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l'intervista

Mundial, Talucci: "Sinergia tra settore medico e sportivo"

L’osteopata del club capitolino racconta il suo ruolo all'interno della struttura sportiva

05 Novembre 2020

Mundial, Talucci: "Sinergia tra settore medico e sportivo"

Andrea Talucci, Mundial FC ©uffstampa

Proseguono gli approfondimenti su tutte le figure che fanno parte della Mundial Football Club, società nata da poco ma che ha voglia di raggiungere importanti obiettivi in ambito sportivo e non. E’ il turno dell'osteopata Andrea Talucci che abbiamo intervistato per approfondire il suo ruolo all’interno del club. 


Buongiorno Andrea, vuoi raccontarci come è nata l’opportunità di collaborare con la Mundial Football Club e come sta andando questa nuova avventura? Di cosa ti stai occupando nello specifico? 

"Tutto è nato quando ho saputo che si stava venendo a creare una realtà diversa dal solito in ambito calcistico. Una società fondata sui servizi alle famiglie e ai tesserati in cui al centro del progetto c'è la sinergia fra tutti i professionisti del settore medico e sportivo. Conoscevo già alcune professionalità all’interno della Mundial Football Club ed abbiamo sviluppato l’idea di collaborazione. Riteniamo che la visione olistica del tesserato, del giocatore, del ragazzo, è l'unico modo che ci permette di farlo crescere in salute prevenendo infortuni e capitalizzando il suo potenziale. La policy è quella di trattare ogni persona come un professionista di serie A, con il nutrizionista, l'osteopata, il preparatore atletico e l'allenatore sempre presenti e disponibili".


Quale è, brevemente, la tua esperienza nel mondo dello sport? Quali altre collaborazioni hai portato avanti in questi anni? 

"Oltre ad essere un osteopata, sono laureato in scienze infermieristiche e in psicologia. Sto finendo di prendere la magistrale di quest'ultima facoltà e da sempre lavoro nelle palestre come personal trainer introducendo, nel mondo dello sport, la mia visione a 360° della salute. Nel mio background ho svariate ed eterogenee collaborazioni, a partire dalle stesse squadre di calcio, a quelle di rugby, di triathlon e di MMA, passando per la ginnastica artistica, la pallavolo, la pallanuoto e la danza, arrivando ad allenare e trattare un pilota di Moto3 del Moto Mondiale. Amo lo sport e studiare ogni singolo movimento biomeccanico alla base di ogni specifica disciplina. Valutare quale interferenze viscerali, fasciali e strutturali vi possono essere in ogni gesto sportivo. Questo è quel che amo fare. Le mie esperienze sportive sono variopinte, metafora della mia visione colorata e dinamica dell'esistenza: sono un ex-Ironman professionistico, un surfista, un maratoneta, un amante del rugby, della MMA, del calcio, del kitesurf, dello snowboard e, se mi fosse spazio, elencherei altri 50 sport".


Quali sono gli obiettivi che vi siete posti per questa stagione? Cosa pensi del prossimo futuro?

"Gli obiettivi sono semplici: fare tutto ciò che è nelle nostre capacità e possibilità per supportare nella crescita personale e sportiva i nostri ragazzi. Fatto questo al meglio, tutto viene di conseguenza. Quel che abbiamo in mente di ottenere è, appunto, possibile solamente lavorando e dando importanza ad ogni singolo componente della società".


Quanto è importante curarsi e prendersi cura della propria salute in un momento come questo? Hai in mente qualche attività anche da remoto per questo periodo? 

"Mai come ora sono d'attualità la prevenzione e la cura dello stato di salute. Ne usciremo vittoriosi, non come romani, neppure come italiani, ma come cittadini del mondo. Abbiamo menti immense e presto troveremo il modo di parlare al passato di questo virus letale. Tuttavia, spero che questa cura del corpo non cessi una volta finita la pandemia. Dobbiamo ricordarci che la prevenzione conviene a tutti perché permette un minor dispendio di qualsiasi forma di risorse (economiche, emozionali, energetiche, temporali)".

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