo tanti gruppi di whatsapp attraverso cui ci sentiamo, spesso anche solo per mandare ai ragazzi un incoraggiamento, far sapere loro che ci siamo. Poi con le videochiamate abbiamo anche la possibilità di vederci, di cercare di ricreare uno stare insieme che purtroppo manca tanto a tutti noi”. Sull'annata fino allo stop: “È stata molto proficua. Abbiamo gettato delle basi importanti, stavamo facendo con i più piccolini un'importante lavoro sugli schemi motori di base, sullo sviluppo delle capacità senso-percettive e coordinative. Con i miei classe 2007 invece stavamo completando il percorso di preparazione in vista dell'agonistica il prossimo anno, peccato ci vada a mancare l'ultimo tassello della stagione. Ora con l'arrivo delle belle giornate, avremmo potuto spingere sull'acceleratore. Se temo delle ripercussioni per il prossimo anno in agonistica, no, non credo. Qui alla Polisportiva Carso lavoriamo in modo organico, è la nostra forza. Con Gennaro Del Prete, con cui mi unisce un rapporto di fiducia e di condivisione di idee e metodologie da più di vent'anni, abbiamo impostato una linea comune in tutte le categorie della scuola calcio: linea che viene mantenuta, contrariamente a molte altre società, anche nell'agonistica. Qui lavoriamo sempre per far sviluppare un'idea di calcio, un gioco ai nostri bambini e ragazzi e grazie a questo, loro crescono e riescono ad esprimersi al meglio anche nell'agonistica. L'ansia da risultato che spesso altrove porta a una rinuncia sul piano del gioco, qui da noi non attacca”.

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