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l'intervista

Scuola dei Leoni, Peroni: "Grande senso d’appartenza delle famiglie"

L’analisi del presidente: “Abbiamo cercato di stimolare sempre i nostri calciatori, ma lavoriamo su quello che ci è concesso fare, focalizzando quindi i nostri sforzi sul lavoro atletico sul campo e sulla parte della tecnica individuale”

31 Dicembre 2020

Scuola dei Leoni, Peroni: "Il senso d’appartenza delle famiglie è stato incredibile"

Claudio Peroni, presidente della Scuola dei Leoni

Quello che si sta per chiudere è stato sicuramente un anno duro, intenso, ma che la Scuola dei Leoni ha affrontato con coraggio. La società non si è mai risparmiata nel cercare di portare avanti l’attività permettendo così ai suoi ragazzi di continuare a divertirsi sul campo in massima sicurezza. A dar voce al club è il presidente Claudio Peroni che ci parla del presente ma soprattutto del futuro di una realtà che è pronta ad affrontare nuove ed entusiasmanti sfide. “Sicuramente è stato un anno difficile dove la mancata conoscenza del problema e le tante incognite circa le tempistiche della ripartenza sono state le difficoltà maggiori a cui abbiamo dovuto far fronte. A mancare spesso è stata una vera e propria programmazione che avrebbe facilitato la vita alle società”. Difficoltà a cui però il club ha risposto letteralmente sul campo: “ Abbiamo cercato di essere sempre molto presenti per i nostri ragazzi. Webinar, esercizi da fare a casa e poi allenamenti specifici per seguire alla lettera tutti i protocolli di sicurezza. Di fatto è un po’ come se non avessimo mai staccato veramente e devo dire che sono stato piacevolmente sorpreso dai genitori. Hanno apprezzato il nostro lavoro, svolto sempre con la massima professionalità, capendo che anche essendo uno sport di contatto, svolgerlo all’aperto riduce la possibilità di eventuali contagi allo zero. La risposta è stata dunque ottima, soprattutto nella scuola calcio, con i genitori che hanno così continuato a portare i propri figli capendo che qui trovavano un ambiente sicuro”. Proprio il senso di appartenenza mostrato dalle famiglie è stato l’aspetto che ha più sorpreso Peroni: “Esatto, noi siamo una realtà giovane e in cui convivono persone di estrazioni sociali e zone di provenienza molto diverse tra loro. Vedere le famiglie sviluppare questo senso di appartenenza è stato incredibile e ci ripaga dei tanti sforzi fatti sin qui. Per una società che è nata appena due anni fa è tutt’altro che scontato riscontrare un senso della comunità così elevato, non siamo una realtà che magari è nata in un paese che è naturalmente portata a svilupparla. I genitori hanno seguito i nostri programmi, ci hanno dato fiducia e grazie a loro abbiamo potuto vedere quanta forza hanno in realtà i bambini. I nostri ragazzi hanno dimostrato di avere delle grandi risorse e di fatto sono stati loro a darci la carica giusta per andare avanti”. Ovviamente però Peroni non nasconde i risvolti negativi che ci sono stati in un periodo duro come quello che tutte le società stanno affrontando: “Credo che in seguito ad un periodo tanto complicato si perderà qualcosa. Dai 12 ai 17 anni si rischia infatti di veder tanti ragazzi rinunciare al calcio. Molti non possono allenarsi a casa, altri magari non apprezzano il tipo di lavoro che ora è possibile svolgere. Qualcuno già si è fermato e, man mano che si va avanti, è sempre più difficile recuperarli. Abbiamo cercato di dare sempre quanti più stimoli possibile ai nostri ragazzi ma ovviamente lavoriamo su quello che ci è concesso fare, focalizzando quindi i nostri sforzi sul lavoro atletico sul campo e sulla parte della tecnica individuale. Gli allenatori hanno fatto un grande lavoro, reinventandosi completamente e facendo dei veri e propri miracoli”. In chiusura al presidente Peroni abbiamo chiesto cosa si aspetta da questo 2021: “Non voglio essere venale (ride,ndr). Tralasciando le battute, come presidente mi auguro serenità per tutti i ragazzi che poi sono quelli che più di tutti hanno subito questa situazione. Mi auguro di rivederli presto in campo, che giocano un torneo e che tornino, che tornino ad assaporare quella sana competizione propria di questo bellissimo sport. Più in generale spero che continui il processo di crescita della nostra società e che tutti possano trovare quella serenità che quest’anno ci è un po’ mancata”.

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