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L'intervista

Mundial, Golin: "Orgoglioso di essere in questo club"

Le parole del preparatore atletico del ritiro delle squadre giovanili in corso a Fiuggi

04 Settembre 2020

Mundial, Golin: "Orgoglioso di essere in questo club"

Simone Golin

Ha già iniziato a collaborare con la Mundial Football Club dalla nascita del nuovo progetto e, ad un paio di mesi di distanza, è molto soddisfatto di poter essere il preparatore atletico e responsabile dell’area fisica e motoria di riferimento del club: Simone Golin, direttamente dal ritiro delle giovanili di Fiuggi, ci racconta la sua esperienza. 


Buongiorno Simone, la Mundial è in ritiro a Fiuggi e state cimentando i vari gruppi delle giovanili: di cosa ti stai occupando nello specifico? Come procede il lavoro?

“In qualità di preparatore atletico e responsabile dell’area fisica e motoria della Mundial Football Club, in questi giorni di ritiro, mi sto concentrando principalmente sullo sviluppo delle capacità condizionali e coordinative, cercando di fornire stimoli e sollecitazioni che rispettino le esigenze motorie di ogni calciatore. Logicamente, parlando in questi termini, è chiaro che il lavoro sia tanto e stremante, ma sta procedendo bene. La soddisfazione più grande è vedere la disponibilità e la voglia d’imparare dei ragazzi, che seguono ogni direttiva di ogni allenamento e l’affrontano con serietà e positività”.


Raccontaci un po’ di te e del tuo percorso fin qui come studi ed esperienze...

“La mia esperienza da calciatore è terminata relativamente presto, probabilmente ho capito fin da subito che ero molto più portato allo studio. Da grande appassionato di calcio, peró, ho trovato un modo per poter far conciliare le due cose visto che, terminato il liceo scientifico, ho scelto di portare avanti gli studi con il corso di Scienze Motorie della facoltà di Medicina all’Università di Tor Vergata, terminando gli esami il giugno scorso e, di fatto, laureandomi (almeno virtualmente) a 21 anni. Non avendo, peró, esperienza da calciatore, ho pensato che potesse essere molto utile cominciare da subito a vivere il campo per cui, in concomitanza agli studi, sono stato scelto come preparatore atletico della prima squadra dell’A.S.D Città d’Acilia nella stagione 2017-18, mentre nell’anno successivo ho fatto parte dello staff dell’Honey Sport City, sempre in qualità di preparatore atletico, seguendo i Giovanissimi Regionali Fascia B. Nell’ultimo anno ho continuato la collaborazione con l’Honey Sport City, curando la preparazione fisica dei Giovanissimi Regionali Fascia A. Ad oggi, sono entusiasta e soddisfatto delle mie esperienze, grato a tutti coloro che hanno condiviso con me questo percorso per avermi dato la possibilità di essere quello che sono ora. L’avventura alla Mundial Football Club per me è un’opportunità incredibile, che non sprecherò, dando tutto me stesso e curando al meglio ogni aspetto calcistico ed extra-calcistico”.


Quale è il tuo sogno nel cassetto?

“Il mio sogno nel cassetto, ma penso valga per tutti coloro che si affacciano sul mondo del calcio, è quello di arrivare in Serie A, far parte di una squadra professionistica e dedicare giorno e notte al calcio. Sono fermamente convinto che rispettare a pieno il significato profondo di almeno tre parole, quali passione, determinazione e sacrificio, possa fare la differenza e possa darmi la possibilità di continuare a sognare”.


Quali sono gli obiettivi di questa stagione e quanto sarà dura riprendere dopo questo lungo stop forzato?

“Gli obiettivi stagionali della Mundial Football Club sono chiari e precisi e penso che, nonostante sia un società neo-costituita, stia lavorando al meglio per poterli realizzare. È ovvio che il lungo periodo di stop non aiuta né la società né i giocatori, ma credo che uniti si possa superare tutto. Per ciò che concerne i miei personali obiettivi stagionali, essi riguardano, ovviamente, la crescita professionale ed umana, anche se credo siano relativamente facili da perseguire in quanto lo staff con cui ho la fortuna di collaborare è composto da figure professionali qualificate ed estremamente preparate, dalle quali è quasi naturale apprendere”.

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