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l'intervista

Di Curzio: "Sistema lasciato zoppo, è dura..."

Il presidente dell'Atletico 2000 e imprenditore sportivo: "Nel nostro mondo la passione è talmente forte che non credo possa essere mai fermata però per qualcuno potrebbe non bastare"

20 Novembre 2020

Di Curzio: "Sistema lasciato zoppo, è dura..."

Alessio Di Curzio, presidente dell'Atletico2000 ©GazReg

Presidente dell'Atletico 2000 ma anche Testaccio 68, Paddle, Lega Calcio a 8... Quella di Alessio Di Curzio, poco ma sicuro, è una vita vissuta in nome dello sport. A lui che è completamente immerso tra gestione e organizzazione di centri e attività sportive abbiamo chiesto una panoramica del momento cercando di capire quale sia la situazione attuale ma anche criticità e soprattutto futuro di un movimento mai come ora messo in ginocchio.


Allora presidente Di Curzio, com'è la situazione?

“Direi che ci troviamo in un momento critico, dove si è creato un meccanismo per cui il movimento è stato lasciato zoppo”


Perché?

“Perché da una parte ci sono le spese, che continuano a correre, e dall'altra tutto ciò che servirebbe a compensarle che però è totalmente fermo”


Allo stato attuale delle cose, quale è secondo lei l'aspetto più critico da dover gestire?

“Sicuramente quello relativo ai collaboratori. Noi abbiamo dovuto rivedere accordi economici e rimborsi stabiliti magari ad inizio stagione perchè al momento sono insostenibili per la società. Considera che abbiamo anche spostato le rate della scuola calcio perchè, in un momento di tale incertezza, non ce la siamo sentita di chiedere soldi alle famiglie. Vien da sé che sostenere i rimborsi come se fossimo in piena attività è impossibile”


E i suoi collaboratori come l'hanno presa?

“Quando fidelizzi nel tempo lo staff e crei un rapporto di fiducia, bene o male riesci a trovare un equilibrio e ad andare avanti. Chi non l'ha fatto credo che difficilmente riuscirà a portare a termine la stagione”


A tal proposito, qualcuno rischia di chiudere?

“Sicuramente tante società non se la passano bene. Ascoltando alcune società che magari affittavano il campo da noi ho avuto modo di capire che più di qualcuno non continuerà, neanche una volta che ci sarà la ripresa dei campionati”


Alla luce di questo ragionamento, secondo lei, fermare i campionati è stata davvero la scelta giusta?

“Ci ho ragionato molto, credo che sia stata una scelta dettata soprattutto dalla difficoltà che l'Asl ha incontrato nel tracciamento dei contagi in uno sport di squadra come il calcio dove, di fronte ad un positivo, devi fermare anche tutto il gruppo squadra. Io faccio l'esempio di quanto accaduto qui all'Atletico 2000. Abbiamo avuto 6 positività e l'Asl ha messo in quarantena circa 200 ragazzi che poi fortunatamente non hanno evidenziato alcun contagio”


Numeri complicati da gestire se moltiplicati per tutte le realtà calcistiche non solo del Lazio ma anche d'Italia

“Credo che uno sport da contatto come il calcio sia stato fermato più per i protocolli che per il reale rischio di contagio che, come mostrato anche da una vostra recente inchiesta, è basso. Fermare un ragazzo positivo voleva dire fermare anche 25-30 compagni di squadra o magari anche 40 o 50 se parliamo di scuola calcio. Ecco perchè credo che quella fatta sia stata una scelta volta a riprendere in mano la situazione del tracciamento, altrimenti non mi spiego il motivo di una simile decisione quando anche dai dati del ministero della sanità emerge che campi, centri sportivi o palestre sono luoghi tra i più sicuri in cui svolgere attività fisica”.


Guardandosi intorno, cosa vede all'orizzonte?

“Se parliamo di calcio io spero che si possa riprendere i campionati tra febbraio e marzo. Sono d'accordo con quanto proposto dal comitato del Veneto, ovvero riprendere solo con un girone d'andata a febbraio-marzo appunto, quindi terminare i campionati e poi fare le fasi finali se ce ne fosse tempo. Per quanto riguarda la situazione nel movimento in generale, a mio parere vedo molta poca conoscenza dei meccanismi del mondo sportivo con misure adottate insufficienti o che comunque hanno portato ad uno spreco di soldi”


Si spieghi meglio

“Ovviamente ha fatto piacere ricevere i 600 euro prima e gli 800 ora ma il problema è che sono stati dati a tutti anche a chi, come per esempio i tirocinanti che si stanno laureando, gode di rimborsi spese inferiori. Sono contento per loro ma se rapporto quanto accaduto con i numeri di tutta Italia mi rendo conto che sono tanti i soldi gettati dalla finestra e che invece potevano essere usati in maniera più proficua per il movimento. In un momento dove i fondi vanno gestiti con oculatezza forse c'era da fare una valutazione diversa”.


Allo stato attuale delle cose, con tante società che faticano a trovare le risorse per andare avanti, crede che il movimento di settore giovanile e dilettanti possa implodere?

“Che imploda completamente direi di no. La passione che c'è nel nostro ambiente è talmente forte che non credo possa essere fermata e perciò credo che ci porterà a superare anche un momento difficile come questo. Certo, a qualcuno sacrifici e passione non basteranno per sopravvivere, inutile nasconderlo, ma parlare di implosione del movimento mi sembra eccessivo, penso più ad un ridimensionamento importante”.


Uno degli scogli più duri da superare per la società è stato vedersi praticamente azzerare le entrate nelle voci affitto campi e bar. Voi come avete affrontato la questione?

“Dipende sempre dalla politica che si decide di adottare. Io dico che la manutenzione non puoi trascurarla per troppo tempo altrimenti poi ne paghi le conseguenze con spese ancora maggiori di quelle che pensi di aver risparmiato. Certo, è chiaro, così facendo le spese continuano a correre così come quelle del bar, che abbiamo deciso di tenere aperto per continuare a garantire il servizio ai nostri iscritti anche se ora come ora i guadagni non coprono più i costi. Ripeto, bisogna trovare un equilibrio anche magari con una rotazione della cassa integrazione con i dipendenti ma l'attività va tutelata ad ogni costo”.


Nella strada che ci ha portato allo stop, le polemiche non sono mancate, una su tutte è stata quella di fermare Regionali e Provinciali facendo giocare l'Elite. Lei nel suo centro, a pochi metri di distanza, aveva ragazzi di tutte le categorie.

“Quella è stata una delle settimane più brutte. Mi vergognavo a spiegare perchè su un campo c'erano ragazzi che potevano fare la partita e, nel campo accanto, altri della stessa età che non potevano. Non trovavo una giustificazione valida, unica cosa che ho potuto dire è stata che c'era un dpcm da rispettare. Ora il provvedimento è stato adeguato a tutte le categorie, lo trovo più giusto, che almeno nello sport le regole siano uguali per tutti”.


Crede che sia stato fatto tutto il possibile per aiutare le società sportive?

“Per quanto riguarda le società di settore giovanile speravo in qualcosa di più. Abbiamo avuto uno sconto di 2 euro su ogni tesseramento, peccato però che ce lo siamo mangiato con gli interessi già alla prima amichevole perchè da quest'anno era obbligatoria la presenza di un arbitro, Considerando che ogni squadra ne ha fatte almeno 3 o 4, si capisce immediatamente come i costi non si siano abbassati ma addirittura alzati. Considerando che veniamo da una stagione in cui ci sono stati 4 mesi di inattività, ci saremmo tutti aspettati dei rimborsi o, quantomeno, degli sconti più consistenti”.


Calcio, paddle, calcio a 8, lei è un vero e proprio imprenditore sportivo. Che consigli ti senti di dare a tutti quelli che si sentono sopraffatti dal momento?

“Ora come ora c'è da ridurre al minimo le spese senza però tralasciare i servizi, senza trascurare quel rapporto umano che ti lega da anni ai tuoi iscritti e che incarna lo spirito della tua società. Utilizziamo questo tempo per pianificare, programmare e progettare tutte quelle cose che, presi dalla frenesia della quotidianità che normalmente avremmo vissuto nel corso della stagione, abbiamo trascurato. La passione c'è ed è forte in tutti noi, speriamo che anche dalla federazione ci arrivino gli aiuti giusti, basterebbe anche che venga riconosciuto un semplice rimborso per tutto quello che abbiamo pagato e di cui non abbiamo goduto lo scorso anno e di cui non potremo godere in questa stagione”.

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