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l'intervista

Grauso: "Campionati ok a febbraio. Famiglie e atleti siano responsabili"

In esclusiva l'intervista integrale dello psicologo dello sport, nonché membro della Commissione medico-scientifica della Lega di Serie B e del Coordinamento sanitario della LND: "Le manifestazioni di scuola calcio? Saranno il prossimo step"
 

22 Dicembre 2020

Grauso

Lo psicologo dello sport prof. Aldo Grauso (Foto ©LND)

La palla passa ai ragazzi, in tutti i sensi. Fisicamente, con il primo passo verso il ritorno alla normalità sportiva che avverrà il 15 gennaio, ma soprattutto mentalmente, perché dalla loro presa di responsabilità dipenderà tantissimo. Aldo Grauso, psicologo dello sport e membro sia della Commissione medico-scientifica della Lega di Serie B che del Coordinamento sanitario della LND, racconta passo passo il dettagliato lavoro e l’andamento del processo decisionale del Comitato tecnico-scientifico e del Ministero dello Sport, avendolo vissuto dall’interno poiché parte integrante della Commissione scientifica che s’interfaccia con le Autorità sanitarie e sportive.

Ritorno in campo Si parte subito con la conferma più attesa, riguardo allenamenti collettivi e campionati: “Il mio doppio incarico mi ha permesso di relazionarmi con il Cts e la Commissione medica federale. È doveroso ricordare le intuizione dei presidenti Balata e Sibilia che per la prima volta hanno introdotto la mia figura professionale all’interno delle due Commissioni, mettendo quindi sullo stesso livello la parte fisica e quella psicologica. Ho quindi l’opportunità di rappresentare in entrambe il mondo sportivo, del calcio in particolare, per quanto riguarda la gestione delle pandemia - esordisce - Il lavoro che si è fatto per far attivare lo sport di contatto dal 15 gennaio è stato molto preciso e ben accettato dal Ministro dello Sport Spadafora e, se tutto dovesse andare secondo quello che speriamo tutti, ovvero che le Festività Natalizie portino un forte senso di responsabilità, soprattutto negli adolescenti che saranno poi i principali fruitori di questo protocollo rivolto al dilettantismo giovanile, allora dal mese di febbraio potrebbero ripartire anche i campionati agonistici del settore giovanile scolastico”. A seguire un’importante anticipazione da parte del Prof. Grauso: “L’unica parte mancante al momento sono le manifestazioni dell’attività di base, la quale sarà la prossima ad essere interessata da quest’apertura. Al momento è ancora vigente il Dpcm del 24 ottobre e successivo del 3 novembre che ha fermato ASD e SSD per lo sport di contatto, mantenendo però la possibilità di svolgere attività in forma individuale: di questo va dato atto al SGS della FIGC guidato dal presidente Vito Tisci, tramite una metodologia che dà possibilità ai ragazzi di allenarsi ad una distanza di 6 metri. So che questa è stata una decisione che ha colpito molte società, ma sempre meglio restare aperti ed avere lo sport che prosegue, seppur con delle restrizioni”. Ulteriori informazioni arrivano anche sulla tanto attesa riformulazione del protocollo anti Covid: “Attualmente ipotizzo che a stretto giro ci sia la volontà di produrre un nuovo protocollo inerente all’intero settore dilettantistico, non solo quindi per la Serie D che lo ha già in essere dal 30 novembre per opera del Professor Carlo Tranquilli e accettato dalla Commissione medica federale il 2 dicembre. Alla base deve esserci la consapevolezza che, se per il Professionismo c’è la possibilità di usufruire anche dei tamponi antigienici che hanno un’attendibilità del 70%, per i Dilettanti si sta andando verso un’attività di screening vera e propria”.

Presa di coscienza Il monito dello psicologo dello sport è chiaro: “Mi auguro che ora ci siano tutti gli elementi per far sì che, subito dopo febbraio in cui ripartiranno le varie categorie giovanili, possano poi ricominciare l’attività normalmente anche le scuole calcio con tornei e manifestazioni varie. Come membro di queste due Commissioni, non faccio altro che chiedere alle famiglie ed ai giovani atleti di essere responsabili: non è un caso che il comunicato del CR Lazio che informava sulla riapertura degli allenamenti collettivi dal 15 gennaio, quindi includendo partitelle e altro, facesse anche un riferimento ad eventuali misure limitative da applicare nuovamente in caso di nuovi aumenti dei contagi nel periodo Natalizio - spiega Grauso - Se si rimane sempre sotto all’1 in riferimento al tasso Rt nazionale, allora si può prendere in considerazione di chiedere al Cts di ampliare l’offerta di gioco per le nostre società. Tuttavia, adesso, quello che ci aspettiamo è che ogni ragazzo sappia che il suo comportamento potrà decretare un ritardo o anche una sospensione di questa apertura che dal 15 gennaio gli ridarà modo di giocare a pallone in modo completo”. Il motivo è semplice: “Abbiamo visto, nei confronti con il Cts, che la fascia d’età che ha sbilanciato molto, negativamente, il lavoro che si era fatto dopo la prima ondata di Covid è stata quella adolescenziale, che con i propri comportamenti irresponsabili ha permesso l’innalzamento dell’Rt - prosegue - Ora siamo sulla strada giusta finalmente, l’unico ostacolo è rappresentato da azioni sbagliate durante il Natale: mi espongo in prima persona nel dire che l’attività sportiva può ripartire per non fermarsi più, ma nei prossimi 15-20 giorni dovremo essere perfetti, soprattutto i ragazzi più giovani. Sappiano che ogni trasgressione li allontanerà di più dal pallone”.

La ratio Quali sono stati i ragionamenti dietro la recente decisione di riaprire? “Ci sono stati confronti continui su due livelli. Il primo è che il mondo dei Dilettanti, Serie D esclusa, non prevede l’utilizzo dei tamponi antigienici, ma dall’Eccellenza in giù come anche per il settore giovanile è previsto l’isolamento fiduciario qualora ci sia un elemento o più con il sospetto di contagio. Abbiamo visto come le società abbiano lavorato molto, sposando e rispettando a pieno il protocollo: il lavoro dei delegati Covid dei club ha permesso di isolare interi gruppi squadra provvedendo, in caso di positività, a far effettuare tamponi molecolari d’intesa con le ASL. Si sono prodigate anche ad uso interno con esami supplementari rispetto all’invio attraverso il servizio pubblico: c’è qualche club che addirittura ha messo in piedi in proprio un servizio di controllo tesserati tramite test pungidito sierologici rapidi - continua l’esperto - Abbiamo constatato come il numero dei contagi nelle società sportive, dall’inizio della pandemia ad oggi, sia stato veramente molto basso. Si è visto l’ottimo lavoro di controllo delle società sportive, tramite misurazione della temperatura e schedatura degli atleti nel centro sportivo. Il secondo livello, che mi riveste in prima persona, è quello di aver contribuito nell’informare gli Organi governativi che alla fine avevano l’onere della decisionalità circa la problematica riferita ai danni psico-fisici che i ragazzi potevano subire, come aumenti considerevoli di ritardi psico-motori o coordinativi, ansie e episodi depressivi. Sono contento che il Ministro Spadafora abbia ravvisato con largo anticipo come lo sport potesse essere una risoluzione a questo stato di frustrazione dei nostri giovani”.

Politica sportiva Con le elezioni in programma a stretto giro, non è da poco, infine, l’endosement di cui Aldo Grauso si rende protagonista nei confronti di Melchiorre Zarelli: “Penso che il CR Lazio abbia al suo interno la persona, il presidente Zarelli, che più si è dimostrata attenta, consapevole e disponibile nei confronti del suo movimento: ultimamente ha sbloccato dei fondi patrimonializzati dal Comitato stesso per andare incontro alle esigenze dei club ed in prima persona si è occupato molto dell’aspetto economico per sostenere il movimento laziale - rimarca lo psicologo dello sport - Per opera di continuità, credo sia realmente la figura che serve adesso a tutti noi: fa parte delle Istituzioni da sempre, quindi in un periodo di grande difficoltà conoscere meglio la macchina federale è un vantaggio. Se fossi presidente di un club di calcio non aspetterei un minuto per votare per lui”. Parole di appoggio anche per il presidente LND Cosimo Sibilia, candidato alla presidenza federale: “La sua candidatura alla FIGC mi ha fatto molto piacere, perché ha dimostrato con i fatti come la gestione del vincolo sportivo sia diventata per lui una battaglia personale, per salvaguardarlo. Una persona che si dimostra solida e ferrea la ritengo giusta per guidare la Federazione. Un altro merito di Sibilia, da quando si è insediato in Lega, è stato l’aumento del numero, da 3 a 5, delle rappresentative LND: una prova tangibile del suo sostegno al panorama giovanile”. In conclusione, una raccomandazione anche per Barbiero: “Voglio fare un plauso all’Avvocato Barbiero, coordinatore della LND, fautore della creazione del progetto ‘Giovani D Valore’ che ha come conseguenza l’aumento sempre maggiore, anno dopo anno, di giovani calciatori dilettanti che firmano con i professionisti. Qualora Sibilia passi in FIGC, lui è l’uomo con cui ricostruire il mondo dilettantistico”.

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