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l'intervista

Futbol, Armeni: "Sport da disciplinare, non da chiudere"

Il direttore sportivo del club romano analizza la prima parte di stagione, concentrandosi anche sull’attualità

19 Novembre 2020

Futbol, Armeni: "Sport da disciplinare, non da chiudere"

Armeni e la dirigenza del Futbolcub

"Bisogna andare avanti". Si esprimeva in questi termini circa un mese fa Paolo Armeni, riguardo l’avvio di stagione e l’ipotesi di stop alle attività. Eventualità che si è poi concretizzata, con il direttore sportivo del Futbolclub che adesso analizza così la prima porzione di stagione del club romano: "Tutto era iniziato con i giusti presupposti. Dal 1 settembre, ovvero l’inizio della preparazione, fino al via dei campionati Regionali tutte le squadre del settore agonistico avevano lavorato benissimo, sia in allenamento che nelle amichevoli - esordisce - Sembrava che tutto potesse procedere per il meglio, mi ero anche sbilanciato nel dire che le nostre giovanili potevano disputare campionati di medio alta classifica, c'erano segnali positivi che lasciavano presagire ad un ottimo anno - spiega, aggiungendo - Poi c’è stata la sosta forzata, che ha un po’ scombussolato i piani non solo della mia società, ma immagino di tutto il movimento. Avevamo cercato di far divertire subito i ragazzi, ma devo dire che fermarsi subito, avendo giocato una sola gara di campionato dopo tante settimane di preparazione, lascia l’amaro in bocca. Così per i ragazzi è dura". Il dirigente passa poi a commentare l’attuale situazione del panorama dilettantistico: "In questo momento cerchiamo come tutti i club di andare avanti nonostante le restrizioni, vogliamo motivare i ragazzi nel non perdere l’amore per questo sport, perché il rischio è quello. Già abbiamo perso diversi giovani, speriamo che non se ne impigriscano altri - continua il ds - Riguardo gli ultimi decreti, non sono certo un esperto, ma personalmente dico che il calcio andava disciplinato e non fermato. Abbiamo registrato pochi casi e sono convinto che il calcio era l’ultimo dei settori portatori di contagio. La lente va puntata su altri, come le scuole o i mezzi di trasporto pubblici da riorganizzare: lo sport all’aria aperta andava solo regolamentato, come era stato già fatto con il protocollo, tanto che i club hanno fatto sforzi enormi per adeguarsi - chiude Armeni - Solo che quando non si conosce la strada da prendere, è facile per le Autorità chiudere tutto: mi auguro che queste decisioni non portino danni ai giovani, perché le società sportive già sono state danneggiate parecchio. Se lo Stato non dà certezze, sarà problematico continuare. Sono dispiaciuto perché capisco le difficoltà, ma resto ottimista”.

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