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L'intervista

Certosa, Russo: "Entrate nulle e costi aumentati. Così è dura"

Il pensiero del direttore generale neroverde: "Ristorante, bar, campi per amatori: tutto bloccato. E senza la scuola calcio è impossibile andare avanti"

06 Novembre 2020

Certosa, Russo: "Entrate nulle e costi aumentati. Così è dura"

Massimiliano Russo, dg del Certosa

E' mancata organizzazione, supporto. Le tempistiche sono state sbagliate e questa ennesima chiusura sta mettendo sul lastrico i club. Il Certosa seppur tra mille difficoltà va avanti. Ma è tutt'altro che facile come ci conferma il direttore generale MassimilianoRusso: "Non c'è stata organizzazione. Noi ci siamo ritrovati in una situazione incredibile. Come molti sanno noi affittiamo il nostro campo anche ad altre realtà con le quali abbiamo subito chiuso gli accordi quando sono state aperte le iscrizioni. Dopo poche settimane però fanno uscire un comunicato dove si precisa che le gare devono disputarsi a tre ore di distanza l'una dall'altra. Capite bene che per noi è stato un grande problema, abbiamo dovuto annullare tutto poichè non avevamo il tempo materiale per far giocare tutti e siamo stati costretti a lasciare "per strada" alcuni club. Un danno per noi e per loro. I tempi sono stati sbagliati e soprattutto penalizzano moltissimo le strutture". E non si parla esclusivamente di calcio. La società di via di Centocelle si sorregge grazie a tutte quelle attività che ruotano intorno al campo: "Qui noi abbiamo un bar e un ristorante che lavora insieme ai soci del circolo e non avendo a disposizione nemmeno i campi di calcio a 5 e calcio a 8 praticamente non si lavora più. Le uscite però sono sempre le stesse, perchè i costi di manutenzione ci sono anche ad attività ferma. Poi il club prende impegni con i fornitori, bollette, istruttori. Ci sono tantissime cose da valutare e scelte non semplici da prendere. Qui non si tratta solo di calcio". Investimenti e impegno andati in fumo: "Basti pensare a tutte le misure che i ristoranti hanno dovuto adottare tra Plexiglas, igienizzanti, riduzione dei tavoli e quindi di clientela, registrazione e tracciamento delle persone. Tutte misure inutili dopo l'ennesima chiusura". Gestire un impianto sportivo ad oggi è veramente dura: "La cosa che preoccupa più che non si capisce come uscirne fuori. Non abbiamo armi a disposizione. Da marzo a oggi i costi sono soltanto aumentati. Penso alle ripetute sanificazioni del centro sportivo, a tutte le misure che abbiamo dovuto seguire per rispettare i protocolli. Abbiamo investito dei soldi e poi ci hanno fatto chiudere di nuovo. Se continua così la vedo molto dura anche perchè da parte delle istituzioni stiamo riscontrando poco supporto e anzi alla fine ci rimettono sempre le società più piccole". 

DPCM e futuro Le realtà del nostro territorio chiedono di essere considerate ed è per questo che pochi giorni fa il Certosa ha organizzato una manifestazione: "Abbiamo pensato a questa protesta insieme al responsabile della scuola calcio del Ponte di Nona, Roberto Imbimbo, per far sentire la nostra voce. Purtroppo noi siamo una goccia in mezzo al mare, a quanto pare lo sport non è considerato un'attività importante nel nostro Paese quando invece, a mio modo di vedere, è fondamentale per i giovani". Non solo, ci sono anche parecchie perplessità sul modo di comunicare da parte delle istituzioni, non sempre chiaro: "Neanche loro sanno quello di cui parlano nei DPCM altrimenti non si spiega - afferma amareggiato Russo - Buttano lì delle frasi a interpretazione che ognuno capisce a modo suo. Non so se queste persone hanno mai fatto calcio o se conoscono il sistema calcistico altrimenti userebbero un altro linguaggio. Serve più chiarezza". Adesso è il momento di fare i conti con le perdite: "Noi mensilmente abbiamo uscite per migliaia di euro e non riusciamo a coprire tutte le spese. Fino allo scorso anno potevamo contare sulla scuola calcio, adesso i genitori giustamente sono più restii. E' davvero dura, perchè ogni mese ci rimettiamo dei soldi, ma continueremo comunque a pagare tutti nella speranza di superare  presto questo momento".

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