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l'intervista

Atletico 2000, capitan D'Andrea "Il mister ci sta aiutando molto"

Il centrocampista biancorosso cerca di coinvolgere e di mantenere alto l'umore del gruppo in questo particolare periodo

02 Dicembre 2020

Gabriele D'Andrea

D'Andrea in azione con la maglia dell'Atletico 2000 (Foto ©De Cesaris)

Lo stop ha riguardato praticamente tutti, ma non allo stesso modo. Tra le categorie giovanili il rischio abbandono non è equamente distribuito fra le diverse fasce d’età; i ragazzi di diciassette, diciotto e diciannove anni rientrano nella fascia più esposta alla possibilità di rinunciare prematuramente al calcio giocato. Ne abbiamo parlato direttamente con loro, rappresentati dalla figura del capitano, per cercare di carpire emozioni e pensieri sulla situazione attuale. Gabriele D’Andrea, centrocampista classe 2003, indossa la fascia per l'Atletico 2000 e, nonostante la giovane età sente la responsabilità del suo incarico e analizza con lucidità il presente. "È una situazione difficile che ci ha colto di sprovvista. Fortunatamente ci stiamo allenando e, anche se in forma individuale, le due ore che svolgiamo rappresentano uno sfogo importantissimo". Il compito di Gabriele è quello di spronare i suoi compagni e, supportando l’allenatore, far sì che non cali l’attenzione e soprattutto la voglia di allenarsi nel modo giusto. "Devo coinvolgere la squadra il più possibile, quotidianamente. Il mister ci aiuta molto in questo e noi, dal nostro punto di vista, dobbiamo mantenere alta la concentrazione allenandoci senza pensare che non ci sarà la gara nel fine settimana, bensì credendo che torneremo presto a giocare". La squadra che rappresenta, ci dice, è un gruppo giovane in cui nessuno, nonostante le numerose rinunce che si sono susseguite in questi mesi, ha scelto la via dell’abbandono. "No, fortunatamente nessuna ha mai avuto l’idea di rinunciare al calcio. Forse perché siamo una squadra giovane al primo anno di juniores, vogliamo farci vedere e lo sport è l’unica attività che ci è rimasta nella situazione attuale. Gli allenamenti sono fondamentali per scaricare lo stress che accumuliamo a casa e con le lezioni online”. E tra gli effetti quasi esclusivamente negativi dovuti al coronavirus, ne spunta uno positivo: "Lo stop ha formato un altro gruppo rispetto al ritiro di una sola settimana; ora ci sentiamo tantissimo su Whatsapp e credo che la squadra si sia unita molto più di prima". Il suo Atletico 2000, ci racconta, è una squadra con molte ambizioni che, come gli altri, sta cercando di sfruttare questo periodo di allenamenti individuali non soltanto per scaricare lo stress, ma per migliorare dal punto di vista atletico e incrementare concetti tattici. "Senza partitella e contatto è dura perché sono le cose più allenanti. Ci è voluto del tempo, ma ci siamo adattati molto bene ai nuovi allenamenti; le nuove esercitazioni sono stimolanti e stiamo continuando a spingere dal punto di vista fisico". La stagione 2020/21 non era iniziata nel migliore dei modi con quattro punti conquistati nelle prime tre giornate (una vittoria, una sconfitta e un pareggio). E gli obiettivi, se e quando si riprenderà a giocare, non cambieranno affatto: "Nella stagione precedente con l’U17 stavamo andando molto bene e, se non ci fosse stato lo stop, avremmo giocato le finali. Quest’anno con il nuovo mister Gentile ci troviamo alla grande e seppure l’obiettivo primario sia la salvezza, non nascondiamo che il nostro sogno resta quello di arrivare a disputare i play-off”. E se la speranza di vedere i ragazzi è viva in ognuno di noi, figuriamoci nella loro mente: "Spero e credo che presto torneremo tutti a giocare"

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