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L'intervista

Cantalice, Dionisi: "Centro sportivo chiuso? Vi spiego..."

Il direttore generale del club reatino parla riguardo la decisione di sospendere gli allenamenti

02 Dicembre 2020

Cantalice, Dionisi: "Centro sportivo chiuso? Vi spiego..."

Il Cantalice ha preso posizione, decidendo di interrompere gli allenamenti della scuola calcio, del settore giovanile e anche della prima squadra. Una scelta senza alcun dubbio dolorosa, dettata dalle circostanze in cui viviamo attualmente. Il direttore generale Eusebio Dionisi, ha spiegato le ragioni che hanno portato il club ad adottare questa forte contromisura: “Abbiamo chiuso il centro sportivo, non stiamo facendo nessuna attività al fine di tutelare il più possibile i nostri ragazzi e le famiglie. Per quelli che sono i nostri ideali di calcio non avrebbe alcun senso mandarli in campo per fare finti allenamenti, oltretutto senza la possibilità di utilizzare gli spogliatoi che, a maggior ragione con l’arrivo dell’inverno, sarebbe diventato un problema da non sottovalutare. Ovviamente non vediamo l'ora che tutto torni alla normalità, o perlomeno speriamo di avere delle certezze in vista del prossimo futuro. Ad oggi non ce ne sono, aspettiamo le date sicure per poi riprogrammare il tutto nella maniera giusta”. Il dg della società reatina si è poi concentrato sulla problematica, forse sottovalutata, relativa al rischio abbandono: “Dopo il lockdown di marzo ho notato un cambiamento incredibile nei ragazzi, in particolar modo per quanto concerne l’attenzione. Mesi e mesi senza praticare sport e senza frequentare la scuola gli ha procurato un notevole calo nella concentrazione. Al di là di questo, cosa ancora peggiore è il rischio di far perdere la voglia dello sport ai ragazzi, un elemento a dir poco fondamentale per la vita di ogni essere umano. E non è finita qua, perché oltre alle evidenti ripercussioni fisiche, rischiamo anche ripercussioni sul piano sociale. Non bisogna dimenticare che il calcio, ed in generale lo sport, è confronto, inclusione e racchiude tanti altri fattori che influenzano l’esistenza. A noi ovviamente dispiace di aver interrotto le attività, ma far allenare ragazzi di 15 anni senza un minimo di contatto, senza una partitella finale di sfogo, non ha senso. Stazioni ed esercizi individuali si possono proporre ai bambini della scuola calcio che comunque si divertono, non con gli adolescenti. In più, oltre le modalità delle sedute ridotte all’osso, si allenerebbero senza sapere se e quando tornano in campo. A mio avviso sarebbe stato meglio chiudere tutto, così non è stato, allora il Cantalice ha intrapreso la propria strada. Sono preoccupato per l’Under 19, è una fascia d’età sensibile in cui la voglia di giocare iniziare di per sé a calare; se consideriamo lo stop della scorsa stagione e quello attuale, il risultato non può che essere catastrofico”. Eusebio Dionisi ha concluso ipotizzando delle soluzioni per portare a termine i campionati: “Covid permettendo, credo sia giusto tornare in campo. Giocare solo il girone d’andata avrebbe pochissimo senso, anche perché sarebbe complicato regolare il discorso delle retrocessioni. Quel che si potrebbe fare è allungare le tempistiche dei campionati prorogando il tesseramento oltre il 30 giugno. Chiudo facendo un grandissimo ringraziamento a tutti i tecnici e gli istruttori che nonostante il centro chiuso non si sono mai fermati fornendo un supporto continuo ai ragazzi. C’è un confronto costante tra tutte le figure che compongono lo staff al fine di restare sul pezzo e non far mollare i tesserati. Mi auguro davvero si possa tornare in campo al più presto ed in generale a vivere in piena tranquillità la nostra quotidianità. Una quotidianità che, purtroppo o per fortuna, vede il pallone come un elemento fondamentale, almeno per chi come me non può fare a meno del calcio".

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