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L'intervista

Centri estivi, le testimonianze sul ritorno dei bambini

Abbiamo ascoltato la voce di organizzatori e dirigenti dei centri di Elis, Lodigiani, Ostiense, Romulea, Montespaccato

01 Luglio 2020

All'Ostiense si fa lacrosse

All'Ostiense si fa lacrosse

All'Ostiense si fa lacrosse

Sono state settimane intense. Belle e intense. I bambini, personaggi della scena sociale fra i più colpiti da questa emergenza sanitaria, sono finalmente tornati a respirare aria fresca, a correre con il sole sulla fronte, a ricevere e donare preziosissimi sorrisi che non siano quelli dei genitori o dei fratelli, a sentire una giovane risata che non sia la propria. I bambini sono tornati a vivere lo sport, a vivere il gioco. No, non stiamo parlando dei parchi - anche se il recarsi lì, nelle "zone franche" dalle direttive dei protocolli, è ancora una scelta gettonata e accattivante per molti - bensì degli impianti sportivi: stiamo parlando dei centri estivi che finalmente, all'interno di molte società calcistiche, sono partiti. Elis, Lodigiani, Ostiense, Romulea, Montespaccato: sono queste le società che abbiamo interpellato sul tema, per comprendere e dare un peso all'impatto di iniziative come queste finalizzate al reinserimento dei bambini in un contesto di comunità, condivisione, gioco e sport dopo mes di totale inattività a casa per i piccoli e interazione zero con i propri coetanei.


Elis Marco Stomeo, direttore del club, ci ha raccontato come è andato l'inizio dell'attività da loro: "Abbiamo inaugurato il nostro centro estivo appena è stato possibile, dal 15. Abbiamo subito avuto oltre cinquanta iscritti e, visto il periodo, lo considero un grande risultato. La paura ancora c'è, non posso negarlo, si avverte nell'aria quando si parla con i genitori. Ma credo che, grazie al passaparola, le famiglie che hanno sperimentato il nostro protocollo hanno visto che il tutto funziona e che è possibile far divertire i piccoli in sicurezza: non a caso abbiamo fatto seguire a ogni singolo nostro istruttore un corso sulle norme di sicurezza contro il Covid. Le nostre attività? Abbiamo puntato sul proporre ai bambini tanti sport diversi, come calcio, basket, pallavolo e non solo, mettendo in pratica le linee guida dei protocolli emanati da ciascuna federazione, e anche attività al chiuso in spazi naturalmente contingentati e sanificati, come ad esempio il cineforum". C'è un fatto importante da considerare quando si parla di centri estivi post Covid: i costi per le società sono aumentati. "Sì, è così. Questo perché il rapporto istruttori-bambini è divenuto più stringente rispetto al passato, e avendo numerosi bambini della scuola materna quest'anno ci siamo ritrovati a dover investire più risorse sotto questo punto di vista. Ma non è un problema, sappiamo che si tratta di un investimento a perdere. Lo facciamo per il sociale, per i ragazzi, per le famiglie che ci chiedono un aiuto. Proprio per questo motivo, anzi, abbiamo esteso l'età massima per partecipare fino ai quattordici anni".


Lodigiani A La Borghesiana è l'associazione esterna "The village" a curare il centro estivo che fa divertire i piccoli Uno scatto dall'Elisbiancorossi e non solo. Ne abbiamo parlato con il suo ideatore e presidente, Daniele Lopolito. "Da anni curiamo il centro estivo qui alla Lodigiani, proponendo il nostro modello, basato su un insieme di attività che si sviluppa sul lungo periodo, sul mese almeno, che richiama elementi dello scoutismo, come ad esempio la suddivisione in gruppi dei ragazzi e la cultura della responsabilità, dell'aiutare il prossimo, soprattutto se più debole, e del darsi delle regole. Devo dire che inizialmente non ero convinto al cento per cento di riproporre il centro quest'anno. Perché? Perché se già ora permangono delle restrizioni notevoli, inizialmente era previsto che i bambini avrebbero dovuto portare stabilmente la mascherina, il che avrebbe reso l'esperienza del nostro centro traumatica, oltre che dannosa. Fortunatamente le cose sono cambiate e la risposta delle famiglie, devo dire, è stata molto positiva: abbiamo già esaurito i posti anche per luglio". Parlando di denaro, anche qui ci troviamo di fronte in un'investimento, più che altro. "Noi di base facciamo dei prezzi economici, e con le nuove spese da sostenere diciamo che se andiamo a pareggiare sarebbe positivo. Quel che abbiamo voluto fare è dare un segnale di continuità, dare dignità all'attività dei bambini. Bambini che per troppo tempo sono rimasti chiusi in casa, già abituandosi a quella vita, oserei dire. Sono felice di poter dire che abbiamo fatto la cosa giusta. I bambini dopo dieci giorni sono già cambiati: noi, per esempio, gli proibiamo di portare con sé il cellulare e ora è possibile vederli socializzare di nuovo, dopo l'iniziale smarrimento. È molto bello".


Ostiense Qui è Stefania Steffinlongo, responsabile organizzativo dell'Ostiense, a raccontarci la ripresa delle attività: "Il nostro è un centro estivo che ha due anime, una sportiva grazie alle nostre strutture e agli spazi a nostra disposizione, e una più ludico-artistica: grazie ad Andrea Catarinozzi, autore di teatro, possiamo proporre a nostri bambini anche attività originali come laboratori teatrali e di improvvisazione, oltre a quelli di arti figurative e, in ambito sportivo, in aggiunta ai grandi classici, il Lacrosse, un particolare sport canadese". Insomma, il centro estivo diventa un'occasione anche per scoprire hobby e passioni forse inimmaginabili per alcuni bambini. "Esatto, il nostro intento è proprio quello di offrire un variegato ventaglio di esperienze ai nostri ragazzi, il tutto nel più scrupoloso rispetto delle norme anti Covid. Personalmente devo dirmi molto contenta e soddisfatta non solo del lavoro che stiamo facendo, ma anche della risposta da parte delle famiglie, non era affatto scontato. Certo, molti si informano sui nostri sistemi per garantire la sicurezza dei loro figli, è normale, ma sono contenta da mamma in primis nel vedere l'entusiasmo che c'è per il ritorno a questa 'normalità'. Vedere i propri figli buttati tutto il giorno sul divano non è bello... qui stiamo facendo la nostra parte 'curarli' dall'inattività".


Ogni giorni giochi nuovi a Montespaccato

Romulea Perfettamente d'accordo Nicola Vilella, presidente della Romulea. "Il nostro centro estivo nasce dall'esigenza di tirare fuori i bambini dalle case: questo è stato il nostro primario obiettivo. Abbiamo voluto creare un centro che si rivolgesse principalmente ai bambini della Romulea, dato che i protocolli di sicurezza impongono numeri limitati. Che dire, considerando il fatto che lo abbiamo tirato su in pochi giorni, sono contento del risultato finale, per il bene dei ragazzi. Devo ammettere di essere stato incerto fino all'ultimo se far partire il tutto o meno, perché comunque parliamo di una bella responsabilità che sta sulle spalle di noi società sportive, ma alla fine ho deciso di procedere e le cose stanno andando per il meglio. Anzi, colgo l'occasione per ringraziare tutto lo staff tecnico e organizzativo della Romulea che si dà da fare per rendere il nostro centro estivo un luogo speciale per i nostri bambini".


Montespaccato "Ci arrivano continuamente chiamate e richieste, ma purtroppo siamo pieni!" Commenta Simone Valentini, coordinatore del centro estivo di via Stefano Vaj. "Anche noi siamo partiti il 15: il nostro intento è stato fin dall'inizio quello di far passare ai ragazzi giornate all'aria aperta, educandoli e facendoli integrare all'interno di un gruppo che, con orgoglio, possiamo dire essere composto di tanti maschietti ma anche molte femminucce, così come variegato è il nostro gruppo istruttori. E durante le ore insieme cerchiamo non solo di far giocare e divertire i nostri bambini, ma anche di farli interfacciare con attività più serie e costruttive come laboratori di inglese, di sensibilizzazione nei confronti del bullismo e molto altro. Siamo felici di quello che stiamo facendo: la nostra intenzione era quella di non creare un centro estivo prettamente calcistico come ce ne sono tanti, ma un luogo che potesse far vivere molteplici esperienze tanto ai bambini come alle nostre bambine di tutto il quartiere".

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