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L’INTERVISTA

Iannotti a ruota libera: "Così no, o tutti o nessuno"

Parla uno dei personaggi più conosciuti del calcio laziale che sta iniziando il suo nuovo percorso da allenatore alla Spes Montesacro

05 Novembre 2020

Iannotti a ruota libera: "Così no, o tutti o nessuno"

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Non ha mai avuto peli sulla lingua da calciatore e, come sempre ha fatto, prosegue così anche da tecnico, nella fase iniziale della sua nuova carriera. Stefano Iannotti dice la sua sulla situazione attuale del calcio regionale e lo fa esponendosi in prima persona. Ecco l’intervista integrale:


Buongiorno Stefano, vuoi raccontarci cosa stai facendo in questo momento? Cosa pensi, con la tua esperienza, di questa fase storica mai vissuta prima in questi anni?

"Buongiorno, fortunatamente il mio lavoro non si è mai fermato, riguardo al calcio ci stiamo allenando, sempre a distanza come prevedono le regole, ma ovviamente non è la stessa cosa perché poi non c’è la partita del fine settimana ed i ragazzi sono amareggiati".


Credi che siano state attuate tutte le misure corrette per salvaguardare il mondo dello sport e del calcio? Pensi che sia stato giusto sospendere il calcio regionale? Sei d’accordo con le scelte del Ministro Spadafora?

"Ci sono troppe contraddizioni, i bambini usciti da scuola vanno al parco e giocano, i mezzi pubblici pieni e senza distanziamento, che senso ha fermare il calcio e lo sport in generale? O fermi tutto o niente. Le vie di mezzo non esistono".


Ultimamente diversi club stanno cercando di far sentire la propria voce attraverso un gruppo “Noi Esistiamo”: credi che sia giusto spiegare le proprie ragioni visti gli investimenti fatti dai club per riaprire in questi mesi?

"Fanno bene a farsi sentire, hanno investito tanto sulla sicurezza , perché cambiare idea dopo un mese? Spero si risolva al più presto. C’è un movimento importante che gira intorno al dilettantismo".


Cosa pensi del tuo futuro nel calcio e come credi che influirà questo stop così lungo nella psicologia dei ragazzi?

"Penso che sono giovane e sto solo all’inizio della mia carriera da allenatore, avrò tempo per crescere. Tuteliamo gli anziani ma lo sport deve andare avanti. Questo è quello che penso, riguardo ai ragazzi credo che non influirà molto, fortunatamente hanno ancora una vita da affrontare. Sono preoccupato invece per le piccole e medie imprese e per tutte le persone in cassa integrazione".

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