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Rieti, caos scuola calcio: lo Sporting contesta

Il comunicato del presidente Pengili: "Una persona, qualificatasi come Capo del Gabinetto della Questura di Rieti, dopo aver eluso i controlli anti covid, ha fotografato i nostri bambini violandone la privacy. Alcuni di loro turbati dalle volanti davanti al centro sportivo hanno saltato gli allenamenti autorizzati dal dpcm"

13 Novembre 2020

Rieti, caos scuola calcio: lo Sporting contesta

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Sporting Rieti che, attraverso le parle del proprio presidente Irfan Pengili, da la sua versione dei fatti che si sarebbero verificati mercoledì 11 novembre presso il campo sportivo Vecchiarelli, sede della sua società. Di seguito il testo integrale del comunicato.


"Le leggi sono ad interpretazione personale?


A.S.D. Sporting Rieti comunica attraverso il suo presidente quanto segue.

Vorrei portare a conoscenza di tutti, non solo dei  miei iscritti, un fatto increscioso accaduto presso la struttura sportiva da me gestita.Mi preme però fare una doverosa premessa, cioè che io e tutto il mio staff portiamo un  profondo rispetto alle Istituzioni tutte ed ai loro rappresentanti.

Ciò premesso, descrivo quanto accaduto  mercoledì 11 novembre, presso il campo sportivo Vecchiarelli (sede della nostra società) alla presenza di bambini, genitori e passanti. Alle 17,30 circa, è arrivata una volante della Polizia con due agenti, che ringrazio per il rispetto dimostrato. Si sono infatti sottoposti alle procedure anti covid all'ingresso ed hanno esposto educatamente il motivo del loro intervento, cioè di aver ricevuto una segnalazione di assembramento nella nostra struttura. Alla domanda dei nostri collaboratori se loro constatavano realmente un assembramento hanno risposto: "sinceramente no". Dopo qualche minuto è sopraggiunto un signore con la propria auto, con a bordo una signora che dopo poco è scesa per fotografare la struttura. Il signore invece, ha insistito per entrare. I dirigenti del punto accoglienza gli hanno detto che non poteva entrare e comunque non prima di farsi rilevare la temperatura, aver igienizzato le mani e compilato l'autocertificazione. Il signore, non curante di quanto gli veniva ripetuto, eludendo i controlli imposti dal protocollo è entrato con prepotenza nella nostra struttura ed ha fotografato con il proprio cellulare i bambini in campo. Tempestivamente avvertito mi sono precipitato all'ingresso dove il suddetto signore, dicendomi di essere il capo del Gabinetto della Questura di Rieti (ma si presentava in  borghese) e puntandomi il dito contro, mi ha detto: "c'è gente che muore in ospedale e tu tieni aperto, te l'ho già detto due settimane fa"!

Educatamente gli ho risposto che secondo il Dpcm possiamo restare aperti, che oltre al decreto le comunicazioni a svolgere le attività sono pervenute dal Comune e dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio che autorizzano in conformità dello stesso Dpcm, che abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza e assicurato il distanziamento come poteva vedere dai bambini in campo, all'aria aperta. L'ho pregato di attenersi alle norme, di non fotografare e di abbassare i toni della conversazione, in presenza di bambini. Visto il protrarsi della discussione, ormai accesa, (durata all'incirca un'ora), sono intervenuti i genitori (alcuni dei quali colleghi di forze dell'ordine), invitando il signore a desistere e facendo notare che tutto è in regola. Gli ho fatto presente che non solo stava violando la privacy dei bambini ma anche che li stava turbando. Infatti, alcuni bambini impauriti anche alle vista dei poliziotti sono rimasti nelle loro macchine, altri hanno preferito andar via e saltare l'allenamento. Nel frattempo l'auto del signore e le 2 volanti (nel frattempo ne è giunta un'altra) avevano bloccato l'accesso al campo causando assembramento, una lunga file sulla strada e impedendo ai genitori di sostare per lasciare i figli.

Personalmente e come società abbiamo molto a cuore il benessere dei ragazzi e la tranquillità delle loro famiglie, quindi non tollero e non posso permettere certe mancanze di rispetto nei miei e nei loro confronti. Lavoro non solo a livello tecnico ma anche educativo e comunicativo. Nel giro di 2 settimane  le persone hanno visto per due volte la polizia davanti alla struttura, ne consegue un danno d'immagine e quindi anche un danno economico.In conclusione, non è ammissibile avere incursioni in modalità e forma come accaduto alla presenza di bambini e genitori violando le norme. Sono aperto a tutti coloro che vogliono farmi critiche costruttive ma invito sempre alla calma e all'educazione. La nostra società continuerà a svolgere le attività sportive nel rispetto del Dpcm, con la speranza che anche chi è autorizzato a verificare il nostro operato si comporti nello stesso modo.


Prof. Irfan Pengili Presidente Sporting Rieti".

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