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L'intervista

Cassino, Vitagliano: "Investito in un altro impianto. E poi..."

Il direttore sportivo dei biancoblù fa il punto della situazione dell'emergenza Covid

03 Dicembre 2020

Alessandro Vitagliano

Il direttore sportivo del Cassino Alessandro Vitagliano

La situazione a Cassino è davvero molto delicata. I dirigenti biancoblù ci stanno mettendo grande impegno tuttavia l'emergenza Covid sta lasciando strascichi importanti, specialmente per quanto riguarda il settore giovanile. I problemi sono molteplici e per certi versi molto diversi dalle realtà romane: "Al campo ormai vengono il 25% dei ragazzi - conferma Alessandro Vitagliano, ds del club - Purtroppo noi abbiamo diverse difficoltà legate alla nostra posizione geografica. I ragazzi che arrivano dalla Campania, regione che dista pochissimi km da noi, non possono venire al campo a causa del lockdown. Stessa situazione per tutti quei giocatori che da lontano non si fidano a raggiungere il centro sportivo per la mancanza di docce. In questo momento preferiscono non rischiare di prendersi la febbre e li capisco, ma noi siamo in una situazione pericolosa. Come ho detto, la maggior parte dei ragazzi non viene ad allenarsi". Ora si procede con gli allenamenti individuali: "Noi ci siamo fermati 20 giorni per capire innanzitutto la situazione riguardo ai dilettanti che è stata piuttosto confusionaria. In quel lasso di tempo abbiamo studiato un piano individuale da proporre ai giocatori e ora lo stiamo mettendo in atto. Contagi? Ci sono stati, ma sono sempre arrivati dall'esterno". Era evitabile tutto questo? "Forse sì - conferma il direttore del Cassino - Poi attenzione: è giusto secondo il mio giudizio interrompere le partite e i campionati, ma quanto meno gli allenamenti normali si potevano lasciare. Noi qui applichiamo tutti i protocolli per cui si poteva continuare con le sedute". 

Uscite Le società a settembre hanno investito non poco e anche il Cassino è una di queste: "Noi per non mantenere troppi ragazzi sullo stesso campo a settembre abbiamo deciso di prendere in gestione un altro impianto per un anno - racconta Alessandro Vitagliano - Ci sono state spese per rimettere in sesto l'impianto e dopo nemmeno due mesi questa nuova chiusura vanifica tutto. Parliamo di spese importanti per una società come la nostra. Si poteva sicuramente gestire in maniera differente la situazione, proprio per il bene dei club".

Futuro E' il momento di capire cosa succederà da qui in avanti: "Seppur senza partite, sono d'accordissimo sul discorso degli allenamenti individuali. Il calcio è un'altra cosa, questo va detto, ma mai come in questo momento è importante tenere i ragazzi al centro sportivo in modo da toglierli davanti al pc o alla Playstation. L'attività fisica è fondamentale per i giovani. Ripartenza? Non so cosa succederà ma spero vivamente che la Federazione tenga conto del pensiero dei club". Si potrebbe pensare dunque di proporre una sorta di referendum così come fatto con la Serie D: "Ho sentito in queste settimane diverse soluzione - continua Vitagliano - Come quella di iniziare i campionati a Febbraio e disputare soltanto un girone oppure di prolungare la stagione fino a luglio. Secondo me sono tutte soluzioni valide, l'importante però è che le società possano esprimere la loro opinione. Si deve decidere a maggioranza, come è giusto che sia". La domanda è: con o senza vaccino? "Questo è difficile dirlo, preferisco non dare la mia personale opinione, ci sono persone più competenti che ci diranno quando e come ripartire". Insomma, in casa Cassino si cerca di capire come procedere ma Alessandro Vitagliano ha le idee molto chiare su come gestire il lavoro al campo sportivo. Nella speranza, ovviamente, di far tornare i ragazzi il prima possibile sul campo.

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