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L'intervista

Empire, Gabriele: "Un ringraziamento a tecnici e genitori"

La gratitudine del presidente capitolino : "Le famiglie e gli istruttori ci sono stati molto vicini"

31 Dicembre 2020

Daniele Gabriele

Daniele Gabriele

Una famiglia si aiuta sempre nei momenti di difficoltà e quella dell'Empire si è dimostrata tale in quest'anno davvero di difficile gestione. Il club biancoverde ha al suo attivo una sola gara giocata (quella dell'Under 19 C) ed ha visto i suoi ragazzi ai box forzatamente. Un club che è in continua espansione e che in estate si è affidata ad uno dei dirigenti sportivi più esperti nel mondo del settore giovanile, Roberto Ridolfi, per proseguire la sua crescita. L'Empire è una società in rampa di lancio, vero, ma la crisi dettata dalla pandemia ne ha messo in pericolo la solidità. Davvero difficile per una società piccola, seppur con un percorso in avanti ben consolidato, far fronte alle spese e ai mancati incassi, ma per fortuna con diversi sforzi e con l'appoggio di tutti, l'Empire è ancora pronto a lottare. Fondamentale è stato quindi il supporto da parte di ogni componente "Voglio approfittarne per ringraziare le famiglie e gli istruttori che hanno capito le nostre difficoltà - esordisce il presidente biancoverde Daniele Gabriele - perché ci sono stati vicini e ci hanno supportato comprendendo le nostre difficoltà. Sono stati i tecnici per primi a rinunciare a qualcosa pur di permettere alla società di andare avanti. Qualcosa che non è affatto scontato, perché di sacrifici e di rinunce ne hanno dovuti già fare in precedenza, accettarli adesso è sicuramente più complicato, ma hanno anteposto il loro personale al bene di tutti. Lo stesso vale per i genitori. Per i loro figli l'Empire rappresenta un'importante valvola di sfogo in questi giorni così complicati, che passano davanti alla tv o al computer. Hanno la possibilità di continuare a stare insieme agli altri e di confrontarsi, in un momento in cui si sta diventando sempre più individualisti e si vive con la testa un po' più bassa del normale. Questo secondo me è il pericolo principale che ci sta mostrando la pandemia: una società di persone che pensano solamente a loro stesse; i ragazzi ne risentiranno molto. Quello che cerchiamo di fare, augurandoci che il 2021 ci dia delle soluzioni diverse, è di allontanare questo rischio e permettere ai ragazzi di rimanere in contatto tra loro attraverso lo sport. Sport che è una parte determinante della vita pubblica, sia sul lato meramente fisico e mentale che su quello economico. Io penso che sia una delle più grandi industrie del paese e che abbia dato lustro all'Italia attraverso i suoi successi e che dunque sia nel nostro DNA. Negli anni quest'attività è stata tralasciata con situazioni che adesso sono sotto gli occhi di tutti. Se un club storico del basket italiano come la Virtus Roma è costretta a chiudere i battenti, se le società di calcio di Serie A non riescono a far fronte a questa difficoltà vuol dire che si è sbagliato qualcosa e che la soluzione vada cercata al di là degli 800 euro di bonus che sono stati elargiti durante questo periodo. Io mi auguro che al più presto si possa intraprendere un serio percorso che possa migliorare la situazione in tutto il Paese, ci sono impianti fatiscenti, che non sono degni di un paese che è all'interno delle prime otto potenze mondiali, ma questo giusto per fare un esempio. Quel che è emerso è che ci sono tantissime criticità da dover affrontare e che per troppo tempo sono state ignorate. Io però purtroppo non sono un politico, non spetta a me prendere certe decisioni, ma se mi potessi sedere ad un tavolo in cui si decide come muoversi sicuramente partirei da questo per poter provare a cambiare qualcosa. Diciamo, quindi, che questo è il mio augurio per il nuovo anno: cercare di far ripartire lo sport con condizioni nuove, che permettano a chi fa calcio, basket,  a chi gestisce una palestra di poter ri-ottenere quel ruolo fondamentale nel tessuto sociale".  

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