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L'intervista

Ostiense, De Luca: "Momento drammatico, situazione paradossale"

L’analisi del presidente della Polisportiva: "Ritorno in campo il 24 novembre? Nonostante io sia un inguaribile ottimista, inizio a credere che quel giorno non si riaprirà nulla"

06 Novembre 2020

Ostiense, De Luca: "Momento drammatico, situazione paradossale"

Il presidente Massimo De Luca

“Una situazione drammatica, complicatissima sotto tutti i punti di vista ma che allo stesso tempo appare piuttosto paradossale” esordisce con queste parole Massimo De Luca, presidente dell’Ostiense Calcio, che poi spiega: “Non mi stupirei se da qui a breve qualche società, tra cui la nostra, si trovasse ad un punto di non ritorno vedendosi costretta a chiudere bottega; non ci sono introiti ma dobbiamo continuare a far fronte a tutte le spese del caso, e di aiuti ancora non ne abbiamo visti. Proseguono i pagamenti delle concessioni alla regione e delle utenze, per esempio. Anche se il centro è chiuso forfettariamente arrivano bollette che in qualche modo vanno sostenute. Nel frattempo però gli introiti provenienti, per dirne una, dall’affitto dei campi, si sono logicamente bloccati. Si sta entrando in un circolo vizioso che non credo porterà a qualcosa di buono, per usare un eufemismo. Abbiamo superato le difficoltà della scorsa stagione ma adesso la situazione è tornata a pesare e pesa in maniera determinante. Bisogna riflettere se continuare ad investire in un settore come questo”. Non usa mezzi termini il presidente, neanche quando si analizzano quelle che sono le criticità del momento: “A parlare sono i numeri. Scuola e sport non sono un problema, i casi nelle aule sono ridotti, i casi legati direttamente al nostro centro sportivo, come a tanti altri, praticamente non esistono. Abbiamo avuto qualche ragazzo in isolamento fiduciario, ma in ogni caso il calcio non è stato un fattore determinante. Perché si punta il dito verso lo sport? Semplice, bisogna trovare un capro espiatorio, e così facendo non si analizzano quelli che sono veramente i problemi di questo complicato momento storico, sociale e sanitario. Sui mezzi pubblici si verificano assembramenti perpetui, ma nessuno muove un dito, così come nei centri commerciali. Bisognerebbe trovare le misure opportune e queste misure le devono prendere gli organi proposti che sono in grado di poter decidere”. Il numero 1 dell’Ostiense Calcio è poi passato a parlare della situazione specifica del proprio club: “Purtroppo si iniziano a registrare le prime rinunce in particolar modo per quanto riguarda i ragazzi più grandi con mogli, figli ed un lavoro. Secondo il mio personale parere poter svolgere allenamenti di questo genere è comunque qualcosa rispetto al niente di prima, bisogna però capire quanto i ragazzi, soprattutto i più piccoli, riusciranno a resistere. Come detto alcuni giocatori della prima squadra si sono fatti da parte per il timore di compromettere famiglia e lavoro. Sentiamo la necessità di avere come società e come cittadini delle decisioni giuste e soprattutto chiare, perché di chiarezza in questi ultimi tempi ce n’è stata davvero poca, basti pensare al caos generatosi dopo l’ultimo DPCM che ha portato ad un chiarimento, un chiarimento del chiarimento, poi ha parlato il Ministro dello Sport Spadafora, poi il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Sibilia, e non si capiva cosa dovessimo fare. Una situazione assurda, imbarazzante e paradossale”. Al momento la data di rientro è il 24 novembre, ma ci sono forti dubbi che sia davvero quella la giornata in cui si potrà tornare in campo: “Nonostante io sia un inguaribile ottimista, inizio a credere che quel giorno non si riaprirà nulla, anzi a breve arriveranno nuove comunicazioni in cui si chiuderà totalmente. Purtroppo sono stati commessi grandi errori nei mesi precedenti in cui non si è fatto nulla per prevenire la seconda ondata. Se si continua così, ovvero non individuando il problema ma colpendo a campione un settore piuttosto che un altro penso che a breve la situazione generale del nostro paese possa compromettersi ulteriormente”. 

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