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Carlo Diana: "Lodigiani, adesso possiamo fare grandi cose"

Intervista esclusiva al direttore generale della Borghesiana: "Pichierri? Lo ringrazio tanto, ma non era in linea con il nostro pensiero. Melfa ha la nostra stessa mentalità"

06 Giugno 2020

Carlo Diana in campo con un giovane della Lodigiani Carlo Diana: "Lodigiani, adesso possiamo fare grandi cose ©Facebook/Lodigiani

Carlo Diana in campo con un giovane della Lodigiani Carlo Diana: "Lodigiani, adesso possiamo fare grandi cose ©Facebook/Lodigiani

“Nei primi due anni si studia la nuova situazione, nel terzo si interviene per migliorare le criticità e alla quarta stagione si può iniziare a lavorare veramente”. Parola di Carlo Diana, direttore generale della Lodigiani. Il dirigente della Borghesiana ha deciso di rilasciare questa intervista per analizzare i punti focali del progetto biancorossoblù. Dalla ripresa delle attività, agli investimenti sul centro sportivo della Borghesiana, fino ad arrivare al tanto discusso addio con il direttore sportivo Angelo Pichierri.


Carlo Diana in campo con un giovane della Lodigiani Carlo Diana: "Lodigiani, adesso possiamo fare grandi cose ©Facebook/Lodigiani


Carlo, mi sembra obbligatorio partire dal momento che stiamo affrontando  a causa del Covid-19. Ti chiedo subito come ha vissuto il  lockdown.

“E' stato un periodo sicuramente complicato ma non mi sono fermato. Ho continuato a lavorare e siamo anche riusciti a pubblicare con grande soddisfazione il libro di Giorgio Chiellini. Nel frattempo, ovviamente, abbiamo continuato a programmare il futuro della Lodigiani”.


Andiamo con ordine. La pandemia ha causato lo stop definitivo della stagione 2019/2020 dei campionati dilettanti. La tua posizione?

“Sono assolutamente d'accordo con la decisione presa. Non ha senso far ripartire i campionati per giocare quanto? Un mese? Adesso però è importante avere le idee chiare nell'ottica di far ripartire la macchina”.


Esatto. Uno dei temi più caldi del momento riguarda proprio la ripartenza. I centri sportivi sono chiusi e molti ragazzi si stanno riversando nei parchi a giocare e la cosa ha spaccato l'opinione pubblica, specialmente tra gli addetti ai lavori.

“Mi assumo tutta la responsabilità delle mie parole, ma non ho problemi a dire che sarebbe meglio per i giovani tornare nei centri sportivi che ad oggi rappresentano un ambiente più controllato. Da Viareggio per fortuna arrivano notizie positive ed è arrivato l'ok per i centri estivi. Gruppi formati da massimo 7 ragazzi, regole precise da seguire, controllo dell'igiene. Il primo passo è stato fatto”.

Carlo Diana con Davide Lippi © Reset Academy


Il secondo sarà quello di far tornare i ragazzi in campo per la stagione 2020/21. Secondo te quando è ipotizzabile la ripartenza?

“Questo periodo ci ha insegnato che tre mesi bastano per cambiare il mondo per cui è difficile fare previsioni certe. Con i numeri attuali però mi sento di dire che si potrebbe ripartire a settembre. Se tutto va bene ci saranno meno rigidità ed è fondamentale per i ragazzi tornare ad una vita normale. Noi stiamo sottovalutando le ripercussioni della pandemia sullo sviluppo dei bambini. Loro oggi la interpretano come una vacanza, ma questo periodo non lo dimenticheranno mai”.


E in tutto questo bisognerà capire come la pandemia impatterà a livello economico sul mondo del calcio dilettantistico. Temi la perdita di molti club?

“Purtroppo sì. Il presidente Gravina ha stanziato un fondo per aiutare le società ed è un punto di partenza. Certo, poi i soldi dovranno esser spesi nella maniera corretta. Io sono dell'idea che da ogni crisi nascono delle opportunità. Gli imprenditori che avranno una buona gestione economica della società resteranno in piedi”.


Questa situazione ha messo in evidenza l'importanza della scuola calcio. Molti club hanno puntato tutto sulla prima squadra e ora rischiano di scomparire.

“Purtroppo è così. Noi abbiamo privilegiato la pista contraria: si parte sempre dal basso e poi si costruisce. La scuola calcio è sempre stata la nostra priorità assoluta e questo non cambierà mai”.

Giovani campioni della Lodigiani ©Facebook


Parliamo dell'assetto societario. Siete in un periodo di rinnovamento e ha fatto molto discutere la separazione con Angelo Pichierri.

“E' stata una scelta dolorosa ma necessaria. Anzi, voglio cogliere l'occasione per ringraziare Angelo per il lavoro svolto, lui era l'ultimo pezzo della 'vecchia' Lodigiani. Tra noi c'è un rapporti stima e amicizia ma le cose non potevano andare diversamente”.


Ci puoi spiegare meglio?

“Io sono abituato che quando inizi un nuovo progetto, in un club già esistente, bisogna cambiare tutto. Con Angelo avevamo fatto un'eccezione visto ciò che rappresentava per la Lodigiani, tuttavia avevamo un'idea di calcio troppo differente, non in linea con il pensiero della società. L'ho incontrato pochi giorni fa, lui l'ha presa male a livello sentimentale e non potrebbe essere altrimenti, lo capisco benissimo. Dal punto di vista professionale però ha capito e siamo più amici di prima”.


Ci avevi rilasciato un'intervista lo scorso anno, sempre in questo periodo, dicendoci di essere soddisfatto al 60% dopo tre anni dall'inizio del progetto. Ormai un'altra stagione è andata agli archivi. La percentuale è salita?

(ride, ndr) “Sono contentissimo di questa domanda. Finalmente posso dire di aver gettato le basi per arrivare a quel famoso 100%. Voglio fare allora un grande in bocca al lupo al direttore Patrizio Melfa, un nostro uomo, che abbiamo portato qui fin dall'inizio del progetto. Lui lavora con noi da tanto, ha la nostra stessa mentalità e sa i valori che vogliamo trasmettere al club. Adesso possiamo cominciare a gettare le basi per un grande futuro. D'altronde funziona sempre così: nei primi due anni si studia la nuova situazione, nel terzo si interviene per migliorare le criticità e nella quarta stagione si può iniziare a lavorare veramente”.

Carlo Diana ©Facebook


Dove scuola e calcio e settore giovanile saranno ancora la vostra priorità.

“Come sempre. Il nostro obiettivo non è quello di vincere i campionati, non mi stancherò mai di dirlo. Noi vogliamo far crescere i nostri talenti e lanciarli nel professionismo. E per facilitare questo processo serve uno staff d'eccezione, che quanto prima comunicheremo, e una struttura all'avanguardia. Noi stiamo investendo molto sul centro sportivo della Borghesiana. Abbiamo ristrutturato molti spazi, dove gioca il settore giovanile adesso c'è anche una splendida tribuna. Insomma, stiamo lavorando senza sosta”.


Bene l'attività di base e l'agonistica, ma la prima squadra la scorsa stagione non ha convinto...

“Ci è dispiaciuto molto. Quella della prima squadra è stata una richiesta del presidente Simonetti che io ho avallato molto volentieri. Non volevo lottare per il vertice o fare corazzate, ma avevo chiesto una cosa semplice: fare bella figura. E così non è stato. Qui Angelo (Pichierri, ndr) non ha avuto una buona gestione”.


Il progetto continuerà?

“Sì, abbiamo inserito delle nuove figure tra cui Stefano Volpe, che ho conosciuto recentemente. Patrizio Melfa ha grande stima di lui e anche io penso possa far parte della Lodigiani. Ripeto, però. Per noi il progetto della prima squadra è secondario rispetto a settore giovanile e scuola calcio. Anzi, se possibile vorrei aggiungere un'altra cosa...”.

Gli insuperabili ©Facebook/Lodigiani


Prego.

“Voglio mandare un grande saluto a tutti i ragazzi degli 'Insuperabili', un programma per ragazzi con disabilità a cui teniamo molto e ringrazio anche Ubi Banca, diventata main partner del progetto”.


Carlo, nel ringraziarti ti chiedo se vuoi mandare un messaggio a tutto il popolo della Lodigiani?

“Voglio dire a tutti i nostri iscritti e ai genitori che presto torneremo a fare attività. Noi siamo più presenti di prima e investiremo ancor di più nel progetto Lodigiani. Agevoleremo il nuovo corso anche dal punto di vista economico perché mai come adesso bisogna andare incontro alle famiglie. Tornare alla Borghesiana per fare calcio sarà più bello di prima”.

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